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Maddalena bipolare

“Maddalena bipolare”, pubblicato da Golem Edizioni, è un romanzo psicologico, in parte epistolare, che racconta il vissuto emotivo di una paziente che si innamora, ricambiata, del proprio psichiatra e psicoanalista. Un’opera che intreccia mania, ricovero e desiderio, e che porta il lettore dentro la mente di una protagonista fragile e magnetica al tempo stesso. La […]

Maddalena bipolare
“Maddalena bipolare”, pubblicato da Golem Edizioni, è un romanzo psicologico, in parte epistolare, che racconta il vissuto emotivo di una paziente che si innamora, ricambiata, del proprio psichiatra e psicoanalista. Un’opera che intreccia mania, ricovero e desiderio, e che porta il lettore dentro la mente di una protagonista fragile e magnetica al tempo stesso.

La trama: un amore che nasce in clinica

Un ricovero ospedaliero fa da sfondo all’incipit del romanzo. Sabrina Zara, la protagonista, vive un episodio di mania, la fase euforica del disturbo bipolare, in cui crede di essere la reincarnazione prima di Madre Teresa di Calcutta e poi di Maddalena. Per questo viene ricoverata nel reparto psichiatrico di un ospedale romano. Non è il suo primo ricovero: Sabrina è bipolare già da tempo e conosce bene il funzionamento di quei luoghi.

Dopo la fase acuta, la protagonista sceglie di trasferirsi in una clinica privata di riabilitazione, che nel romanzo viene chiamata la “clinica dei matti”. Qui i pazienti vengono trattati molto meglio che nell’ospedale pubblico. Ed è qui che Sabrina conosce Guido La Porta, il giovane primario: bello, buono con tutti, straordinariamente sensibile, forse ingenuo, che la riempie di complimenti anche perché un po’ si sente attratto da lei.

Sabrina è fidanzata con un pittore, ma non resiste a questo psichiatra e presto se ne innamora, fino a perdere il sonno e ad aggravare le proprie condizioni psichiche. Durante il ricovero scopre inoltre, grazie ad alcuni test, di non essere solo bipolare ma di avere anche un disturbo istrionico di personalità, che la porta a cercare costantemente di sedurre e di essere al centro dell’attenzione. Uscita dalla clinica, Sabrina inizia a bombardare lo psichiatra di insistenti email, fino a che lui non le propone di cominciare insieme un percorso di psicoanalisi.

Tra letteratura e psicoanalisi: le fonti del romanzo

Per scrivere “Maddalena bipolare” l’autrice si è rifatta all’esempio del rapporto che legò Carl Gustav Jung a Sabina Spielrein, raccontato con grande efficacia nel film “Prendimi l’anima”. A questa suggestione culturale si affianca, in parte, un’esperienza personale: in particolare un incontro avvenuto con uno psichiatra all’interno di una clinica.

L’autrice racconta di essere bipolare e di essersi ricoverata per un disturbo di conversione. Ha probabilmente frainteso i complimenti e le attenzioni di quello psichiatra, illudendosi, anche a causa di un suo comportamento non del tutto chiaro, che una volta uscita dalla clinica avrebbe potuto frequentarlo. È da questa materia vissuta, filtrata dalla scrittura, che nasce l’intreccio del romanzo.

Il tema del transfert amoroso

Al cuore del romanzo c’è una dinamica che la psicoanalisi conosce bene: l’innamoramento della paziente nei confronti del proprio terapeuta. Il richiamo alla vicenda tra Jung e Sabina Spielrein non è casuale, perché rappresenta uno dei casi storici in cui il legame tra medico e paziente ha assunto contorni affettivi complessi. Nel romanzo questo nodo diventa il motore narrativo: il desiderio di Sabrina, la sua difficoltà a distinguere cura e seduzione, il confine sottile tra attenzione professionale e coinvolgimento personale.

