E.M.D.R. tecnica magica?

Eye Movement Desensitization and Reprocessing

E.M.D.R. ossia Eye Movement Desensitization and Reprocessing, un tempo era considerata una tecnica da usare in psicoterapia per elaborare i traumi. Oggi l’ EMDR è considerata una vera e propria forma di psicoterapia, capace dunque di promuovere un cambiamento in qualsiasi stato di disagio psicologico. Vediamo come funziona.

Passeggiando in un parco e guardandosi attorno, nel 1987 Francine Shapiro scoprì che il movimento degli occhi poteva produrre grandi cambiamenti. Questa psicologa dedicò molte energie e molto tempo nel mettere a punto una tecnica ben precisa. Nel tempo l’EMDR è stato ampiamente testato sui veterani del Vietnam, confermando l’efficacia di questo strumento sullo stress che segue un trauma.

L’EMDR oggi, dopo 30 anni, è considerato una vera e propria psicoterapia. La prima cosa da dire è che i movimenti degli occhi sono solo un dettaglio di questa complessa procedura che lavora sulla memoria degli episodi.

Cosa accade quando viviamo un trauma?

Accade che si creano dei circuiti neuronali, una rete di collegamento di informazioni, che si blocca e rimane in uno stato di congelamento e di isolamento rispetto alle altre reti. Questo crea poi la sensazione del tutto particolare dopo un trauma che ce lo fa rivivere continuamente. Dopo un forte trauma è frequente avere pensieri costanti relativi all’evento in questione, come rivedere alcune immagini o risentire suoni e voci. E’ l’effetto del congelamento.

disturbo post traumatico da stress

Quando si vuole superare un trauma, si deve dunque permettere al nostro cervello di tessere nuove reti, di collegare le informazioni, di elaborare ed integrare l’esperienza. Iniziando una terapia EMDR, in una situazione totalmente sicura, si riattiva lo stato di stress vissuto al momento del trauma. Da un punto di vista neurobiologico, si riattivano dei circuiti neuronali che si erano costruiti e bloccati nell’impatto con il trauma. Il materiale bloccato viene finalmente esplorato e ricollegato al resto delle reti neuronali del cervello. Questo collegamento riattiva il lavoro della nostra mente sfruttando le capacità naturali del nostro cervello di elaborare le informazioni in modo utile. Così tutte le convinzioni negative, le emozioni, le sensazioni corporee che si erano impresse nel nostro cervello, vengono rese consapevoli e utilizzabili e possono essere integrate.

Sciogliere i nodi e tornare in rete

Si tratta dunque di sciogliere quei nodi che il trauma ha creato per alleviare il malessere e restituire al cervello la sua naturale flessibilità, in modo che possa tornare a orientarsi in modo adattivo, come gli è naturale.

Nel nostro cervello c’è una rete, anzi il nostro cervello è in rete! Quando sciogliamo una zona bloccata di questa rete, lavoriamo su tutto il sistema riattivando la sua plasticità. Usare l’EMDR significa andare a sbloccare un processo che si è bloccato, non si tratta di interpretare, capire, riformulare ma di riattivare una facoltà che naturalmente ci appartiene.

Visita: http://emdr.it/index.php/emdr/

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