Tecniche di Rilassamento e Cibo

Come tenere sotto controllo le emozioni che fanno ingrassare

Le tecniche di rilassamento sono una pratica, largamente diffusa, per ridurre lo stress, ma portano benefici in molti altri casi, come nei disturbi alimentari. L’alimentazione è legata a fattori psicologici: ad esempio nella magrezza estrema, la figura del proprio corpo, riveste un’importanza fondamentale, a tal punto che l’alimentazione si riduce. Nel caso in cui si mangi in modo disordinato, senza una buona selezione dei cibi, il peso aumenta e il senso di sazietà viene raggiunto velocemente.

Con l’avvento della società consumistica le abitudini e il rapporto con il cibo sono profondamente cambiate. Siamo continuamente bombardati da messaggi pubblicitari televisivi, immagini stimolanti che generano nella fantasia, la bramosia di determinati cibi piuttosto che altri, campagne pubblicitarie che inneggiano alla magrezza, ai cibi privi di grassi, all’idolatria delle forme sinuose e poco ingombranti e leggere. Coesistono due paradossi estremi, in termini sociali, che facilmente traducono il malessere dell’uomo contemporaneo, dove la prima causa di morte sta diventando l’obesità. I disturbi dell’alimentazione sono un bel problema per quelle persone che mangiano perché si sentono frustrate; fortunatamente le tecniche di rilassamento possono aiutare a tenere a bada le emozioni dannose.

Ve ne parlo in questo articolo.

L’atto del nutrirsi

La relazione esistente tra l’uomo e l’azione di nutrirsi (o cibarsi) è piuttosto o complessa; fin dalla nascita, esso rappresenta un bisogno essenziale, fisiologico, intrinsecamente presente nella stessa natura del neonato, che permette la sopravvivenza, dall’altra entra a fa parte di quell’insieme di atti, che compongono il repertorio caratterizzante il legame di attaccamento tra madre e bambino. Nel nutrirsi al seno materno, il neonato soddisfa i bisogni di contatto, accudimento, protezione e sicurezza di cui ha bisogno, e quindi è molto di più della semplice necessità rimanere in vita. Sono tante le sensazioni, le emozioni e i sentimenti che trasmette la madre al bambino, attraverso l’atto del nutrirsi.

La traduzione in termini psicologici di ciò che la madre fa, permette una sana crescita e un buon equilibrio emozionale. Per ipotesi, se il bambino fosse nutrito con modalità poco rasserenanti, e rassicuranti il bambino cosa ne trarrebbe? Potrebbe associare sensazioni sgradevoli all’atto del cibarsi, con evidenti problematiche anche in termini di crescita psicologica e fisica. Fino al punto in cui il bimbo potrebbe arrivare a negare il bisogno di nutrirsi, o addirittura viverlo come una minaccia

La relazione esistente tra cibo ed emozioni

Dal punto di vista corporeo è l’attività dell’ipofisi a regolare il senso della fame, dell’appetito e della sazietà; infatti, l’ipofisi è soprannominata l’orologio biologico. In una realtà sociale complessa come la nostra, l’orologio biologico le sue funzioni principali, e prendono il sopravvento le emozioni e l’azione del sistema limbico, così il senso della fame è regolato dalle emozioni: e spesso in questa condizione l’individuo comincia a mangiare, perché stimolato non da una fame vera, ma da emozioni negative, ansiogene. Emozioni di solitudine, ansia, frustrazione, senso di colpa, inadeguatezza,  ricerca di perfezione, autocritica, il non piacersi,possono minare l’equilibrio psicologico e predisporre all’obesità. Gli studi dicono che sopprimere pensieri e sentimenti negativi è controproducente e significanon saper stare in sintonia con il caos o disordine della vita profonda.Le persone utilizzano il cibo nel tentativo di soffocare i sentimenti e le emozioni.

Tecniche di rilassamento per mantenere il peso corporeo

Le tecniche di rilassamento hanno una profonda capacità di equilibrare le emozioni e dare sollievo alla depressione, alla rabbia, all’ansia, e favorire la serenitàLa chiave del rilassamento quindi è osservare. Semplicemente osserva qualsiasi cosa la mente stia facendo. Sii colui che osserva le immagini come su di uno schermo bianco. Non sono le emozioni in sé a creare disagio, ma la repressione costante che si attua su di esse. Ecco perché sviluppare l’autosservazione in uno stato di calma e distensione interiore, fisica e mentale, promuove il benessere e la possibilità di dominare le stesse consapevolmente. L’autoconsapevolezza attiva la corteccia cerebrale e quelle specifiche aree del linguaggio che consentono di dare un nome alle emozioni che si sono risvegliate. Possiamo definire l’autoconsapevolezza come attenzione neutrale verso i propri stati interiori, che sostiene l’introspezione, anche in mezzo a emozioni turbolente.  

Pertanto, l’obiettivo della psicologia è stato quello di fornire anche i mezzi e gli strumenti che potessero in qualche modo distendere e rilassare la mente e il corpo seguendo l’antico detto: “mens sana in corpore sano”. Una distensione che favorisca le attività basilari del corpo e il loro equilibrio che si traduca in un miglioramento dell’intera esistenza dell’individuo.

All’inizio degli anni ’30 dello scorso secolo, il neurofisiologo Jacobson ipotizzò l’esistenza di una relazione tra stimoli emozionali e grado di tensione muscolareL’emotività si traduce in tensione corporea e il grado di contrazione va a incanalarsi nei muscoli del corpo umano; facendoli contrarre sempre di più. E creando anche malattie psicosomatiche o cronicheOgni pensiero, ogni percezione si correla ad una modificazione del tono muscolare.Quando un soggetto impara a rilassarsi il suo sistema nervoso involontario sarà in grado di rilassare anche quello autonomo. Eliminare la tensione non solo restituisce al soggetto la calma ma gli consente di utilizzare il riposo come recupero di energie. Attraverso l’allentamento alla distensione, l’individuo viene istruito a ridurre la tensione muscolare anche nell’ambito delle attività quotidiane.  Le tecniche di rilassamento possono arrivare anche a sostituire validamente l’uso dei tranquillanti.

La salute si ha quando c’è armonia delle esigenze della mente e del corpo; c’è malattia, quando prevale uno dei due.

Primo obiettivo è quello di sciogliere le tensioni psicofisiche, che si generano a causa della mancata elaborazione della parte interiore. Aiutare a concentrarsi, in qualcosa che non sia il cibo, concentrarsi per percepire emozioni, fino ad allora magari mai sentite, capire che vengono dal proprio corpo e che non sono da rifiutare da giudicare. Percepire la propria corporeità, è questo l’obiettivo dell’introduzione del rilassamento in queste patologie.Attraverso le tecniche di rilassamento ciascuno ha la possibilità di riscoprire la divinità che possiede in sé.

Le tecniche di rilassamento sono uno strumento in grado di riportare l’omeostasi e recuperare il rapporto con propria intimità corporea e psicologica. Favorire il rilassamento significa sciogliere le tensioni all’interno del corpo e dare la possibilità alla mente di farsi spazio, e nel contempo alleggerirsi dai fardelli della razionalità. Il tumulto delle emozioni che irrompono, quotidianamente se mal gestite, possono prendere il sopravvento innescando stimoli stressanti tali da incidere negativamente sulla salute.

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