Uno stile in prima persona, tra veglia e sogno

Il romanzo è quasi interamente narrato in prima persona, a eccezione di alcune parti in corsivo che raccontano i sogni notturni di Sabrina. In quei passaggi la protagonista immagina se stessa come Maddalena e lo psichiatra come Gesù, in una trasfigurazione simbolica che rispecchia il suo delirio maniacale e il suo mondo interiore. La scelta stilistica accompagna così il lettore dentro l’oscillazione tipica del vissuto bipolare, tra lucidità e alterazione, tra realtà e visione.

Chi è l’autrice

Si tratta del suo primo romanzo. In precedenza aveva pubblicato due saggi e tre raccolte di poesie e aveva curato, insieme a Riccardo Redivo, l’ultima raccolta di inediti di Alda Merini, “Confusione di stelle”. È dottoressa di ricerca in Italianistica e ha frequentato un master in scrittura creativa, la Luiss Writing School. Una formazione letteraria solida, che si riflette nella cura della lingua e nella costruzione psicologica dei personaggi.

Un estratto dal romanzo

“E chissà cosa stava succedendo nel mio cervello, che iniziava piano piano a capire che le allucinazioni non erano apparizioni vere e concrete ma erano di nuovo i frutti di una mente inquieta.

Il cellulare mi fu sottratto per i primi tre giorni, per il mio bene. Per non dire ‘Pronto, sono Madre Teresa di Calcutta’, oppure ‘Pronto, sono Maria Maddalena’, ma lo vissi come una privazione ingiusta. Essere legata fu un supplizio indicibile per me, che amo la libertà e ho problemi con il mio corpo, che già mi sembra una reclusione; in più dentro di me collegavo l’essere legata con l’essere violenta, e questo davvero non lo ero mai stata nella mia vita. Ero reclusa e non c’era possibilità di scegliere, ormai: avevo preso quella strada, la strada della perdizione, e non era la prima volta. Tutto questo perché amavo, amavo troppo e amavo le persone sbagliate e non amavo me. Avevo amato le persone sbagliate che mi avevano portato fino a lì. Già, perché ci ero finita?”

Domande frequenti

Di cosa parla “Maddalena bipolare”?

È un romanzo psicologico, in parte epistolare, pubblicato da Golem Edizioni. Racconta la storia di Sabrina Zara, una paziente bipolare che, durante un ricovero, si innamora ricambiata del proprio psichiatra e psicoanalista. Il romanzo intreccia mania, disturbo istrionico di personalità e desiderio amoroso.

La storia è autobiografica?

In parte. L’autrice, che è bipolare, dichiara di essersi ispirata sia al rapporto storico tra Jung e Sabina Spielrein, raccontato nel film “Prendimi l’anima”, sia a una propria esperienza personale: un incontro con uno psichiatra durante un ricovero per un disturbo di conversione. La materia vissuta è però filtrata e trasformata dalla scrittura narrativa.

Perché il titolo richiama Maddalena?

Durante l’episodio maniacale la protagonista crede di essere la reincarnazione di figure come Madre Teresa di Calcutta e Maria Maddalena. Nei sogni notturni, narrati in corsivo, immagina se stessa come Maddalena e lo psichiatra come Gesù, in una trasfigurazione simbolica del suo delirio e del suo mondo interiore.

Come è strutturato il romanzo dal punto di vista stilistico?

La narrazione è quasi interamente in prima persona, con alcune parti in corsivo dedicate ai sogni della protagonista. Questa alternanza tra racconto diretto e visione onirica accompagna il lettore dentro l’oscillazione tra lucidità e alterazione tipica del vissuto bipolare.

In sintesi. “Maddalena bipolare” è un romanzo psicologico che porta il lettore dentro la mente di una paziente bipolare innamorata del proprio psichiatra. Tra riferimenti alla vicenda Jung-Spielrein, elementi autobiografici e una scrittura che alterna prima persona e sogno, l’opera esplora il transfert amoroso e la fragilità di un’identità in bilico tra realtà e delirio.
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