La respirazione nello yoga

La vita è fatta di tanti ritmi diversi. Quando siamo in coda per pagare il bollettino in posta, ci innervosiamo perchè stiamo troppo fermi. Quando lavoriamo, il capo ci mette sotto pressione, dobbiamo fare quattro cose alla volte per concludere tutto il lavoro entro la giornata, e ci stressiamo. I ritmi sono sempre troppo…. troppo lenti, troppo veloci… Ma si può cambiare prospettiva.

La respirazione e lo sport

Osserviamo la nostra respirazione. Quando siamo sereni, tranquilli, appagati, il respiro è calmo e profondo. Quando siamo stressati, il respiro si accorcia. Andiamo in apnea, blocchiamo l’espansione della nostra gabbia toracica, la pancia diventa rigida, e tutto diventa stretto, anche nella nostra percezione della vita.

Ma possiamo invertire il percorso. Se impariamo a mantenere coscientemente  un respiro lungo e profondo in ogni condizione, allora il ritmo esteriore non avrà più importanza, perchè in quel momento il controllo di noi stessi tornerà nelle nostre mani e non saremo più in balia delle circostanze esteriori.

runners allenamento

Provate a pensare ai grandi runners, come Usain Bolt. E’ una scheggia a correre, eppure se lo si guarda in gara, il suo volto è rilassato, il suo corpo è rilassato. Non è nella sofferenza, perchè ha portato il suo corpo ad un allenamento tale che gli permette di sostenere un ritmo di corsa elevato pur mantenendo un respiro profondo.

Buona parte dei grandi atleti che hanno vinto ori o battuto record mondiali, quando venivano intervistati, dicevano che la gara era volata via in un attimo. Che erano completamente presenti a se stessi, che non c’era fatica, che tutto il corpo fluiva senza pensieri. Nello sport questo stato viene definito flow, il raggiungimento dell’apice della perfezione della prestazione sportiva. Nello yoga viene chiamato meditazione.

Questo è l’ideale, che va tenuto come direzione verso cui tendere. Vivere ogni secondo in questo stato è pressochè impossibile per i comuni mortali, ma da vivere stressati ogni secondo a vivere nella beatitudine ogni secondo, ci sono vari gradi di soddisfazione personale che possono essere raggiunti.

La respirazione nello yoga

respiro calmo

E ritorniamo al nostro respiro. Esattamente come Usain Bolt, quello che dobbiamo fare è imparare ad allenare il nostro respiro ad essere calmo anche quando la nostra vita ha ritmi frenetici e stressanti.

Praticare yoga sul tappetino è allenarsi alla vita. Sul tappetino sei in un ambiente protetto, confortevole, con una guida che ti insegna come imparare ad ascoltare te stesso e avere controllo su di te, sul tuo corpo e sul tuo respiro. Quando si esce da quel tappetino, si esce dall’allenamento e inizia la gara. Può essere una corsa ad ostacoli, una gara di velocità, di forza, di resistenza, la vita ci mette continuamente di fronte a sfide. Ma è un gioco, per quanto a volte difficile, è un gioco per la nostra crescita. E l’allenamento sul tappetino ci dà gli strumenti per non cadere continuamente in campo.

Quindi partiamo prima di tutto da noi stessi.

La respirazione completa nello yoga

La nostra respirazione può essere divisa in tre livelli: addominale, toracica e clavicolare. Il diaframma, un muscolo a forma di cupola, situato a metà tra la cavità toracica e quella addominale, è fondamentale per la nostra respirazione. Stati continui di stress fanno sì che si irrigidisca e riduca il suo movimento, impendendoci una normale respirazione.  La respirazione completa dello yoga ci permette sia di iniziare a prendere consapevolezza di come funziona il nostro respiro e di come si muove nel nostro corpo, sia di liberare piano piano le tensioni presenti a livello del nostro diaframma.

Quindi… partiamo!

Portiamoci seduti in una posizione comoda che ci permetta di mantenere la schiena dritta ma non rigida per almeno 15 minuti. Possiamo stare seduti su una sedia, a gambe incrociate (in questo caso, meglio se con un supporto sotto i glutei) o nella posizione del fulmine, vajrasana, seduti sui talloni.

Chiudiamo gli occhi e iniziamo semplicemente a osservare il nostro respiro. Osserviamolo quando entra ed esce dalle nostre narici, osserviamo se l’inspiro è più lungo o più breve dell’espiro, osserviamo quali parti del nostro corpo, dalle clavicole fino all’addome, si espandono o si contraggono.

E poi iniziamo ad alterare gradualmente il respiro, senza forzare. Cominciamo a sentire che quando inspiriamo, il nostro addome si gonfia leggermente (non esagerate, il movimento è fluido e non forzato), la nostra cassa toracica si espande lateralmente, posteriormente e frontalmente, e le nostre clavicole si sollevano leggermente. E invece quando espiriamo, le clavicole si abbassano, il torace si chiude e l’addome rientra leggermente.

Inizialmente è possibile che si sentano resistenze nell’esecuzione di questa respirazione, proprio a causa delle tensioni presenti nel corpo. La regola è sempre non forzare. Arrivate fino a dove vi sentite a vostro agio. Ripetendo con regolarità l’esercizio, piano piano le tensioni inizieranno a sciogliersi e il respiro diventerà più fluido. E si sperimenterà anche uno stato di maggiore calma e serenità. Si può partire con pochi minuti di respirazione completa e prolungarla a proprio piacimento.

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