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Trauma psicologico: quando e come intervenire

Gli eventi traumatici possono avere conseguenze devastanti se non vengono adeguatamente compresi, contenuti e trattati. Il trauma psicologico coinvolge insieme la dimensione corporea, psichica ed emotiva di chi lo ha vissuto, sia che si tratti di un trauma fisico sia che si tratti di un trauma emotivo. Quando la qualità della vita peggiora in modo […]

Trauma psicologico: quando e come intervenire
Gli eventi traumatici possono avere conseguenze devastanti se non vengono adeguatamente compresi, contenuti e trattati. Il trauma psicologico coinvolge insieme la dimensione corporea, psichica ed emotiva di chi lo ha vissuto, sia che si tratti di un trauma fisico sia che si tratti di un trauma emotivo. Quando la qualità della vita peggiora in modo sensibile è necessario intervenire. Vediamo che cos’è un trauma, quali esperienze possono generarlo e come e quando è opportuno chiedere aiuto.

Che cosa è un trauma psicologico

Possiamo considerare traumatico ogni evento violento, inaspettato, inaccettabile, incomprensibile, terrificante o insopportabile di cui siamo vittime o a cui assistiamo come testimoni diretti. Ciò che rende un’esperienza traumatica non è solo la sua gravità oggettiva, ma anche il modo in cui supera la nostra capacità di dare senso a quanto sta accadendo, lasciandoci sopraffatti e impotenti.

Dopo un evento traumatico accade spesso di rivivere l’esperienza attraverso pensieri intrusivi, incubi e flashback. Si tende a mettere in atto comportamenti di evitamento verso pensieri, emozioni, luoghi e attività collegati al trauma. Si percepiscono emozioni negative intense e dolorose che non si riesce a controllare, accompagnate da un vissuto di disorientamento e, di solito, da una iperattivazione che può esprimersi con aggressività, disturbi del sonno, comportamenti spericolati o autolesivi. Tutto questo può normalizzarsi nel tempo oppure evolvere in un Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD).

Hai vissuto un evento traumatico? Alcuni esempi

Il trauma non ha un volto unico. Per questo aiuta riconoscere le situazioni che, più di frequente, lasciano un segno profondo.

Se sei stato coinvolto in un incidente stradale, aereo, marittimo o ferroviario e hai temuto per la tua vita o per quella di qualcuno coinvolto, allora hai vissuto un evento traumatico.

Se ti è stata diagnosticata una malattia che mette a rischio la tua vita, oppure è accaduto a una persona per te importante, allora hai vissuto un evento traumatico.

Se sei stato vittima di un disastro naturale, come un terremoto, un maremoto, un’alluvione, una frana, una valanga, un uragano o un’eruzione vulcanica, e hai temuto per la tua vita o quella di un tuo caro, allora hai vissuto un evento traumatico.

Se sei stato vittima di un’aggressione o di una violenza, allora hai vissuto un evento traumatico.

Se hai assistito a episodi di violenza o aggressività, singoli o ripetuti, allora hai vissuto un evento traumatico.

Se hai subito un lutto importante nella tua vita, allora hai vissuto un evento traumatico.

Se hai sopportato la trascuratezza emotiva di una figura genitoriale presente ma incapace di prendersi cura di te in modo adeguato, allora hai vissuto un evento traumatico.

Se durante l’infanzia hai convissuto con lo stato depressivo o con l’abuso di sostanze di una persona di riferimento, allora hai vissuto un evento traumatico.

La lista potrebbe continuare, ma ciò su cui occorre riflettere è che l’87 per cento dei pazienti con un disturbo mentale grave ha sperimentato almeno un evento di vita traumatico, e i traumi più comuni sono aggressioni e abusi sessuali.

