Negli ultimi anni, anche sulla scia di drammatici fatti di cronaca nera, si parla sempre di più di relazioni tossiche.
Non sempre, però, lo si fa approfondendo le vere implicazioni di questi rapporti e, soprattutto, la loro evoluzione. Raramente, infatti, una relazione tossica si mostra subito per quello che è.
Come già accennato, esistono diverse fasi, sulle quali è opportuno informarsi in modo da approcciarsi in maniera consapevole ai rapporti e proteggersi.
Love bombing
La prima fase di una relazione tossica è il love bombing, un atteggiamento tipico anche degli ambienti settari.
L’espressione stessa ci aiuta tantissimo a capire di cosa si tratta: parliamo di un vero e proprio bombardamento d’amore che, quando si parla di rapporti sentimentali, appare quasi irreale.
Tra i segnali di allarme rientrano l’attenzione costante – che in un rapporto adulto, tra persone con esperienze e impegni di vita, risulta poco realistica – e le promesse estreme.
Si parla di un processo di idealizzazione del partner che, nel giro di poco tempo, può arrivare a sentirsi una persona speciale e a pensare di aver finalmente trovato qualcuno in grado di valorizzarlo.
Svalutazione
Dopo la prima fase, se ne apre una diametralmente opposta: quella della svalutazione.
Il partner che esercita violenza inizia a trovare difetti in tutto quello che l’altra persona fa.
Gli atteggiamenti che vengono messi in atto in questo periodo sono diversi e possono annoverare il silenzio punitivo, l’assenza totale di contatti per un determinato lasso di tempo – o ghosting – così come la gelosia ossessiva.
Gli effetti sulla vittima vedono in primo piano innanzitutto una compromissione dell’autostima: la persona vittima di violenza, dopo essersi sentita speciale, comincia a sviluppare convinzioni limitanti fortemente negative su di sé.
Tra queste rientra il pensiero di non essere abbastanza di valore per poter attrarre altri partner.
In questa fase, si possono presentare anche momenti in cui la tossicità della relazione è palese: parliamo di umiliazioni pubbliche che sono a dir poco nocive per la solidità emotiva della vittima.
Molto spesso, le critiche che vengono messe in primo piano sono insensate, il che porta la vittima a vivere situazioni di profonda confusione e, in alcuni casi, a sviluppare una situazione di dipendenza affettiva.
Abbandono
Nel corso della fase di abbandono, vengono esasperati atteggiamenti come il ghosting e la gelosia. Con la relazione affettiva disfunzionale ormai consolidata, il soggetto maltrattante tende spesso ad allontanarsi, in modo da aumentare il senso di colpa nell’altra persona.
Questi atteggiamenti si alternano a momenti in cui tornano i gesti d’amore eclatanti.
Il risultato è una confusione ancora più marcata proprio a causa di questo circolo vizioso, che ha come conseguenze dei veri e propri traumi.
Come uscirne
Per uscire da un rapporto sentimentale tossico è necessario, prima di qualsiasi altra cosa, ammettere che quello che si sta vivendo non è sano.
Si tratta di un passo estremamente complesso, che deve essere gestito con delicatezza.
Tra gli aspetti che possono fare la differenza rientrano l’assenza di giudizio e l’ascolto attivo, strumenti di lavoro di chi esercita la professione di counselor.
Come si può leggere sul sito Spazio Kleis, un portale con contenuti di alta qualità per chi vuole informarsi sulle relazioni e il counseling olistico, uno strumento non a caso sempre più popolare che permette di creare uno spazio sicuro dove le emozioni hanno modo di emergere con equilibrio.
Grazie a questo percorso, è inoltre possibile, obiettivo prezioso per arrivare alla consapevolezza della situazione, imparare a leggere i segnali del corpo, profondamente connessi a quello che pensiamo.
Essenziale è anche crearsi una rete di supporto: non aver timore di raccontare ad amici, parenti e colleghi quello che si vive è basilare per agevolare l’inizio sicuro di una fase nuova della vita.
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