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La tanatofobia ai tempi del COVID-19.

Fino a poco tempo fa, gli esseri umani percepivano se stessi come inattaccabili, forti, desiderosi di rivendicare la propria eternità di fronte agli anni che inevitabilmente passano, eppure oggi, paradossalmente, protetti nelle proprie case, vicini alle persone più care, fermi in un non-tempo, si percepiscono come fragili e vulnerabili. E’ quanto accade a causa del COVID-19 .
Non è un caso che molti esperti iniziano a parlare di tanatofobia.

Tanatofobia

La tanatofobia (dal greco thanatos che significa morte, e phobos che significa paura) indica una morbosa paura di morire e dell’idea della propria mortalità, e delle manifestazioni ad esse collegate.
La paura di morire è un sentimento puramente umano e fisiologico. Tutti, seppur coscienti della propria non-immortalità, non vogliamo porre fine alla nostra corsa.  La paura della morte, come ogni altra paura , è un’emozione primaria, una reazione ad un pericolo specifico.  Provo paura di fronte ad una minaccia che identifico come pericolosa e attivo meccanismi di difesa per la mia salvaguardia. Un po’ più complesso è quando non riesco ad identificare il pericolo, so che incombe ovunque, ma non lo vedo, non lo posso identificare come oggetto determinato e non posso contrattaccare o fuggire da esso.
La paura di morire emerge in noi quando percepiamo in pericolo noi stessi o una persona a noi cara o in situazioni estremamente particolari. E quale situazione è più particolare se non l’evento extra-ordinario che stiamo vivendo nei nostri giorni a causa dell’attuale pandemia globale?
Tre sono le caratteristiche di questo virus letale che aumentano questa paura:

  • Pericolosità: Nonostante milioni di  programmi tv, articoli, talk ,notiziari, film su epidemie globali rispolverati nei cassetti della cinematografia,  conosciamo il suo nome ma non come combatterlo.
  • Attesa: le nostre vite fluttuano sospese senza sapere bene quando riprenderemo la nostra quotidianità.
  • Incertezza: strettamente collegata alla fiducia, l’inadeguatezza e la confusione scientifica spesso contraddittoria, ci spinge a prendere le parti di qualcuno piuttosto che alla conoscenza stessa.
    Ciò significa che dobbiamo lasciare che la paura di morire ci impedisca di vivere? La risposta è no.

Cosa fare?

Ecco dei consigli pratici per affrontare questa paura:

  • Scegli informazioni affidabili: in momenti prestabiliti, informati scegliendo dei canali ufficiali appartenenti a fonti istituzionali (Ministero della Salute, Istituto Superiore della Sanità). Esporsi ad una continua informazione, infatti,  alimenta solo l’allerta invisibile che accresce la tua paura.
  • Pensa oltre:  investi il tuo tempo su nuovi progetti ,attività e idee. Considerali punti di partenza e non attività di compenso.
  • Condividi le tue emozioni e le tue preoccupazioni: è normale avere paura, parlare con le persone che ti fanno stare bene, ti aiuta a calmare la paura. Inoltre, scoprirai che non sei solo. E se ad aver paura sono i più piccoli?

Contenere le paure dei più piccoli

Ecco cosa i genitori possono fare per aiutare i bambini ad affrontare questo periodo:

  • Raccontate la verità: attraverso l’aiuto di immagini o filastrocche, raccontate ai vostri bambini in maniera semplice ciò che sta accadendo.
  • Ricreate un clima di affetto e attenzione: alcuni punti che erano di riferimento per i bambini, come le maestre o i loro compagni di scuola, al momento non possono fisicamente dedicare loro del tempo. Voi, invece avete la possibilità di farlo. Ci è stato imposto di rallentare dalla nostra vita sempre troppo frenetica, consideratelo un “regalo” per imparare qualcosa di nuovo con e sui vostri bambini.
  • Mantenete le loro abitudini : per quanto vi sia possibile, cercate di mantenere, oltre al ritmo sonno-veglia del bambino, anche le sue abitudini di gioco, date spazio alla creatività.
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