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Hikikomori: uso errato del web, comportamenti e bande giovanili

Come si intrecciano bullismo, cyberbullismo e vita digitale? Questo approfondimento riprende la teoria delle bande giovanili di Richard Cloward e Lloyd Ohlin, introduce le nuove “bande virtuali” e il fenomeno giapponese degli hikikomori, e torna alla teoria dell’apprendimento sociale di Albert Bandura per spiegare come i comportamenti devianti si diffondano oggi attraverso il web. Le […]

Hikikomori: uso errato del web, comportamenti e bande giovanili
Come si intrecciano bullismo, cyberbullismo e vita digitale? Questo approfondimento riprende la teoria delle bande giovanili di Richard Cloward e Lloyd Ohlin, introduce le nuove “bande virtuali” e il fenomeno giapponese degli hikikomori, e torna alla teoria dell’apprendimento sociale di Albert Bandura per spiegare come i comportamenti devianti si diffondano oggi attraverso il web.

Le tre bande giovanili di Cloward e Ohlin

Basti pensare non solo all’auto-etichettamento, nato dall’era digitale, ma anche alle forme di ribellione, che la teoria delle bande giovanili di Richard Cloward
e Lloyd Ohlin ha identificato e qualificato in tre tipologie di bande, ossia:

  • le bande criminali,che tendono ad appropriarsi degli status-symbol proposti dalla cultura della classe media,compiendo atti antigiuridici;
  • le bande conflittuali, che tendono a distruggere i simboli considerati irraggiungibili, esprimendo un alto potenziale di violenza;
  • le bande astensioniste,che tendono a rifiutare globalmente la cultura stessa, assumendo atteggiamenti di negazione e fuga a volte autolesivi.

Le nuove bande virtuali

Oggi a quelle appena citate, si aggiungono le bande virtuali, che si contendono il riconoscimento di azioni criminali ed atti vandalici, registrando e pubblicando video dove la banda commette un reato o un atto di bullismo, per poi sfidare la banda rivale a fare di meglio(o per meglio dire, di peggio).

A tal proposito, proprio in questi giorni sul web è girato il video di un ragazzo disabile, usato come “ponte umano” e fatto immergere in una pozzanghera,
mentre i membri della banda ci passavano sopra.

La banda avversaria ha invece postato, in risposta, un video in cui una ragazza veniva fatta picchiare da più ragazze appartenenti al gruppo, per motivi futili,
poiché una di queste ragazze accusava la vittima di “aver guardato il fidanzato”.

Per quanto ci si trovi ancora dinanzi alla possibilità di comparare tra loro le diverse bande proposte da Cloward e Ohlin, così come utili risultano ancora le loro definizioni, va tuttavia riconosciuto che, come uno Smartphone ha bisogno di aggiornamenti per essere di ultima generazione, così la sociologia e la psicologia non possono permettersi di restare indietro con i tempi, ma devono fronteggiare le continue evoluzioni, non solo del singolo individuo, ma di interi gruppi e popolazioni, analizzando nel profondo l’epocale cambiamento avvenuto, negli ultimi anni, in termini di digitalizzazione: si pensi alle nuove patologie ad essa legate, come ad esempio il fenomeno giapponese degli Hikikomori, che in seguito ad atti di bullismo, violenze o altre forme di traumi subiti all’esterno dell’ambito famigliare, si rinchiudono nelle loro stanze per lunghi periodi, arrivando a parlare di anni di isolamento dalla realtà vissuta e restando collegati solo ad una realtà virtuale.

Gli hikikomori e il ritiro nel virtuale

Tra le nuove patologie legate alla digitalizzazione rientra il fenomeno giapponese degli hikikomori, gia’ richiamato nel paragrafo precedente: ragazzi che, in seguito ad atti di bullismo, violenze o altri traumi subiti all’esterno dell’ambito familiare, si rinchiudono nelle loro stanze per lunghi periodi, arrivando anche ad anni di isolamento dalla realta’ vissuta e restando collegati solo a una realta’ virtuale. E’ un segnale di quanto sociologia e psicologia non possano restare indietro rispetto all’epocale cambiamento portato dalla digitalizzazione.

La teoria dell’apprendimento sociale di Bandura, oggi

Tra le varie teorie che saranno trattate nell’articolo, a mio avviso una delle più importanti, ai fini di sviluppare una comprensione del fenomeno della devianza giovanile di gruppo, è la teoria dell’apprendimento sociale di Albert Bandura, attualissima, e che regge ad ogni confronto, sia nella realtà quotidiana che in quella virtuale, con però un risvolto nuovo che è, come per l’auto-etichettamento, la messa in atto di atti criminali nella vita reale.

