Ansia e Panico

Perché insorgono? Cosa fare?

Ansia estrema, attacchi di panico, oggi sempre più persone ne soffrono e sempre più persone ne parlano. Ma di che cosa si tratta? In che cosa risiede la differenza? Perché vengono e come si risolvono?

Partiamo con il sottolineare che l’ansia è un emozione essenziale per l’essere umano in quanto segnala l’esposizione ad un eventuale pericolo, mobilitando le risorse dell’organismo a far fronte a tale pericolo o minaccia. Ma quando questa diviene sproporzionata rispetto allo stimolo, interferisce diventando disfunzionale. L’ansia è accompagnata dall’attivazione del sistema nervoso simpatico e pertanto si avverte attraverso un corteo di sensazioni fisiche quali ad esempio, il respiro affannato, l’accelerazione del battito cardiaco, la sensazione di testa leggera o vertigini e formicolio agli arti, sudorazione…

ansia

Quando invece si verifica un attacco di panico, ci troviamo di fronte a qualcosa di ancora più forte ed estremo in termini di sensazioni fisiche. Lo descrivono un po’ come “un fulmine a ciel sereno” ma potremmo anche intenderlo come uno tsunami che arriva all’improvviso e che devasta l’organismo, riprendendo la metafora utilizzata da Giorgio Nardone, e che ritengo renda molto l’idea del vissuto della persona vittima un attacco di panico.
Anche se gli episodi di attacco di panico non si verificano in modo molto frequente, dopo il primo episodio, il 25% delle persone che lo hanno sperimentato tende a sviluppare un Disturbo da Attacchi di Panico.

L’ansia estrema dunque si manifesta come uno stato costante di tensione muscolo-scheletrica e di sintomatologie quali appunto accelerazione del battito cardiaco, respiro affannato, mentre l’attacco di panico è l’esasperazione di tali sintomi che dura qualche minuto e durante il quale la persona sperimenta la paura di morire, di impazzire, di non poter superare quel momento di estremo tilt emotivo e fisico.

Perché arrivano? Perché proprio a me?

Molte persone si chiedono giustamente il perché siano state colte da un attacco di panico perché vivano quello stato di tensione prima d’ora non sperimentato. Alcuni di loro vanno alla ricerca di un possibile trauma ma in realtà studi in merito dimostrano che soltanto il 10% dei casi può essere legato ad episodi traumatici, mentre il resto dall’esasperazione di dinamiche e meccanismi della persona applicati nella vita in generale quali: tentativo di controllo, evitamento, ricerca di rassicurazioni, ansia anticipatoria ed uno stile di pensiero catastrofizzante.

Cosa fare? Quando chiedere aiuto?

aiuto

Si deve considerare che in natura non esiste Il coraggio ma che questo viene fuori affrontando la paura. Sopportare un piccolo disagio oggi per evitare il coltivare un problema, non cercare rassicurazioni, non evitare ma esponetevi ed affrontate, perché quelle che apparentemente sembrano strategie per stare meglio servono solo a creare patologia. Come ci insegnano gli antichi Sumeri “la paura evitata si trasforma in timor panico, la paura guardata in faccia si trasforma in coraggio.”

Dunque anche se a fatica ma affrontate e non evitate le vostre paure e se vi rendete conto che invece la situazione vi è sfuggita dalle mani e dunque è diventata tanto invalidante perché interferisce su dimensioni della vostra vita quali vita sentimentale vita sociale e lavorativa, non esitate a rivolgervi ad un professionista.

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