La Grandezza della Mania

Tempo stimato di lettura: 4 minuti

Il disturbo bipolare si caratterizza da due fasi opposte: quella maniacale e quella depressiva, con anche degli stati misti.
L’articolo vuole approfondire la conoscenza del disturbo bipolare analizzando più in dettaglio la fase maniacale, ovvero la grandezza della mania.

Per saperne di più leggete Tutti Pazzi per il mio Lato bipolare,Dissensi Edizioni.

Carissimi lettori,

il disturbo bipolare, oggi largamente diffuso specialmente fra i più giovani, è fatto di due fasi principali: una maniacale e una depressiva. In questo articolo, mi soffermerò sulla fase maniacale, detta anche fase espansiva.

Il cervello di un bipolare è quattro volte più creativo

cervello creativo

La fase manicale rappresenta a tutti gli effetti il lato più brillante del disturbo bipolare, quello che forse ognuno di noi vorrebbe in parte vivere perché ti consente di sperimentare delle sfumature umorali e delle gamme sensoriali di incredibile ricchezza. Ho scelto con piena consapevolezza di iniziare a descrivere la componente più brillante del disturbo rispetto a quella depressiva che approfondirò più avanti e che, in molti casi, non si differenzia enormemente da uno stato depressivo tradizionale (se non per il tipo di cura da adottare). Spesso, la fase maniacale di un bipolare corrisponde a un momento della vita in cui l’individuo si sente molto in forma, seducente, dinamico e in grado di intraprendere quasi tutto e di raggiungere vette incredibili, o almeno crede. Una forma di invulnerabilità che è spesso dettata anche dai ritmi di vita che l’individuo è in grado di sostenere, ritmi per l’appunto del tutto frenetici.

Il soggetto vive una forma di potenziamento estremo che si può comprendere solo se si fa uso di droghe o se si è bipolari per l’appunto. Vi ricordate il film Limitless, di qualche anno fa, in cui il protagonista assume delle magiche pastiche e diventa iper-produttivo e assolutamente vincente? Ecco, la mania di fondo è un’assenza totale di limiti individuali con conseguente perdita di aderenza rispetto alla realtà. Si tratta di una specie di maratona mentale, ma anche fisica in cui il soggetto non ha percezione di nulla all’infuori di se stesso.

Solitamente, una fase maniacale acuta non dura per più di dieci giorni e lascia chi la vive completamente prosciugato da risorse, sovente anche da un punto di vista finanziario. Eppure, questo stato di grandezza individuale si accompagna con momenti di creatività pura e di ingegno assoluto. Tutti i grandi compositori di musica classica, ne hanno beneficiato, così come grandi artisti. La mania è generatrice e distruttrice allo stesso tempo. Secondo alcune recenti statistiche, pare che il cervello di un bipolare sia ben quattro volte superiore in termini di creatività rispetto a un cervello privo di tale diagnosi. Nella fase maniacale, la creatività sembra esplodere, come anche la capacità di effettuare delle correlazioni e di vivere delle emozioni intensificate. I livelli di forza sono enormemente potenziati, i livelli cognitivi sono fuori dal comune, e, spesso, anche i comportamenti perdono una reale contingenza con il mondo circostante: producendo i cosiddetti “atti folli”. Uno stato che per molti potrebbe apparire quasi “affascinante” e che il paziente vorrebbe perdurasse per una vita intera in quanto in quei momenti si è letteralmente innamorati di ogni singolo istante, capendone la sua unicità e, più di tutto, il suo valore intrinseco. Questo ovviamente a livello istintivo. L’espansione dell’Io è un altro aspetto tipico di questi istanti, non di rado ci si sente come degli invincibili guerrieri o si pensa che il proprio cervello possa sostenere qualsiasi genere di sollecitazione. Poi, però, purtroppo, non è così e ci si ritrova a un punto di rottura che arriva quasi sempre con lo scemare della mania o come punto di non ritorno della mania. Questo accade inesorabilmente, in quanto la mania non può durare più di un certo lasso di tempo.

I limiti del supporto farmacologico

supporto farmacologico

Se il supporto farmacologico (Litio per primo e antipsicotici) gioca un ruolo primordiale nel tenere il paziente fuori da certi pericoli, posso assicurarvi per esperienza personale che il farmaco non blocca del tutto l’insorgere di uno stato maniacale. Lo può circoscrivere, ma non lo argina del tutto. Sempre per esperienza individuale e per i danni che ho dovuto sopportare, la sola cosa che si possa fare per non incorrere in pericoli reali durante le fasi maniacali è: farsi ricoverare presso una struttura e anche il più in fretta possibile. Eviterete, in questo modo, di mettere in pericolo la vostra vita e quella delle persone a voi care. Eluderete, inoltre, gli incidenti in macchina che quasi sempre ci sono in queste circostanze, assieme alle spese folli che si è in grado di fare con dei freni inibitori completamente andati.

La mania, a mio avviso, è di gran lunga più pericolosa della depressione. La mania ti fa perdere contatto con la realtà, ti fa entrare in un mondo parallelo tuo, altamente deleterio e totalmente privo di tutele. Quindi, se vi è possibile, trovate il giusto equilibrio e cercate di stabilizzarvi una volta entrati in una fase positiva, e impegnatevi il più possibile per far perdurare questo stato. E come si fa, mi chiederete? Se ne avessi la certezza, non avrei avuto delle ricadute. Tuttavia, stante alla mia esperienza: prendetevi cura di voi stessi come fareste con un figlio o con una persona a voi davvero cara. Quando siete in una fase positiva, coltivate questa positività, fatela durare il più a lungo possibile.

Siamo giunti alla fine di questo articolo, vi consiglio nuovamente la lettura del mio libro Tutti Pazzi per il mio lato Bipolare che potrà di sicuro aiutarvi a combattere i pregiudizi che circondano questa sindrome. Inoltre, vi renderete conto dell’ampiezza dell’eredità lasciata da alcuni grandi bipolari, specialmente in fase maniacale. Vi consiglio, inoltre, di iniziare a tenere un diario per monitorare i vostri stati umorali e fisici. Nel prossimo articolo, parleremo della depressione bipolare e di come combatterla. Per coloro che non hanno letto il mio primo articolo “Non sei Pazzo, sei solo Bipolare”, potete trovarlo su il giornale di piscologia.it.

Grazie per l’attenzione, se volete mi potete contattare sul mio profilo Instagram. Buona fortuna! Solange Distefano Pozzuoli

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