Gli Stati Misti nel Disturbo Bipolare

L’articolo va ad approfondire gli “stati misti” dei bipolari, vale a dire quelle alternanze che ci sono spesso nel soggetto capace di passare da un umore brillante a uno depressivo nel giro di poche ore. Gli stati misti possono essere molto pericolosi se non gestiti e se non governati.

Per saperne di più leggete: Tutti Pazzi per il Mio lato Bipolare, edito da Dissensi

Svegliarsi la mattina e sentirsi euforici, per poi andare a pranzo leggermente giù di tono e ritrovarsi a fine serata totalmente depressi? Tutto ciò è assolutamente possibile e non bisogna necessariamente essere bipolari per conoscere queste fluttuazioni umorali.

Nei miei precedenti articoli ho approfondito vari aspetti della bipolarità che possono, per l’appunto, spaziare dalla depressione più cupa sino alla grandezza della mania, passando anche dai cosiddetti “stati misti” sui quali ci soffermeremo oggi. Momenti umorali che per un bipolare, spesso, sono molto complessi da gestire perché queste fluttuazioni non sono governate, né tanto meno governabili. O meglio, non del tutto.

Fluttuazioni umorali fuori dalla norma?

Da bipolare con un’esperienza diretta di queste fluttuazioni, posso dirvi agevolmente che sono purtroppo all’ordine del giorno e che possono essere influenzate da una miriade di circostanze. In termini generali, mi piacerebbe considerare il soggetto bipolare come una persona altamente sensibile. E per sensibilità, intendo quella percezione di micro sfumature che a un individuo senza disturbo non necessariamente sono visibili.

L’aspetto anomalo nel caso di bipolari è la velocità e la rapidità con la quale queste fluttuazioni possono avvenire. Tanto che molti esperti consigliano di tenere traccia dei propri stati d’animo non solo su base giornaliera, ma anche suddividendo le ore. Questo al fine di tracciare con maggiore precisione l’evoluzione degli stati d’animo e le corrispondenze orarie, nonché di stagione.

Gli studi effettuati dalla psichiatra americana Kay Redfiel Jamison sembrano dimostrare in maniera netta una correlazione fra la creatività e le stagioni in cui il sole è maggiormente presente. La Jamison ha anche effettuato una ricerca approfondita sulla correlazione fra disturbo bipolare e morti per suicido o di altra natura. Il motivo per cui cito la Jamison è perché ritengo che le fluttuazioni umorali siano alla base di scelte repentine nei bipolari, spesso autolesioniste o peggio ancora letali. Le alternanze sono molto pericolose se non governate e possono minare il soggetto in maniera profonda. Un grosso aiuto oggi lo forniscono il Litio e i gli stabilizzatori dell’umore, spesso usati per curare il disturbo bipolare. Tuttavia le terapie farmacologiche non sono un rifugio a tutto il male che un alternazione neuro-psicologica può portare con sé. Si tratta sicuramente di una base indispensabile, ma non sufficiente in senso totalitario.

Le fluttuazioni umorali chiaramente incidono anche sulla capacità del soggetto di essere produttivo. La depressione impatta fortemente sui livelli di compatibilità sociale e sulle capacità di rendere a livello professionale. Al contrario, gli slanci positivi del bipolare si traducono quasi sempre in una produttività altissima e di ottimo livello.

Quello che vorrei analizzare oggi è la sensazione tipica nel bipolare di oscillare, anche in maniera repentina, fra stati misti opposti e, quasi sempre, contradittori. Anche a livello affettivo, questi slanci oppositivi sono tipici. Il bipolare cambia spesso umore in maniera camaleontica, e muta anche opinione sulle persone e sui fatti della sua vita.

Rivalutazione del bipolare con tutte le sue oscillazioni…

Una certa apertura mentale non vuol dire che il soggetto bipolare sia inaffidabile come mi è capitato di leggere o di sentir dire. Saper riconoscere che ognuno vive con delle oscillazioni, non vuol dire essere un soggetto pericoloso o non meritevole di fiducia. Ed è un aspetto che mi preme sottolineare in particolar modo in quanto mi sono imbattuta più volte su dei pregiudizi infondati, quanto stupidi.

La negatività che ancora oggi circonda il paziente bipolare è a mio avviso non solo immeritata, ma anche fortemente penalizzante e meriterebbe di essere tutelata, anche legalmente se necessario.

Detto ciò, bisognerebbe aiutare il soggetto a entrare in controllo delle proprie emozioni, evitando di conseguenza ricadute cliniche e impatti sociali più o meno gravi.

Attraverso il mezzo che mi è proprio, la scrittura, continuerò a battermi per la rivalutazione degli stati umorali del bipolare, a prescindere dalla loro intensità e gravità. È molto più facile condannare che cercare di capire.

Troppo spesso, infatti, si pone l’accento sulla gravità dei comportamenti del bipolare, o sulla mancata linearità della persona, ma nessuno o quasi si sofferma a comprendere e ad analizzare le cause sottostanti al malessere.

In altri termini, se un vostro amato ha grosse oscillazioni umorali, non basta la somministrazione del farmaco, bisogna lavorare sulle cause, spesso presenti a livello familiare e sociale, che sottostanno a certi comportamenti o atteggiamenti. Per quanto riguarda le variazioni umorali dei cosiddetti «stati misti», vi invito a studiare la vostra fluttuazione per capirne i pattern e per trovare, anche da soli, delle risorse per contrastare l’insorgere di stati che potrebbero rivelarsi di difficile gestione, o anche pericolosi.

Quindi, in definiva, il disturbo bipolare come qualsiasi altra malattia va curato dalle origini,  affrontando il processo di guarigione personale con estrema serietà.

Per una lettura sul disturbo più leggera, vi invito a leggere i miei ritratti dei grandi bipolari della storia in: Tutti Pazzi per il Mio lato Bipolare, Dissensi Edizioni.

Grazie per l’attenzione, mi potete contattare sui social se lo desiderate. Buona fortuna! SDP

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