L’impatto del trauma sulla salute

Sono molti gli studi che confermano come l’esposizione a situazioni traumatiche in età infantile sia collegata, in età adulta, a depressione, tentativi di suicidio, alcolismo, abuso di sostanze, promiscuità sessuale, violenza domestica e autolesionismo. Inoltre i bambini esposti a esperienze traumatiche possono, da adulti, essere maggiormente a rischio di ipertensione, diabete, ictus e infarto, a causa dell’influenza che il trauma esercita sul sistema dello stress.

Oggi sappiamo che le esperienze traumatiche possono continuare ad avere un impatto sulle strutture cerebrali nel corso di tutta l’esistenza, modificando le connessioni neurali. Il modo in cui un trauma resta in memoria non è dunque soltanto un fatto mentale, ma anche fisico: la capacità di elaborare l’informazione traumatica viene interrotta. Per questo motivo il ricordo dell’evento rimane intatto, quasi congelato, e continua a essere causa dei sintomi anche a distanza di tempo.

Cosa fare dopo un trauma psicologico

Per prima cosa è necessario prendersi del tempo. Esistono vissuti traumatici che, con il tempo, possono essere elaborati anche grazie al supporto di familiari, amici e figure di riferimento. Non tutti gli eventi traumatici producono sintomi permanenti: la vita è costellata di esperienze difficili, e la differenza può farla il sistema di supporto che abbiamo intorno, insieme alla nostra resilienza, cioè la capacità di affrontare ed elaborare ciò che ci accade.

Tuttavia, se abbiamo la percezione di non farcela, oppure se nonostante il tempo trascorso la nostra vita non torna alla normalità, è necessario rivolgersi a un professionista. Ad oggi una delle tecniche psicoterapeutiche riconosciute come più efficaci per il trattamento dei disturbi legati al trauma psicologico è l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), un approccio strutturato che aiuta a rielaborare i ricordi traumatici riducendone la carica emotiva.

Chiedere aiuto non significa essere fragili: significa riconoscere che alcune ferite hanno bisogno di uno spazio competente per essere curate. Affrontare il trauma con il supporto adeguato permette di riprendere in mano la propria vita e di non restare prigionieri di un ricordo che continua a fare male.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra trauma e Disturbo Post Traumatico da Stress?

Il trauma è l’esperienza che ci sopraffà, mentre il Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD) è una possibile evoluzione: un quadro clinico che si struttura quando i sintomi, come flashback, evitamento e iperattivazione, persistono nel tempo e compromettono la vita quotidiana. Non tutti coloro che vivono un trauma sviluppano un PTSD.

Quanto tempo serve per superare un trauma?

Non esiste un tempo uguale per tutti. Alcuni vissuti si elaborano nel giro di settimane o mesi grazie al supporto delle persone vicine, mentre altri richiedono un percorso più lungo e l’aiuto di un professionista. Ciò che conta non è la velocità, ma il fatto che il dolore possa essere progressivamente integrato anziché rimanere congelato.

Il trauma può avere effetti anche sul corpo?

Sì. Il trauma agisce sul sistema dello stress e può lasciare tracce fisiche. Gli studi collegano le esperienze traumatiche precoci a un maggior rischio, in età adulta, di disturbi come ipertensione, diabete, ictus e infarto, oltre che a sintomi psicologici. Mente e corpo, nel trauma, sono profondamente intrecciati.

Quando è il momento di rivolgersi a uno specialista?

Quando si ha la sensazione di non farcela da soli, quando i sintomi non diminuiscono con il passare del tempo o quando la vita quotidiana non torna alla normalità. In questi casi un professionista può proporre percorsi mirati, tra cui tecniche come l’EMDR, riconosciute come efficaci nel trattamento del trauma.

Il trauma psicologico coinvolge mente, corpo ed emozioni e può lasciare segni duraturi se non viene elaborato. Riconoscere le esperienze che lo generano, comprenderne l’impatto e dare a se stessi il tempo necessario sono passi fondamentali. Quando il dolore persiste e la vita non torna alla normalità, rivolgersi a un professionista, con approcci come l’EMDR, è la strada più efficace per guarire.
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