Il rapporto tra l’uomo e l’oro
L’oro è il minerale (in mineralogia è classificato come elemento nativo) più prezioso per l’umanità e probabilmente il primo metallo che sia mai stato utilizzato. Nello specifico l’oro viene definito come “metallo nobile” in quanto ciascun suo elemento chimico è caratterizzato da un elevato potenziale di riduzione e perciò è difficilmente ossidabile o attaccabile dagli acidi.
Nel rapporto tra l’uomo e l’oro, da sempre è stato simbolo di potere: perciò gli esseri umani, al fine di ottenerlo, hanno viaggiato, lottato e addirittura ucciso.
Questo materiale ha colore giallo e non è soggetto a ossidazione. L’oro viene impiegato in gioielleria, nella monetizzazione, nell’industria e in vari ambiti scientifici, tra cui quello medico e odontotecnico, ma siccome da solo sarebbe troppo fragile spesso viene legato ad altri elementi.
Breve storia dell’oro
L’oro è noto fin dalla Preistoria e per quasi tutte le culture è il simbolo per eccellenza della ricchezza. Infatti, fin dall’antichità, molte popolazioni scelsero questo materiale per coniare monete grazie alle proprietà di non ossidazione e di non facile deperimento.
Ciò nonostante, talune popolazioni come i nativi americani o altri popoli di cacciatori-coltivatori lo ritenevano un metallo privo di valore. In particolare, nelle zone del Centro e Sud America, durante l’epoca precolombiana, questo materiale non veniva adoperato come merce di scambio ma era usato per creare vari oggetti, talvolta anche sacri.
Si ritiene che la virtù della non ossidazione abbia fatto in modo che venisse attribuita, nel rapporto tra l’uomo e l’oro, una sorta di sogno collettivo, una comune speranza che la sua immacolata brillantezza potesse in qualche modo cancellare le macchie delle nostre anime.
L’oro nelle culture e nei simboli
L’oro è collegato in quasi tutte le culture al Sole. In antropologia l’espressione “metallo nobile” (usata anche per altri metalli come l’argento) indica una valutazione morale dell’oro, presente anche nelle dottrine alchemiche, sempre molto sensibili alla catarsi. Anche nel Cristianesimo ortodosso l’oro è simbolo della luce celeste e della perfezione. Addirittura nell’antichità le erbe medicinali particolarmente preziose venivano raccolte con l’ausilio di attrezzi d’oro, al fine di conservare intatta la loro forza, e si credeva che i gioielli d’oro avessero il potere di proteggere dalle sciagure.
Nell’Antica Cina l’oro (chin), il metallo del Sole, veniva considerato simbolo dell’essenza originaria yang, che ha il suo opposto duale nello yin (argento). Portare gioielli d’oro non era consentito ovunque: l’oro veniva visto come la quintessenza delle forze terrene, sebbene avesse un valore pratico limitato, ed era posto in relazione alle forze superiori e al mondo degli dei. In molte culture antiche, infatti, l’oro era riservato alla produzione di oggetti sacri o regali.
L’oro (formula chimica “Au”, dal latino “aurum“) è largamente presente in tutta la mitologia ed è anche citato nella Bibbia, seppure non sempre rappresenti un simbolo positivo: talvolta è negativo, in quanto emblema della venalità umana.
La corsa all’oro e il sistema economico
Per amore dell’oro, gli uomini hanno attraversato oceani, esplorato continenti e massacrato milioni di loro simili. Esemplare è soprattutto il XV secolo, periodo dei conquistadores spagnoli nel Centro e Sud America, quando la ricchezza di uno Stato si misurava in base a quanto oro si possedeva. Inoltre nell’Ottocento ci fu la cosiddetta “corsa dell’oro” o “febbre dell’oro”, seppure in questo caso l’intento dei cercatori d’oro avesse motivazioni maggiormente individualiste piuttosto che nazionaliste, come avveniva precedentemente. Ancora oggi alcune popolazioni di Paesi del Terzo Mondo vengono sfruttate per la ricerca dell’oro.
Fino al XX secolo l’oro è stato alla base del sistema economico mondiale, garantendo la carta-moneta quando la maggior parte dei governi abbandonò le monete d’oro per le banconote. A un certo punto, però, si constatò che l’oro non teneva il passo dell’offerta di moneta. Alla fine l’intero sistema collassò e i governi dovettero stampare più moneta di quella garantita dalle riserve d’oro per ricostruire le loro disastrate economie.
Una volta una banconota era la promessa di pagare al portatore il suo equivalente in oro, ma poi questo si rivelò una finzione. Oggi, infatti, se si provasse ad andare, ad esempio, alla Federal Reserve statunitense con una banconota in dollari chiedendone in cambio oro, la richiesta verrebbe rigettata.
L’oro oggi: rifugio e nuove scoperte
Nel mondo moderno il rapporto tra l’uomo e l’oro ha perso il suo ruolo ufficiale nel sistema economico, ma resta l’investimento preferito in tempi di crisi economica. Quando i prezzi degli immobili, dei terreni e delle azioni crollano, spesso il bene in cui ci si rifugia è proprio l’oro. Di conseguenza, in questi casi, il costo dell’oro raggiunge il culmine, sia perché c’è molta domanda sia perché la disponibilità di nuovo oro va diminuendo. Per questi motivi il suo prezzo continua a crescere, finché non si trova il modo di estrarre ulteriore oro che giace nelle profondità della Terra.
A questo proposito gli scienziati hanno scoperto, abbastanza recentemente, che nella crosta terrestre c’è molto più oro di quello che si poteva pensare. In particolare, al centro della Terra dovrebbe trovarsi una placca d’oro dovuta a una serie di massicci impatti di meteoriti verificatisi miliardi di anni fa, fenomeno noto come il “bombardamento finale”, che depositò circa 20 miliardi di tonnellate di materiale, tra cui l’oro, sulla superficie terrestre.
Infine si dice che l’oro stimoli la saggezza e l’ansia di conoscenza, apporti chiarezza di pensiero ed energia vitale, abbia effetti benefici sugli occhi, in particolare per curare le congiuntiviti, e abbia un’azione protettiva.
Domande frequenti
Perché l’oro è chiamato “metallo nobile”?
Perché ogni suo elemento chimico ha un elevato potenziale di riduzione ed è quindi difficilmente ossidabile o attaccabile dagli acidi. In antropologia l’espressione assume anche un valore morale, presente nelle dottrine alchemiche, ed è usata pure per altri metalli come l’argento.
Qual è il simbolo chimico dell’oro e da dove deriva?
Il simbolo chimico dell’oro è “Au”, dal latino aurum. L’oro è citato in tutta la mitologia e anche nella Bibbia, dove però non sempre rappresenta un simbolo positivo: a volte è emblema della venalità umana.
Che valore aveva l’oro nelle culture antiche?
In quasi tutte le culture l’oro era collegato al Sole ed era simbolo di ricchezza, luce e perfezione. Nell’Antica Cina rappresentava l’essenza yang, opposta allo yin dell’argento. Spesso era riservato a oggetti sacri o regali e si credeva avesse poteri protettivi.
Perché l’oro è considerato un bene rifugio?
Perché in tempi di crisi, quando crollano i prezzi di immobili, terreni e azioni, gli investitori si rifugiano nell’oro. L’aumento della domanda, unito alla scarsa disponibilità di nuovo oro, ne fa salire il prezzo, confermandone il ruolo di riserva di valore.
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