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Pensieri Ossessivi e Dubbi Patologici

Oggi siamo chiamati a fare scelte continue e a misurarci con standard imposti dalla societa o con “doverizzazioni” che ci imponiamo da soli, secondo principi di giusto e sbagliato, sano e malato, bene e male. Cosi e facile cadere nella trappola del dubbio, convinti che pensarci sopra sia la strada per risolverlo. Ma piu si […]

Pensieri Ossessivi e Dubbi Patologici
Oggi siamo chiamati a fare scelte continue e a misurarci con standard imposti dalla societa o con “doverizzazioni” che ci imponiamo da soli, secondo principi di giusto e sbagliato, sano e malato, bene e male. Cosi e facile cadere nella trappola del dubbio, convinti che pensarci sopra sia la strada per risolverlo. Ma piu si pensa, piu il dubbio cresce: ecco come pensieri, immagini e paure possono invadere la mente fino a diventare una vera ossessione, e cosa accade nel Disturbo Ossessivo Compulsivo.

E vero che pensare troppo fa male?

Oggi sempre piu persone si trovano impegnate a dover fare continue scelte, seguire (e aderire a) standard imposti dalla societa o personali “doverizzazioni” autoimposte secondo principi del giusto/sbagliato, sano/malato, accettabile/non accettabile, bene/male, cadendo piu facilmente all’interno della trappola del dubbio, dove si pensa che la ragione ed il pensiero sia una utile strategia per giungere ad una risoluzione dello stesso.

Cosi facendo pero, l’ansia aumenta, aumentano anche i dubbi ed in certi casi si giunge fino allo sviluppo di pensieri, immagini, paure che invadono e pervadono la nostra mente, aumentando lo stato disforico che puo sfociare in una vera e propria ossessione.

E dunque dal “cogito ergo sum” di Cartesio, dove la ragione veniva innalzata sopra ad ogni cosa, si giunge al “cogito ergo soffro” di Giorgio Nardone.

Pensieri Ossessivi e Disturbo Compulsivo: di cosa parliamo?

Di Disturbo Ossessivo Compulsivo (gli psicologi lo chiamano sbrigativamente “DOC”) se ne parla sempre di piu. Ma essendo un disturbo molto complesso e articolato, spesso ci si puo imbattere nell’errore di considerarlo caratterizzato esclusivamente dall’ossessione per la pulizia, per l’ordine o l’accumulo. Ma il Disturbo Ossessivo Compulsivo non si manifesta solo secondo queste modalita.

Il DOC e caratterizzato dalla presenza delle ossessioni, ossia pensieri intrusivi egodistonici (vale a dire, che la persona sente distanti da se) e da compulsioni, ossia atti mentali o comportamentali tesi a neutralizzare l’ossessione.

Proprio in questo disturbo, il pensiero riveste un ruolo centrale, diventando un “tormento” per la persona, che risponde aumentando l’ansia per il contenuto dell’ossessione e provando, ancora attraverso il pensiero, di giungere alla soluzione dei suoi problemi. Cosi facendo, pero, ottiene soltanto un aumento dell’attivazione emotiva, che crea quella che alcuni psicologi definiscono “fusione pensiero/azione”, dove per l’appunto la persona farebbe sempre piu fatica a distinguere il pensiero dalla realta.

Una rassegna delle piu comuni tipologie di DOC

Quando si ha paura del contagio

I sintomi sono ossessioni e compulsioni connessi a improbabili (o irrealistici) contagi o contaminazioni. Sostanze “contaminanti” diventano spesso non solo lo sporco oggettivo, ma anche urine, feci, sangue e siringhe, carne cruda, persone malate, genitali, sudore, e persino saponi, solventi e detersivi, contenenti sostanze chimiche potenzialmente “dannose”. Se la persona entra in contatto con uno degli agenti “contaminanti”, mette in atto una serie di sintomi (rituali) di lavaggio, pulizia, sterilizzazione o disinfezione volti a neutralizzare l’azione dei germi e a tranquillizzarsi rispetto alla possibilita di contagio o a liberarsi dalla sensazione di disgusto.

