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Conoscere le emozioni

Le emozioni sono i pennelli che colorano la nostra vita: senza di esse l’esistenza si consumerebbe in un grigiore indistinto. Ma non sempre tingono il mondo di rosa, e allora diventa utile capire perche’ certe emozioni insorgono e come conviverci. Questo approfondimento accompagna alla scoperta di cosa sono le emozioni, a cosa servono, da dove […]

Conoscere le emozioni
Le emozioni sono i pennelli che colorano la nostra vita: senza di esse l’esistenza si consumerebbe in un grigiore indistinto. Ma non sempre tingono il mondo di rosa, e allora diventa utile capire perche’ certe emozioni insorgono e come conviverci. Questo approfondimento accompagna alla scoperta di cosa sono le emozioni, a cosa servono, da dove nascono e come imparare a gestirle senza combatterle.

Cosa sono le emozioni

Se proviamo a tentare una prima definizione, possiamo dire che le emozioni sono i pennelli che colorano la nostra vita. Senza di esse la nostra esistenza si consumerebbe in un grigiore indistinto, priva di rilievo e di direzione. Sono risposte rapide, spontanee e in gran parte fisiologiche, che accompagnano ogni nostra esperienza.

Ed ecco il punto: non sempre le emozioni colorano il nostro mondo di rosa. A volte le tinte sono molto piu’ fosche, e allora diventa utile capire perche’ questo accade e come porvi rimedio. Comprendere le proprie emozioni non significa eliminarle, ma imparare a leggerle come informazioni preziose su cio’ che stiamo vivendo.

A cosa servono le emozioni: la funzione utilitaristica

Partiamo da un presupposto: la specie umana e’ programmata per conservarsi e accrescersi. Fin dalle origini le azioni dell’uomo sono state indirizzate a questi scopi, anche quando coscienza e consapevolezza non erano ancora sviluppate. Con l’evoluzione della specie, alla semplice conservazione si e’ aggiunta un’altra necessita’ fondamentale: il raggiungimento della felicita’. L’essere umano ambisce non solo a vivere, ma a vivere una vita felice.

Le emozioni che proviamo hanno lo scopo di aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi. Servono a indirizzare il comportamento in modo da darci la risposta piu’ adeguata agli stimoli che riceviamo. Ma adeguata rispetto a cosa? Rispetto a quello che desideriamo? A quello che riteniamo piu’ giusto? O a quello che gli altri si aspettano da noi? Spesso queste tre bussole non coincidono, ed e’ proprio in quello scarto che nascono i conflitti interiori.

Le emozioni, inoltre, dipendono da esperienze pregresse non solo soggettive, ma dell’intera specie umana, che ci vengono geneticamente trasmesse. Se in origine la paura serviva a suggerire il comportamento adatto a mettersi in salvo dagli animali feroci, oggi cio’ che proviamo funziona anche come bussola per orientarci nei rapporti sociali.

Emozioni ed evoluzione

Questa lettura utilitaristica aiuta a togliere alle emozioni l’aura di forze incontrollabili. La rabbia, la paura, la tristezza o la gioia non sono capricci: sono segnali che, nel corso di migliaia di anni, hanno aumentato le probabilita’ di sopravvivenza. Riconoscere la loro origine adattiva e’ il primo passo per non giudicarle come nemiche.

Da dove nascono le emozioni

Le nostre emozioni non hanno origine esclusivamente da uno stimolo esterno preciso, che e’ quello che le innesca, ma risentono di sensazioni e stati d’animo sottostanti che orientano la reazione emotiva. Facciamo un esempio: se siamo risentiti con una persona, quando questa ci rivolgera’ la parola tenderemo a reagire con rabbia; alle stesse parole pronunciate da qualcuno che ci e’ simpatico, o anche indifferente, probabilmente reagiremo in modo diverso, piu’ indulgente o noncurante. Non sono dunque le parole per il loro reale contenuto a irritarci, o non solo quelle, ma il contesto nel suo insieme.

Potremmo dire che nessun essere umano e’ in grado di esercitare un controllo diretto sulle emozioni che prova, dal momento che sono risposte spontanee e fisiologiche. Ma se e’ vero che non possiamo decidere quale emozione provare e quale evitare, e’ altrettanto vero che possiamo imparare a gestirle, diventando consapevoli di cio’ che ne sta alla base: il motivo che ha scatenato l’emozione e che, successivamente, tiene vivo il sentimento che insorge in noi.

Come imparare a gestire le emozioni

Il vero obiettivo non e’ reprimere, ma dialogare con le proprie emozioni: capirne le origini e il significato, ed evitare quegli errori che ci portano a vedere in esse delle pericolose nemiche da combattere, capaci di compromettere la nostra serenita’. Un’emozione ignorata o soffocata tende infatti a ripresentarsi, spesso amplificata.

In questo percorso ci aiutano la consapevolezza e l’intelligenza emotiva, che possiamo riassumere nella capacita’ di riconoscere le proprie emozioni e utilizzarle per alleviare lo stress e stabilire una comunicazione efficace con chi ci sta intorno. A queste competenze si aggiungono pratiche molto utili come la scrittura e la musica: mettere in parole cio’ che sentiamo, o lasciarsi attraversare da un brano, aiuta a dare forma e distanza a stati d’animo altrimenti confusi.

Consapevolezza e intelligenza emotiva

Sviluppare l’intelligenza emotiva e’ un lavoro graduale. Si comincia con l’osservazione: dare un nome a cio’ che si prova, distinguere la paura dall’ansia, la rabbia dalla frustrazione. Poi si impara a collegare l’emozione al bisogno che la muove. Infine si sceglie una risposta, invece di subire una reazione. E’ un allenamento quotidiano, non un traguardo da raggiungere una volta per tutte.

Domande frequenti

Si possono controllare le emozioni?

Non nel senso di deciderle a comando: le emozioni sono risposte spontanee e fisiologiche. Possiamo pero’ imparare a gestirle, diventando consapevoli di cio’ che le ha scatenate e di cio’ che tiene vivo il sentimento che ne deriva.

A cosa servono davvero le emozioni?

Hanno una funzione utilitaristica: indirizzano il comportamento verso la risposta piu’ adeguata agli stimoli, aiutandoci a raggiungere i nostri obiettivi. Storicamente sono servite alla sopravvivenza; oggi funzionano anche come bussola nei rapporti sociali.

Perche’ le stesse parole a volte ci feriscono e altre no?

Perche’ l’emozione non nasce solo dallo stimolo esterno, ma dagli stati d’animo sottostanti e dal contesto. Le stesse parole, dette da una persona con cui siamo risentiti o da una che ci e’ indifferente, provocano reazioni diverse.

Cosa aiuta a gestire meglio le emozioni?

La consapevolezza e l’intelligenza emotiva, cioe’ la capacita’ di riconoscere le proprie emozioni e usarle per ridurre lo stress e comunicare meglio. Sono d’aiuto anche pratiche come la scrittura e la musica.

Le emozioni non sono nemiche da sconfiggere ma segnali da ascoltare: nascono per orientarci verso i nostri obiettivi e risentono del contesto e dei nostri stati d’animo profondi. Non possiamo scegliere quali provare, ma possiamo imparare a gestirle coltivando consapevolezza e intelligenza emotiva.
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