Arte del giardinaggio, un calmante per l’anima

Tempo stimato di lettura: 4 minuti

Contenere ansia e depressione con la cura dei fiori e dell’orto

I nostri pensieri spesso si ripetono uguali a se stessi, inducendo in noi preoccupazioni e malumori. Praticare l’arte del giardinaggio oltre ad esporci alla luce del sole e all’aria aperta e a farci fare attività fisica, ci riconnette con i tempi naturali delle stagioni. Questa pratica ha un effetto benefico sull’umore in generale.

Un calmante naturale: il giardino Zen

giardino zen

Non si scoraggi chi non possiede un giardino e non si scoraggi chi ne possiede uno che è invaso dalle erbacce. Anche sui balconi si possono coltivare erbe aromatiche, fiori di tutti i tipi e chi ha a disposizione un terrazzo può piantare nei vasi agrumi o piccoli alberi da frutto e abbellirlo con piante ornamentali. Nelle grandi città esistono orti cittadini gestiti da piccole comunità. Nel caso non abbiate un balcone un terrazzo e neanche un orto cittadino nelle vicinanze di casa vostra, esiste come rimedio: il giardino Zen. Il giardino Zen da tavolo è contenuto in una scatola di legno con all’interno della sabbia fine, con delle piccole pietre, rocce ed altri ornamenti. Non manca un rastrellino per creare percorsi, onde e plasmare a piacimento il giardino.

Come arginare la dipendenza da internet con il giardino da tavolo

Il piccolo giardino Zen può sembrare un gioco e per certi versi lo è. Se consideriamo che spesso, il lavoro ci costringe a ore e ore di posizioni statiche e la dipendenza da internet e dai social è un fatto assodato: basta soffermarsi ad osservare per due fermate i viaggiatori nella metro di una grande città: tutti incollati con lo sguardo sullo smartphone nel loro rapporto autistico con il cellulare o il tablet. Tempo addietro quando il telefonino, con tutte le funzionalità di cui attualmente dispone, non era entrato prepotentemente nella vita di tutte le persone, si vedeva ancora qualche ragazzo cercare di conoscere con una improbabile scusa, la bella ragazza che gli sedeva accanto. Ora anche gli incontri sentimentali avvengono attraverso le app.
Tornando alle posizioni statiche, rigide dei lavori moderni negli uffici, può essere molto utile “staccare” gli occhi dal computer per una breve pausa e rivolgerli alla cura del giardino zen. Può essere un momento in cui tirare un sospiro di sollievo, allontanare le preoccupazioni per concentrarsi esclusivamente su come sistemare quella pietrina che proprio non ne vuol sapere di stare nel posto assegnato.

Sospensione del pensiero e cura del giardino

giardinaggio

Certo, un giardino vero è tutta un’altra cosa! Significa muovere il corpo, agire in uno spazio reale e non più solo virtuale. Innanzitutto, reperire i vasi e poi la terra e le piantine. Subito dopo ci accorgeremo che una pianta va innaffiata più di un’altra, una va posta al sole, l’altra all’ombra o a mezz’ombra; una teme il caldo, l’altra il freddo. Oppure il tipo di terra acquistata non è adatta e i nostri fiori appassiranno. Un bel rompicapo! ….. In realtà possiamo dire che la cura di un giardino è un vero e proprio maestro di vita, perché ci pone a contatto con la diversità e con i ritmi naturali delle stagioni.
La pratica del giardinaggio comprende la parte faticosa di zappare, rastrellare, innaffiare nella giusta quantità per, infine, veder spuntare un bel fiore o un ravanello con cui insaporire la nostra insalata. Sicuramente sarà il ravanello più buono della nostra vita, di cui siamo veramente orgogliosi!
Proprio il fatto di essere assorbiti da questa pratica attiva, ci permette di sospendere i nostri pensieri, soprattutto quei pensieri ripetitivi, che inducono preoccupazioni, ansia, tristezza o rabbia; tutte emozioni velenose che intossicano il nostro organismo nella totalità di psiche e corpo. Dedicarsi ad un giardino, dunque, significa sospendere per un po’ quei pensieri circolari che si ripetono sempre uguali e ritornare rinvigoriti alle attività quotidiane. Significa riconnettersi alla natura e ai suoi tempi. Questa riconnessione permette di osservare più da vicino le stagioni, i cambiamenti climatici, ci fa preoccupare delle gelate o della mancanza di pioggia. Ci fa osservare quella piantina che in inverno sembra un tronco inerte e invece… improvvisamente, non si sa da dove, spuntano le prime foglioline e poi i fiori e alla fine dei succosi frutti. Tutto ciò a noi, donne e uomini, dell’epoca di internet che acquistiamo on line mele cellofanate ed insapori, ci fa riscoprire i sapori veri e la magia della natura. Ci riporta all’essenziale, a quegli elementi naturali: acqua, terra, luce che creano il prodigio.

La cura del giardino come cura dell’anima

La cura del giardino ha, dunque, molteplici vantaggi, fisici e psichici. Parla alla nostra anima che si sintonizza su ciò che è reale. La nostra anima quando si nutre di verità non può che stare bene. E cosa meglio della cura di un giardino per riconnetterci alla nostra vera essenza? I tempi nella coltivazione ci insegnano a guardare alla nostra vita in un’ottica longitudinale: c’è il tempo della semina e quella del raccolto; ci sono i tempi bui e freddi e tempi pieni di luce e calore; c’è la giovinezza e c’è la vecchiaia; ci sono momenti felici e i momenti tristi. Una pianta è maestra di vita: curandola ed occupandocene, curiamo e ci occupiamo di noi stessi.

Una poesia Sioux recita:

Quando l’ultimo albero sarà abbattuto
L’ultimo fiore avvelenato
L’ultimo pesce pescato
L’ultimo animale ucciso
Vi accorgerete
Che non si può mangiare il denaro.

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