Come e’ cambiata la quotidianita’ digitale
Con la rivoluzione tecnologica sempre piu’ persone hanno avuto accesso agli strumenti digitali: da una parte computer e dispositivi mobili evoluti, dall’altra connessioni a internet veloci e stabili, anche in mobilita’. Questa evoluzione digitale ha portato a rivedere la vita personale e lavorativa. Oggi ci affidiamo a computer e smartphone per completare operazioni che fino a pochi anni fa richiedevano di recarsi di persona in un ufficio o di usare strumenti come il telefono o il fax.
La crescita dell’e-commerce e’ uno degli aspetti piu’ visibili di questo cambiamento. Allo stesso tempo il mondo del lavoro si e’ radicalmente trasformato, con la diffusione capillare dello smart working e la possibilita’ di svolgere moltissime professioni ovunque ci sia una connessione a Internet. Piu’ la nostra vita passa dalla rete, pero’, piu’ cresce la quantita’ di informazioni personali che vi affidiamo.
Perche’ proteggere la propria privacy online
Il tema della sicurezza e della privacy e’ una naturale conseguenza di questa evoluzione. Basti pensare a quante volte ci troviamo a condividere dati sensibili: per accedere a un servizio di streaming, per concordare con il corriere la data e il luogo di consegna, o quando inviamo documenti e file a colleghi, clienti e istituzioni.
Di pari passo sono cresciute le truffe online, con tentativi da parte di cybercriminali di intercettare queste informazioni per rubare dati sensibili e utilizzarli per scopi non autorizzati. Truffe come il phishing sono all’ordine del giorno: per questo e’ necessario seguire poche semplici regole per ridurre i rischi. La posta in gioco non e’ solo economica, ma anche emotiva, perche’ subire una frode online genera stress, senso di violazione e sfiducia.
Sicurezza online e benessere psicologico
C’e’ un legame spesso trascurato tra sicurezza digitale e serenita’ mentale. Sapere di aver adottato precauzioni ragionevoli riduce l’ansia legata all’uso della rete e restituisce un senso di controllo. Al contrario, la sensazione costante di essere esposti, o l’esperienza di una truffa subita, puo’ alimentare vissuti di vulnerabilita’ e vergogna. Curare la propria sicurezza online, quindi, e’ anche una forma di cura di se’.
Regole pratiche per difendersi
E’ fondamentale non condividere mai i propri dati sensibili o gli accessi all’home banking tramite email, per esempio quando riceviamo presunte comunicazioni da fornitori di energia elettrica o telefonia. Quando nel testo del messaggio notiamo errori grammaticali o una sintassi scorretta, molto probabilmente ci troviamo di fronte a un tentativo di phishing.
Buona norma e’ cambiare spesso le password e non scegliere sequenze facilmente rintracciabili, come la data di nascita o l’indirizzo di residenza. E’ inoltre meglio evitare di utilizzare computer pubblici, come quelli di internet point o biblioteche, per operazioni sensibili: controllo della posta elettronica, accesso all’home banking o acquisti con carta di credito. Non conoscendo l’effettiva sicurezza di quei dispositivi, e’ possibile che contengano malware o virus pericolosi per la privacy dei nostri dati.
Piccole abitudini, grande differenza
La sicurezza online non richiede competenze da esperti informatici, ma costanza. Diffidare dei messaggi che chiedono dati con urgenza, verificare sempre il mittente, usare password diverse per servizi diversi e diffidare delle reti non protette sono gesti semplici che, ripetuti, riducono in modo netto la probabilita’ di cadere in una truffa.
Domande frequenti
Che cos’e’ il phishing?
E’ un tentativo di truffa in cui il criminale finge di essere un ente affidabile, di solito via email, per farsi consegnare dati sensibili come password o credenziali bancarie. Errori grammaticali e richieste urgenti di dati sono segnali di allarme tipici.
Perche’ non bisogna comunicare i dati bancari via email?
Perche’ nessun fornitore serio richiede credenziali di home banking o dati sensibili via email. Messaggi di questo tipo sono quasi sempre tentativi di phishing volti a rubare le nostre informazioni.
E’ rischioso usare computer pubblici?
Si’, per le operazioni sensibili. Su un computer pubblico non si conosce l’effettivo livello di sicurezza e potrebbero essere presenti malware o virus in grado di intercettare posta, accessi bancari o dati della carta di credito.
La sicurezza online ha a che fare con il benessere psicologico?
Si’. Sentirsi protetti riduce l’ansia legata all’uso della rete e restituisce un senso di controllo, mentre subire una frode online puo’ generare stress, vissuti di vulnerabilita’ e vergogna.
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