Morire dentro un super carcere di massima sicurezza senza aver commesso alcun reato

Questa è la mia storia… prima nell’istituto minorile “Ferrante Aporti” di Torino dove inizia la mia infanzia per poi proseguire a Novara dentro quel penitenziario perché figlia del comandante della Polizia Penitenziaria. Sotto scorta a causa delle continue minacce perché siamo negli anni’ 80, anni di piombo, macchiati dal sanguinoso terrorismo delle Brigate Rosse.

Ero una bambina…

Ero una bambina senza via d’uscita, costretta a sentire le rivolte, a vedere nascosta dietro le tendine della mia finestra l’arrivo di Renato Vallanzasca. Gli occhi incuriositi di una fanciulla che silenziosamente registravano dentro la sua anima la paura.

Gli spari dei mitra sulla macchina dove viaggiavo insieme a mio padre e la scorta in una sera nebbiosa, fecero scattare in me i primi attacchi di panico.

L’inizio di un vero e lungo lacerante inferno, la depressione, quella continua vocina che abitava dentro la mia mente.

L’autolesionismo, sentire quella lametta accarezzare le mie braccia era l’unico piacere che provavo.

Le lacrime che scorrevano sul mio viso in silenzio, nell’oscurità della notte dove nessuno poteva sentirmi.

Il baratro

Una cura di psicofarmaci per colmare l’ansia, la depressione e gli attacchi di panico mi portarono alla follia. Volevo urlare tutta quella rabbia che giorno dopo giorno mi stava divorando.

L’amara scoperta alla fine di essere stata anche adottata mi portarono nel devastante tunnel della bulimia.

Chili e chili di paure, rabbia inespresse, quel disperato bisogno di gridare, di prendere a botte quella vita che mi aveva massacrata.

La svolta

Ma quando si arriva in fondo non puoi che risalire oppure muori… io scelsi di vivere per combattere tutti i miei demoni.

Un lunghissimo percorso terapeutico e farmacologico mi portarono adaffrontare tutte le mie paure.

Tra tantissime difficoltà alla fine in fondo a quel tunnel ritrovai la luce, quella voce malefica abbandonò definitivamente la mia psiche.

Poi l’incontro inaspettato con quei terroristi portarono per un attimo a galla tutto il mio vissuto per non parlare poi di quella madre biologica che non accettavo.

La tentazione di ricadere nel cibo era tanta ma la forza di vincere era peggio.

La rinascita

Così alla fine mi ripresi in mano tutta la mia vita iniziando ad amarmi come non avevo mai fatto.

La scomparsa della mia madre adottiva mette in risalto la mia completa guarigione psicologica.

Nonostante quel terribile lutto che aveva trafitto il mio cuore trovai in me stessa la forza di andare avanti senza ricadere nel passato.

Vivi sempre la vita con il sorriso perché è bellissima…

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