Perché tanti detti italiani fanno riferimento al colore bianco
Un modo di dire è un particolare detto che si definisce come una locuzione tipica di un certo sistema linguistico. Da una lingua all’altra può cambiare oppure non essere presente. Si tratta in genere di espressioni convenzionali, che diamo per scontate quando parliamo. Dietro a ciascuna di esse, però, si nascondono ragioni storiche, linguistiche, antropologiche, sociologiche e psicologiche che meritano di essere riportate alla luce.
Il bianco occupa nella cultura occidentale una posizione simbolica peculiare. È il colore della purezza, dell’innocenza, della neve e della luce, ma anche del pallore improvviso e del vuoto. Per questo i detti che lo nominano oscillano tra significati molto diversi tra loro: alcuni rimandano alla rarità o all’innocenza, altri al fallimento, altri ancora hanno radici puramente storiche. Vediamoli da vicino.
Espressioni italiane con il colore bianco
Quando il bianco indica rarità e innocenza
“Essere una lupa bianca” esprime qualcosa di molto raro, strano e misterioso, che sembra quasi opera di una magia. Il lupo bianco, albino, esiste anche se non è comune, ed è dovuto al fenomeno genetico dell’albinismo, maggiormente diffuso negli esemplari maschi. Proprio per questo la locuzione è al femminile: si vuole sottolineare ed enfatizzare ancora di più la grande rarità dell’evento.
“Voce bianca” allude alla voce dei bambini e dei ragazzi che non hanno ancora raggiunto la pubertà e che presentano quindi un tono vocale infantile, non avendo ancora acquisito il timbro adulto. In questi casi l’aggettivo “bianco” si riferisce all’innocenza dovuta all’età giovanile. In origine, però, indicava la voce degli eunuchi, ovvero individui privi di ghiandole genitali in seguito a evirazione o per difetto organico.
Quando il bianco racconta un evento o una notte particolare
“Notte bianca” indica un evento cittadino che prevede iniziative culturali, spettacoli, negozi e locali aperti tutta la notte. Si tratta di un’iniziativa messa a punto da diverse grandi città a partire dai primi anni del XXI secolo. Indica anche la notte di Natale, che la tradizione vuole carica di neve, che è bianca, da cui l’espressione.
“Notte in bianco” significa invece trascorrere una notte senza dormire, in genere senza nemmeno andare a letto. L’origine di questa locuzione è dovuta al fatto che anticamente era di questo colore la veste indossata da chi avrebbe ricevuto il titolo di cavaliere durante la notte che precedeva l’investitura. Durante questa notte, detta “veglia d’armi”, il futuro cavaliere era tenuto a trascorrere l’intera nottata sveglio e in preghiera, in un luogo consacrato, vicino alle sue armi che sarebbero state benedette l’indomani. Il fatto che dovesse indossare una veste bianca come quella dei novizi della Chiesa era legato al carattere religioso dell’investitura.
Quando il bianco descrive il corpo o la salute
“Bianco come un cencio”, “bianco come un cencio lavato” oppure “bianco come uno straccio” indica una persona dal colorito pallido, livido o grigiastro, generalmente conseguente a un grande spavento. Ciò trae origine dal fatto che, soprattutto in passato, per lavare i tessuti si usavano prodotti molto forti che li sbiancavano: da qui l’immagine. È un esempio di come una pratica quotidiana entri nella lingua per descrivere uno stato emotivo, quel pallore che accompagna la paura.
“Treno bianco” è il treno adibito al trasporto di ammalati in pellegrinaggio verso luoghi ritenuti miracolosi, in particolare Lourdes. Il colore richiama qui l’idea di purezza e di speranza legata al viaggio.
Quando il bianco segnala un insuccesso o un errore
“Mandare in bianco” oppure “andare in bianco” significa fallire in uno scopo, non ottenere quanto si era preventivato. Si utilizza quando ciò che si desidera sembra a portata di mano e invece, inaspettatamente, sfugge di mano. Spesso l’espressione è riferita al campo sessuale.
“Prendere bianco per nero” oppure “dare a intendere bianco per nero” vuol dire cadere in un errore grossolano o scambiare una cosa per un’altra. Questo è dovuto al fatto che, nella cultura italiana, il bianco allude al positivo, all’innocenza fino all’ingenuità, mentre il nero indica il negativo: confondere i due significa sbagliare nel modo più evidente possibile.
Domande frequenti
Perché si dice “essere una lupa bianca” e non “un lupo bianco”?
Il lupo albino esiste davvero, ma è molto raro e l’albinismo è più diffuso negli esemplari maschi. Per enfatizzare l’eccezionalità dell’evento la locuzione è stata coniata al femminile, sottolineando così ancora di più la straordinaria rarità di ciò che descrive.
Qual è la differenza tra “notte bianca” e “notte in bianco”?
La “notte bianca” è un evento cittadino con iniziative e locali aperti fino al mattino, oltre a indicare la notte di Natale innevata. La “notte in bianco” è invece una notte trascorsa senza dormire, espressione che risale alla veste bianca indossata dal futuro cavaliere durante la veglia d’armi.
Da dove viene l’espressione “voce bianca”?
Oggi indica la voce dei bambini e dei ragazzi prima della pubertà, con il bianco a richiamare l’innocenza dell’età. In origine, però, l’espressione designava la voce degli eunuchi, individui privi di ghiandole genitali per evirazione o difetto organico.
Cosa significa “prendere bianco per nero”?
Vuol dire commettere un errore grossolano, scambiare una cosa per il suo esatto contrario. Nella cultura italiana il bianco rappresenta il positivo e l’innocenza, il nero il negativo: confonderli equivale a sbagliare nel modo più vistoso che si possa immaginare.
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