Perche proviamo vergogna nel mostrarci fragili
Non tutti fronteggiano la paura con le stesse modalita, e cio che dell’altro ci sembra ingiustificato o immorale molto spesso nasconde in realta un’incapacita di mettere in atto giusti meccanismi di difesa. Tendiamo a mascherare il nostro bisogno di protezione e inevitabilmente ci scontriamo con la piu brutta delle sensazioni: la vergogna nel doverci mostrare fragili.
Togliere la nostra maschera impavida rischierebbe di mostrare le nostre imperfezioni, ci denuda e ci predispone a essere facilmente attaccabili. E come se esporci emotivamente ci mettesse nella condizione di essere feriti, giudicati. La vergogna, in questo senso, e un’emozione profondamente sociale: nasce dallo sguardo, reale o immaginato, dell’altro, dal timore di non corrispondere a un’immagine di forza che crediamo ci venga richiesta.
In una fase collettiva di paura, come quella imposta dalla pandemia, questo timore si amplifica. Ammettere di avere paura sembra quasi un cedimento, mentre in realta e la risposta piu umana e comprensibile di fronte a un evento straordinario.
Essere fragili non equivale a essere deboli
Piu forte e l’armatura, piu fragile e chi si cela dietro quell’armatura, che pesa come un macigno ma che ci protegge dalla paura di poter perdere la nostra identita o di non essere all’altezza di un mondo che ci vuole sempre in prima linea. Non sempre essere fragili equivale a essere deboli: significa piuttosto sentire con maggiore intensita quello che accade intorno a noi.
Il risvolto della medaglia potrebbe allora essere riscoprirsi sensibili. La sensibilita e un potenziale da sviluppare e non per forza un blocco. Richiama l’empatia, la capacita di riuscire a sintonizzarsi con lo stato d’animo dell’altro. Riconoscere la propria vulnerabilita, invece di combatterla, e spesso il primo passo verso una maggiore consapevolezza di se e verso relazioni piu autentiche.
Empatia e solidarieta come nuove parole d’ordine
In questi giorni di scombussolamento in cui ci viene impedito di uscire, quella casa che talvolta e un rifugio puo trasformarsi in una prigione soffocante, se cio che viene intaccato e la nostra liberta. Ma se affacciandoci dalla finestra scorgeremo lo sguardo disarmato del nostro vicino, o ascolteremo al telefono la voce spezzata di un amico che ha le nostre stesse paure, ci sentiremo meno soli nell’osteggiare e regolare gli sbalzi d’umore ormai puntuali in questi strani e surreali giorni.
La condivisione della fragilita, paradossalmente, ci avvicina. Scoprire che l’altro prova le nostre stesse emozioni scioglie il senso di isolamento e trasforma la vergogna in un terreno comune. E qui che empatia e solidarieta smettono di essere parole astratte e diventano strumenti concreti di sostegno reciproco.
Come combattere il senso di disorientamento e i crolli emotivi
Il senso di disorientamento che stiamo vivendo ci porta inesorabilmente a sperimentare crolli emotivi, dai quali e difficile difendersi se non si hanno i giusti mezzi. La chiave vincente e riorganizzare la nostra quotidianita, mantenendo la mente occupata e indirizzando le energie verso attivita che possono in qualche modo riempire le giornate e alleggerire il peso del tempo che passa.
Dobbiamo essere bravi a sfruttare questo tempo per potenziare la nostra capacita di resilienza, presente in ognuno di noi, coltivare quelle passioni che abbiamo trascurato per dare spazio ad altro. Siamo esposti a qualcosa di straordinario che nessuno aveva sperimentato nella nostra epoca e che forse, a caro prezzo, potra tornarci utile per dare un domani il giusto peso e il giusto valore a ogni attimo che viviamo.
Non siamo tutti uguali
Non siamo tutti uguali: c’e chi da una parte ne uscira fortificato e chi dall’altra si sentira massacrato psicologicamente e non riuscira a gestire con le giuste strategie di coping tutte quelle situazioni stressanti che questo periodo comporta. E un problema di cui tutti dovremmo farci carico nel nostro piccolo, a partire dalla nostra rete intima, per rendere piu tollerabile questa quarantena forzata.
Questo possiamo farlo solamente trasformando la nostra giornata, che apparentemente puo risultare noiosa, in un’opportunita e in un’occasione per ritrovare noi stessi e trasformare la paura e la preoccupazione in coraggio. Prendersi cura di chi ci sta accanto, riconoscere quando qualcuno intorno a noi fatica piu di noi, e un gesto piccolo che puo fare una grande differenza.
Domande frequenti
Perche ci vergogniamo di mostrarci fragili?
Perche la vergogna e un’emozione sociale legata allo sguardo dell’altro: temiamo di apparire deboli, di essere giudicati o feriti. Mostrare vulnerabilita significa abbassare la maschera che crediamo ci protegga, e questo ci espone. Riconoscere questo meccanismo e gia un modo per ridimensionarlo.
Fragilita e debolezza sono la stessa cosa?
No. La fragilita indica una maggiore sensibilita a cio che accade, non un difetto. Chi si mostra fragile spesso e semplicemente piu capace di sentire e di sintonizzarsi con gli altri. La sensibilita puo diventare una risorsa, alla base dell’empatia e di relazioni piu autentiche.
Come gestire i crolli emotivi in un periodo di isolamento?
Riorganizzare la quotidianita aiuta: creare una routine, tenere la mente occupata, coltivare passioni trascurate e mantenere i contatti con le persone di fiducia. Parlare delle proprie paure con chi ci sta vicino riduce il senso di solitudine e rafforza la capacita di resilienza.
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