Siamo fissati per il controllo

I sintomi sono ossessioni e compulsioni implicanti controlli protratti e ripetuti senza necessita, volti a riparare o prevenire gravi disgrazie o incidenti. Le persone che ne soffrono tendono a controllare e ricontrollare, sia per tranquillizzarsi riguardo al dubbio ossessivo di aver fatto qualcosa di male e non ricordarlo, sia a scopo preventivo, per essere sicuri di aver fatto il possibile per prevenire qualunque possibile catastrofe. All’interno di questa categoria vi sono sintomi quali controllare di: aver chiuso le porte e le finestre di casa, le portiere della macchina, il rubinetto del gas e dell’acqua, la saracinesca del garage o l’armadietto dei medicinali; aver spento fornelli elettrici o altri elettrodomestici, le luci in ogni stanza di casa o i fari della macchina; non aver perso cose personali lasciandole cadere; non aver investito involontariamente qualcuno con la macchina.

“Non si butta via niente”: accumulatori compulsivi

E un tipo di ossessione piuttosto rara che caratterizza coloro che tendono a conservare ed accumulare (e talvolta perfino a raccogliere per strada) oggetti insignificanti e inservibili (riviste e giornali vecchi, pacchetti di sigarette vuoti, bottiglie vuote, asciugamani di carta usati, confezioni di alimenti), per la enorme difficolta che hanno a gettarli. Oggigiorno questa problematica viene considerata distinta dal vero e proprio DOC e prende il nome di disturbo da accumulo (hoarding disorder).

Fissati per l’ordine e la simmetria? Ogni cosa perfettamente al suo posto

Chi ne soffre non tollera assolutamente che gli oggetti siano posti in modo anche minimamente disordinato o asimmetrico, perche cio gli procura una sgradevole sensazione di mancanza di armonia e di logicita. Libri, fogli, penne, asciugamani, videocassette, CD, abiti nell’armadio, piatti, pentole, tazzine, devono risultare perfettamente allineati, simmetrici e ordinati secondo una sequenza logica (es. dimensione, colore, ecc.). Quando cio non avviene queste persone passano ore a riordinare e ad allineare questi oggetti, fino a sentirsi completamente tranquilli e soddisfatti.

Ossessionati da un solo, unico, costante pensiero

I sintomi sono pensieri o, piu spesso, immagini relative a scene in cui la persona attua comportamenti indesiderati e inaccettabili, privi di senso, pericolosi o socialmente sconvenienti (aggredire qualcuno, avere rapporti omosessuali o pedofilici, tradire il partner, non amare piu il proprio partner, bestemmiare, compiere azioni blasfeme, offendere persone care, ecc.). Queste persone non hanno ne rituali mentali ne compulsioni, ma soltanto pensieri ossessivi.

Ossessivamente superstiziosi

Si tratta di un pensiero superstizioso portato all’eccesso. Chi ne soffre ritiene che il fatto di fare o non fare determinate cose, di pronunciare o non pronunciare alcune parole, di vedere o non vedere certe cose (es. carri funebri, cimiteri, manifesti mortuari), certi numeri o certi colori, di contare o non contare un numero preciso di volte degli oggetti, di ripetere o non ripetere particolari azioni il “giusto” numero di volte, sia determinante per l’esito degli eventi. Tale effetto puo essere scongiurato soltanto ripetendo l’atto (es. cancellando e riscrivendo la stessa parola, pensando a cose positive) o facendo qualche altro rituale “anti-sfiga”.

E quando i rituali sono anch’essi mentali

Chi ne soffre, sente l’esigenza di mettere in atto dei rituali (compulsioni) mentali come ad esempio contare, pregare, ripetersi frasi, formule, pensieri positivi o numeri fortunati, per scongiurare la possibilita che si avveri il contenuto del pensiero ossessivo e ridurre di conseguenza l’ansia.

