Un convegno per i cinquant’anni dell’IdO
L’Istituto di Ortofonologia celebra i suoi primi cinquant’anni con un convegno in programma a Roma dal 22 al 25 ottobre. Tra le sessioni previste, una e dedicata a “La complessita del bambino oggi”: un titolo che gia da solo indica la direzione, cioe l’idea che i bambini non possano essere letti tutti con lo stesso schema, ma vadano compresi ciascuno nella propria storia e nel proprio contesto.
L’intervento di Francesco Montecchi, psichiatra, neuropsichiatra e presidente della onlus “La Cura del Girasole”, e previsto per giovedi 22 ottobre alle 15 e apre proprio questa sessione. Nel convegno avra ampio spazio il modello operativo portato avanti dall’IdO in ambito clinico, un approccio che tiene conto delle traiettorie di sviluppo di ogni singolo bambino invece di applicare metodi presentati come risolutivi per tutti.
Bambini diversi a seconda dei genitori che hanno
“In questo momento sociale ci troviamo con una problematica importante della funzione genitoriale, di conseguenza quello che vediamo e un multiforme assortimento di bambini che funzionano in modo diverso a seconda dei propri genitori”, spiega Montecchi introducendo i temi del suo intervento.
E un’osservazione che invita alla prudenza rispetto a ogni lettura semplificata. Il funzionamento di un bambino non e un dato isolato: nasce e si sviluppa dentro una relazione, quella con le figure che si prendono cura di lui. Per questo lo stesso comportamento puo avere significati diversi a seconda del contesto familiare in cui si manifesta, e per questo un intervento efficace difficilmente puo essere uguale per tutti.
Il modello dell’IdO: guardare il singolo bambino
Su questa linea si colloca il lavoro clinico dell’Istituto. L’IdO ha in carico circa 800 minori l’anno e ha sempre proposto una tipologia di intervento che tiene conto delle traiettorie di sviluppo di ogni singolo bambino, contrastando i metodi proposti come risolutivi per tutti.
Il senso e chiaro: non esiste una ricetta unica valida indistintamente. Ogni bambino ha una sua storia, un suo ritmo, un suo contesto, e prendere sul serio questa complessita significa costruire percorsi personalizzati anziche applicare protocolli standard a situazioni molto diverse tra loro.
La rabbia nell’eta evolutiva, un tema in crescita
Il secondo grande tema che emerge riguarda le emozioni difficili dei piu giovani. “In questo periodo ci vengono segnalati tanti problemi emersi nei bambini. Si passa dalle difficolta scolastiche a quelle comportamentali, e molto spesso dietro questi comportamenti si cela proprio un grande disagio, un sentimento di rabbia”, dichiara Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’IdO.
Negli ultimi dieci anni, spiega, la rabbia nell’eta evolutiva e diventata estremamente frequente. E un sentimento che puo portare a comportamenti sbagliati e non idonei, capaci di scatenare situazioni difficili. La domanda che, secondo lo psicologo, ci si dovrebbe porre non e come reprimere quei comportamenti, ma perche esiste quel sentimento di rabbia: cosa lo alimenta e cosa sta cercando di comunicare.
Leggere il comportamento come un messaggio
E un cambio di prospettiva importante. Un comportamento difficile, in un bambino o in un ragazzo, non e solo un problema da correggere: spesso e il segnale di un disagio che non trova altre parole per esprimersi. Chiedersi “perche” invece di fermarsi al “cosa” significa provare ad ascoltare quel messaggio, riconoscere l’emozione che lo muove e cercare risposte adatte alla singola situazione, senza scorciatoie.
Domande frequenti
Che cos’e il convegno dei 50 anni dell’IdO?
E l’evento con cui l’Istituto di Ortofonologia celebra i suoi primi cinquant’anni, in programma a Roma dal 22 al 25 ottobre. Una delle sessioni e dedicata a “La complessita del bambino oggi” e si apre giovedi 22 ottobre con l’intervento di Francesco Montecchi.
Cosa significa che i bambini “funzionano in modo diverso a seconda dei genitori”?
Significa che il comportamento e lo sviluppo di un bambino non vanno letti in modo isolato, ma dentro la relazione con le figure che si prendono cura di lui. Per Montecchi il contesto genitoriale incide profondamente sul modo in cui ciascun bambino cresce e si esprime.
Perche si parla di un aumento della rabbia nei bambini?
Secondo Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’IdO, negli ultimi dieci anni la rabbia nell’eta evolutiva e diventata estremamente frequente. Spesso dietro difficolta scolastiche e comportamentali si nasconde un disagio profondo, di cui la rabbia e un segnale.
Qual e l’approccio clinico dell’IdO?
L’Istituto propone interventi che tengono conto delle traiettorie di sviluppo di ogni singolo bambino, evitando metodi presentati come risolutivi per tutti. Ha in carico circa 800 minori l’anno e privilegia percorsi personalizzati rispetto a protocolli standard.
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