Chi è il colpevole?

Tempo stimato di lettura: 2 minuti

Il senso di colpa,  un aspetto essenziale nell’essere umano, seppur nobile sentimento che ci informa su quando stiamo agendo un danno ad altri o anche a noi stessi, a volte può diventare un veleno per il soggetto stesso che lo sperimenta. 

”Confesso, a Dio Onnipotente e a voi fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni; per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa…”


Questo è, ad esempio, quello che nella nostra tradizione Cristiana siamo educati a recitare durante la Santa Messa.

Risulterà evidente al lettore, come il concetto di colpa abbia un forte effetto evocativo.

Il senso di colpa infatti, è un tema molto importante nella storia dell’essere umano, nel suo sviluppo psichico, nel modulare i suoi comportamenti, ma anche nel poter contribuire non al suo benessere bensì al suo disagio psichico.

Da dove nasce e che cos’e il senso colpa

Quando parliamo di sensi di colpa ci riferiamo a uno stato d’animo legato all’aver recato un danno a qualcuno o a qualcosa, agendo in un determinato modo o omettendo di fare qualcosa. Ma la maggior parte delle persone spesso non dosa in modo vantaggioso tale sentimento, tendendo verso uno schieramento esasperato, dove il colpevole dei nostri fallimenti, insuccessi o sofferenza, è sempre l’altro; o al contrario, dove noi siamo responsabili totali delle sofferenze del mondo. Questo però non è frutto di una scelta consapevole dell’essere umano, ma il risultato della sua storia, della sua educazione e delle sue esperienze di vita. Un aspetto non meno importante su questo tema è anche l’influenza delle dottrine cristiane. Nasciamo nella colpa, recitiamo l’atto di penitenza durante la celebrazione della Santa Messa, siamo colpevoli in “pensieri, parole, opere e omissioni”. Ma questo forse non si scolla dall’immagine di un Dio infinitamente buono?

Quando trovare il colpevole non diventa vantaggioso

Quelli sopra descritti sono alcuni dei semi che vengono piantati nel terreno dell’uomo sin dalla sua nascita. E come ogni cosa, se esasperata ed irrigidita, crea disagio che può diventare sempre più grave, se non gestito e risolto. Pensiamo ad esempio, da un punto di vista clinico, alle patologie depressive in cui il senso di colpa è molto orientato a se stessi in senso distruttivo, o alle patologie ossessivo-compulsive dove il senso di responsabilità e il senso di colpa ingabbiano la mente del soggetto in un labirinto senza via di uscita.
Vorrei concludere questo articolo con un pensiero di Epitteto: “incolpare gli altri dei propri mali è tipico di chi non ha educazione filosofica; chi l’ha intrapresa incolpa se stesso; chi l’ha completata non incolpa negli altri né se stesso.”

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