È infatti provato che i giovani apprendano non solo dai mas media, a anche dal web, e qui non parliamo di sottocultura o di ceti medio bassi, né di giovani appartenenti a famiglie disagiate, ma ci riferiamo a tutti i giovani, anzi sembra che in rete siano proprio i giovani appartenenti a “famiglie normali” o benestanti a dare per primi il cattivo esempio, singolarmente presi e diversamente dalle bande giovanili, dove è sempre presente un rito d’iniziazione, come il train surfing, cioè attaccarsi al treno in corsa, esponendosi ai lati e mettendo a rischio la propria vita o ancora il linciaggio da parte degli altri componenti, per testare la resistenza dell’iniziato. In tutti questi casi, i singoli mostrano cosa loro, da soli, sono stati in grado di fare, atti non solo criminali, ma anche malvagi, nei confronti di animali indifesi, di clochard, di donne o di ragazzi “diversi”.

I video girati viaggiano nel web rapidamente, vengono in poche ore visualizzati da migliaia di adolescenti, ed è qui che entra in scena la teoria di Bandura: individui che non hanno mai commesso atti del genere iniziano a farlo, perché, come spiegato da suddetta teoria, lo hanno visto fare ad altri e quindi possono farlo anche loro, forse anche in modo più singolare, dando un “tocco personale”, cercando non solo l’imitazione del gesto criminale visto, ma aggiungendo varianti ancor più gravi.

Parlando poi della teoria dell’agire morale e del costrutto dell’autoefficacia, è fondamentale testarne il potenziale di applicabilità e funzionalità, se i principi di cui si fanno portatori vengono applicati e messi in atto con l’individuo giusto, al momento giusto. Il capitolo si conclude, parlando di quella che spero possa essere una soluzione, seppur marginale, per arginare simili eventi, partendo dalla teoria del Dr. Slutkin, ma offrendone una mia interpretazione, nella prospettiva di una sua applicabilità al nostro Paese e alla nostra cultura.

Interrompere il “contagio” della devianza

La tesi da me sostenuta è, infatti, che si possa non solo intervenire alla prevenzione di atti di bullismo e cyberbullismo, ma anche evitare di “contagiare” un ragazzo nella devianza, impedendogli di divenire un futuro criminale. Per dare una descrizione facilmente comprensibile di quanto da me auspicato, proviamo ad immaginare la catena alimentare, però con la variante della criminalità interrotta, quindi come un cerchio che pur iniziando con un atto criminoso, non finisca con lo stesso, ma con un cambiamento, e così via, passando da individuo a individuo…

Domande frequenti

Che cosa sono le bande virtuali?

Sono gruppi che si contendono online il riconoscimento di azioni criminali e atti vandalici, registrando e pubblicando video dei reati commessi per poi sfidare la banda rivale a fare di peggio. Si affiancano alle tre tipologie classiche descritte da Cloward e Ohlin: criminali, conflittuali e astensioniste.

Chi sono gli hikikomori?

Sono persone, in origine descritte in Giappone, che dopo bullismo, violenze o traumi subiti fuori dalla famiglia si isolano nella propria stanza per periodi molto lunghi, a volte anni, restando in contatto solo con una realta’ virtuale.

Come spiega Bandura la diffusione dei comportamenti devianti?

Secondo la teoria dell’apprendimento sociale di Albert Bandura, gli individui apprendono osservando gli altri. Quando un video violento viene visto da migliaia di adolescenti, alcuni che non avevano mai commesso atti simili iniziano a imitarli, talvolta aggiungendo varianti ancora piu’ gravi.

Si puo’ interrompere il contagio della violenza?

La tesi sostenuta e’ che, partendo dal modello del dottor Slutkin, sia possibile non solo prevenire bullismo e cyberbullismo, ma anche evitare di “contagiare” un ragazzo nella devianza. L’immagine e’ quella di una catena spezzata: un atto criminoso che, invece di ripetersi, si trasforma in un cambiamento trasmesso da individuo a individuo.

Bullismo e cyberbullismo non sono piu’ fenomeni confinati alle sottoculture o ai contesti disagiati: il web li rende trasversali e li diffonde per imitazione, come spiega Bandura. Riconoscere bande virtuali e hikikomori e agire sul “contagio” comportamentale, sull’esempio di Cure Violence, e’ la strada per una prevenzione efficace.
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