Perche pensare troppo fa male?

Nel DOC dunque, possiamo proprio rintracciare l’esasperato legame tra pensiero, emozione e comportamento e come in questo caso molto sia influenzato dal giudicare come ripugnante e inaccettabile il pensiero stesso (ad esempio paura di agire violenza o di uccidere una persona cara, paura di essere omosessuale, paura di voler tradire il partner, paura di essere posseduto dal demonio, paura di essere pedofilo).

Dunque come uno stesso pensiero in un’altra persona potrebbe non attirare l’attenzione del soggetto in modo particolare, fluttuando in modo spontaneo, libero e transitorio, nella persona che matura un DOC, grazie a diverse variabili come forte propensione al controllo, spiccato senso morale e di responsabilita, senso di colpa, si creerebbe una fissazione su una specifica tematica, sviluppando piu tensione ed ansie e di conseguenza maggiore sensazione di incontrollabilita e dunque maggiore vulnerabilita a pensieri intrusivi, giudicati ripugnanti e inaccettabili.

Frequenti credenze ed errori di pensiero che si possono ritrovare all’interno di un pensiero ossessivo sono:

  • pensare ad una azione equivale ad agirla;
  • non prevenire un danno a se o agli altri equivale ad averlo causato;
  • la responsabilita non viene attenuata da altre variabili;
  • non cercare di neutralizzare un pensiero intrusivo equivale a lasciare che il contenuto di quel pensiero si verifichi;
  • si deve esercitare un controllo sui pensieri.

Ma piu si vuole esercitare un controllo sul pensiero e piu si rimane intrappolati all’interno dell’ossessione. Ed ecco in quali circostanze il pensare troppo fa male.

Dunque, in questi casi, risulta piu utile provare (anche se difficile) a lasciare scorrere il pensiero, senza interrogarsi troppo sul perche della sua comparsa o identificandoci con lo stesso.

E vero che ci e stato insegnato “siamo cio che pensiamo”, ma ricordiamoci che un pensiero ossessivo cela una paura e non un desiderio.

Domande frequenti

Che cos’e il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC)?

Il DOC e un disturbo caratterizzato da ossessioni, cioe pensieri intrusivi che la persona sente distanti da se (egodistonici), e da compulsioni, ossia atti mentali o comportamentali messi in atto per neutralizzare l’ansia legata all’ossessione. Non si limita all’ossessione per la pulizia o l’ordine: assume molte forme diverse.

Avere un pensiero brutto significa essere una persona cattiva?

No. Un pensiero ossessivo cela una paura, non un desiderio. Lo stesso pensiero che in molti scorre via in modo spontaneo e transitorio, in chi sviluppa un DOC si fissa proprio perche viene giudicato ripugnante e inaccettabile: e l’opposto di un desiderio.

Perche cercare di controllare i pensieri peggiora le ossessioni?

Perche piu si tenta di esercitare un controllo sul pensiero, piu si resta intrappolati nell’ossessione. Il tentativo di soluzione (pensarci sopra, neutralizzare, ricontrollare) alimenta l’ansia e l’attivazione emotiva, rinforzando il circolo invece di interromperlo.

Quando e utile rivolgersi a uno specialista?

Quando i pensieri intrusivi e i rituali diventano frequenti, invadenti e interferiscono con la vita quotidiana, generando sofferenza e un senso di incontrollabilita. In questi casi un percorso con uno psicologo o psicoterapeuta aiuta a spezzare la fusione tra pensiero e realta e a ridurre i tentativi di controllo che mantengono il problema.

Nel Disturbo Ossessivo Compulsivo il pensiero diventa un tormento: piu si cerca di controllarlo, piu ci si resta intrappolati. La chiave non e combattere il pensiero intrusivo ma imparare a lasciarlo scorrere, ricordando che un’ossessione cela sempre una paura, non un desiderio. Quando i dubbi e i rituali invadono la quotidianita, un percorso psicologico aiuta a uscire dal circolo.
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