La Depressione Bipolare

Di depressione si parla ormai all’ordine del giorno, ma si parla ancora troppo poco di depressione bipolare. In altri miei articoli ho introdotto il lettore al disturbo bipolare e alle oscillazioni umorali e comportamentali che lo caratterizzano. Abbiamo anche approfondito il concetto di “Grandezza della Mania”, ovvero di come la fase maniacale possa manifestarsi con episodi di dirompente grandiosità e, conseguente, devastazione.

Depressione Convenzionale e Depressione Bipolare, differenze e similitudini

I sintomi della depressione sono noti a quasi tutti perché nessuno è essente dal malessere psicologico a un certo punto della propria esistenza. Sovente, associamo la parola depressione alla perdita parziale o totale di stimoli nei confronti della vita. Ci sentiamo avviliti, abbattuti e, in definitiva, altamente depotenziati. In quasi tutti i casi la persona avverte di non avere gli strumenti adeguati per poter combattere il proprio disagio interiore e, ancora più spesso, si ha la percezione che manchino i mezzi per poter agire sui propri stati d’animo. In sintesi, ci si sente passivamente remissivi.

Le stesse caratteristiche sono riscontrabili anche nella depressione bipolare, tuttavia ci sono delle differenze a mio avviso sostanziali. Spesso le fasi depressive del paziente bipolare possono essere davvero rilevanti. Per cui, più che di depressione bisognerebbe parlare di vera e propria: disperazione.

I Bipolari convivono con una gamma emotiva ampissima, quasi infinita, come abbiamo già visto nei precedenti articoli. E anche nelle manifestazioni depressive, questo connotato di ampiezza e profondità non manca di essere presente. Siamo quindi dinnanzi a episodi di depressione maggiore, dove non si riesce letteralmente più a governare la propria vita. L’attore Vittorio Gassman, bipolare trattato da depresso con una diagnosi al tempo non riuscita, ha più volte avuto il coraggio di parlare dei suoi stati depressivi, alludendo a sensazioni che lo hanno privato per mesi, talvolta per anni, del piacere di esistere e di potere dare alle persone amate la giusta presenza. In più occasioni, Gassman ha ringraziato i propri famigliari per avergli dato il coraggio di lottare contro la bestia nera della depressione (bipolare)…

Arriviamo, dunque, a una parola molto importante se si vuole parlare di depressione. In psicologia e psichiatria il termine anedonia indica l’incapacità di un individuo di provare piacere, anche in circostanze e attività normalmente gradevoli come dormire, nutrirsi, le esperienze sessuali e il contatto sociale in generale. L’anedonia è considerata a tutti gli effetti uno dei sintomi più significativi dei disturbi mentali.

Anche in questo caso, a chi di noi non è capitato di sentirsi svuotato e poco interessato dalle cose elementari del nostro stare in società?

É difficile spiegare le sottili differenze fra depressione convenzionale e depressione bipolare, ma credo che di depressione convenzionale si possa in qualche modo guarire, si possano trovare delle soluzioni farmacologiche compensative, mentre di depressione bipolare troppo spesso si rimane vittime, anche se in cura. Sono infatti convinta che il suicidio, tipico del disturbo bipolare (20 percento dei pazienti bipolari commette suicidio), avvenga proprio in fase depressiva.

L’insostenibile pesantezza della vita…

L’insostenibile pesantezza della vita porta di fatto il paziente bipolare a trovare delle soluzioni proprie. La disperazione del paziente bipolare non può essere assolutamente compresa da chi non l’ha vissuta in prima persona. È uno stato d’animo mirabilmente descritto dalla poetessa Alda Merini che ne parla spesso e con dovizia di particolari nei suoi scritti.

La disperazione ti toglie il respiro. Ti annichilisce. Ti uccide giorno dopo giorno. Ti priva delle più basilari pulsioni esistenziali per affrontare il susseguirsi delle ore. A quel punto, l’esistenza diventa un calvario.

Bisogna distinguere, tuttavia, la disperazione insita in quasi ogni stato maniacale, dalla disperazione delle fasi depressive, perché sono due condizioni completamente diverse fra di loro. La disperazione della fase maniacale è qualcosa di non controllabile. Affiora assieme agli stati manicali e va di pari passo con loro e si consuma piuttosto in fretta, mentre la disperazione della depressione bipolare è meno eclatante, meno evidente, eppure lavora come una goccia cinese. Lenta e inesorabile.

La disperazione bipolare si fonda anche spesso, troppo spesso, sul rimorso di non aver fatto abbastanza, di non meritare questa opportunità esistenziale e, in definitiva, su di un galoppante senso di colpa per quello che si è. Il paziente non sente di valere, ha una fortissima disistima. I periodi di anedonia sono più prolungati rispetto alla depressione convenzionale. La passività si protrae più a lungo. La perdita di interesse è maggiore. Così come anche la diminuzione delle capacità cognitive della persona.

Ci si sente, in parole povere, privati di ogni capacità di agire e di provare piacere. Anestetizzati e paralizzati.

Come uscirne?

Le vie di uscita non sono brevi e non sono indolori. Il primo aspetto e, secondo me, il più importante rimane il sostegno delle persone amate, ma attenzione a non esagerare nel trascinare il vostro ambiente in un vortice negativo. Il primo e unico movente per uscire dalla depressione bipolare deve essere: la vostra volontà.

A chi mi chiede come si fa a governare il disturbo bipolare, spiego che l’unico fattore richiesto è: una indomita forza di volontà. Esattamente come si farebbe per uscire da una depressione convenzionale, cercate di porvi piccoli obiettivi raggiungibili, gratificatevi spesso, e incoraggiatevi per i risultati raggiunti.

Fare psicoterapia è sicuramente un prezioso strumento, e non trascurate anche il potere dei gruppi di psicoterapia per bipolari. Parlare con gente che soffre dei vostri stessi problemi aiuta a non sentirsi soli.

Vi ringrazio per l’attenzione, vi invito a leggere il mio libro Tutti Pazzi per il Mio Lato Bipolare, Dissensi Edizioni, e a contattarmi sui social per eventuali altre domande. Buona fortuna, Solange Distefano Pozzuoli.

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