Coppia e Relazioni

Se non desidero un figlio è sbagliato?

Molto spesso si attraversa una fase della propria vita durante la quale ci si interroga davvero su qualcosa che probabilmente siamo abituati a dare per scontato: avere un bambino e quindi concretizzare quella rappresentazione mentale che fino alla tarda adolescenza rimane segretamente annidata nella testa. Un futuro lontano che, quando inizia a diventare qualcosa di […]

Se non desidero un figlio è sbagliato?
Molto spesso si attraversa una fase della propria vita durante la quale ci si interroga davvero su qualcosa che probabilmente siamo abituati a dare per scontato: avere un bambino e quindi concretizzare quella rappresentazione mentale che fino alla tarda adolescenza rimane segretamente annidata nella testa. Un futuro lontano che, quando inizia a diventare qualcosa di piu concreto, genera non pochi interrogativi; ma quanto ci sentiamo davvero liberi di ragionarci su?

Avere figli: e davvero una gioia o dovrebbe esserlo?

L’origine e il peso del concetto mentale “costruire una famiglia”

In infanzia e per tutto il proseguimento della crescita, la famiglia e la nostra societa ci abituano a determinate idee. Nonostante tutte le variazioni dei singoli casi, si potrebbe affermare che, nella maggioranza dei casi, si cresce con un “set” di alcuni concetti che difficilmente saranno sottoposti al vaglio critico della nostra conoscenza. L’esposizione costante a determinati contenuti e ripetuta e amplificata dalla famiglia, dalla scuola, dall’opinione pubblica e dalla maggioranza degli esempi concreti che ci circondano. Prima ancora di rendercene conto, ci troviamo a dare per buoni determinati contenuti, quali: avere un figlio e una gioia incontenibile; ogni donna ha il normale desiderio di procreare; ogni donna e una brava moglie se si occupa della casa e fa la mamma; arrivati a una certa eta e normale costruirsi una famiglia, quindi sposarsi e avere figli; ecc.

La forza e il peso di queste idee si avvertono quando la realta ci pone di fronte a situazioni concrete cosi tanto diverse da quei concetti mai messi in discussione: una donna che voglia realizzarsi solo sul lavoro e non come madre, un’infertilita o semplicemente una famiglia diversa. Tutte queste condizioni, pur avendo sempre fatto parte della realta, scatenano il giudizio della massa e spesso il primo sistema nel quale si percepisce un giudizio e proprio la nostra famiglia di origine. Il solo mettere in discussione questi “super concetti” e quindi una condizione che puo generare un senso di colpa e una certa preoccupazione: “Non sono sicuro di desiderare dei figli, forse ho qualcosa che non va?”.

La variabilita naturale del desiderio

Molte donne e uomini sperimentano questo desiderio in una forma molto chiara e definita; altri no. Dal momento che si parla di “desiderio”, ovvero volere qualcosa che non si possiede, la variabilita personale e una costante. Esattamente come non ci sorprendiamo se qualcuno desidera una Ferrari e un altro un bel viaggio, non dovremmo preoccuparci se qualcuno desidera un figlio e un altro no. I desideri sono personali e il loro contenuto deriva dall’immaginazione dell’individuo: chi desidera una Ferrari, probabilmente ama la velocita e immagina il rombo della potenza del motore o gli sguardi invidiosi degli altri. Chi sogna un viaggio immagina di esplorare terre sconosciute o un mare cristallino. Desiderare un figlio non e molto diverso: significa immaginare il piacere e la commozione nel fare determinate attivita, l’emozione che presumo potrei provare ad abbracciarlo, e cosi via.

Quindi l’attivita mentale del desiderio coinvolge diverse componenti: il potere dell’immaginazione, il conoscere bene cio che e in grado di produrre in noi determinate emozioni, il riuscire a produrre e percepire delle emozioni semplicemente manipolando delle immagini mentali che non sono concrete. Essendo un’attivita molto complessa, ci sono notevoli differenze individuali nel praticarla. Molti di noi si definiscono persone piu concrete, il che significa che sono poco propensi a utilizzare la propria attivita mentale al di fuori degli schemi della realta. Ovviamente, se non ho mai avuto l’esperienza del figlio e non sono una personalita con la propensione all’immaginazione e alla fantasia, sara molto difficile fabbricare il desiderio di qualcosa che non ho mai sperimentato.

Se non facciamo una piega nell’apprendere che ognuno ha desideri diversi, non accettiamo questa variabilita quando si parla di desiderio di maternita o paternita.

Desiderio di maternita e paternita: quale origine?

La spinta nel dare la vita a un bambino e spesso la realizzazione di diverse componenti. Una di queste ultime, che ci piaccia o no, sara proprio la fedelta verso quel concetto di “normalita” che ha il potere di farmi sentire in regola con cio che mi hanno sempre insegnato. Se da un lato siamo portati a rifiutare l’idea di aver fatto qualcosa per tale scopo, dall’altro e innegabile che queste spinte sono talmente radicate in noi da condizionarci. Dare la vita e un atto potente, ci fa sentire “in grado di fare”: in grado di partorire, in grado di dare dei figli o dei nipoti, in grado di essere moglie o marito, in grado di essere madre o padre. Questa componente e quella che ci mette piu in difficolta quando affrontiamo questo tema, come se ci fosse una menomazione in caso contrario. Soprattutto, essere in grado presuppone una capacita, quindi una prestazione con la quale misurare il nostro valore personale, nonostante in realta farebbe grandissima parte madre natura (almeno nella prima parte, concepimento e parto).

Un’altra componente e quella biologica: lasciare una traccia di noi e del nostro passaggio oltre la nostra naturale esistenza e qualcosa che ci consola e ci permette una certa “immortalita”. I nostri figli sono non soltanto la traccia dei nostri geni, ma attraverso l’educazione e possibile passare un enorme patrimonio esperienziale che non morira con noi, ma continuera a vivere nei gesti e nelle parole della nostra prole.

Infine c’e un’altra componente, ovvero quella relazionale: realizzare un frutto che rappresenti la progettualita e l’amore che lega una coppia. Desiderare un bambino diventa parte di un progetto comune che unisce ancora di piu i componenti della relazione. Infatti, troppo spesso accade che si faccia un figlio nella speranza di recuperare un rapporto; tuttavia, se da un lato e vero che lavorare a un progetto comune unisce di piu, non e possibile creare unione solo attraverso un progetto. Quando la relazione di coppia gia funziona da se, il frutto comune diventa una derivazione, un simbolo che rappresenta quel legame ma non e in grado di generarlo ex novo.

Le componenti descritte non sono tutte necessarie o potrebbero essere accompagnate da altre soggette alla variabilita personale; riflettere sul proprio desiderio di maternita o paternita e il primo atto di amore che un potenziale genitore compie nei confronti di una creatura che non esiste ancora e potrebbe “pagare” il prezzo di una scelta azzardata.

Domande frequenti

E’ sbagliato non desiderare figli?

No. Il desiderio e per definizione personale e variabile: come non ci stupiamo che qualcuno desideri una Ferrari e un altro un viaggio, non dovremmo preoccuparci se qualcuno desidera un figlio e un altro no. Non provare quel desiderio non indica di per se qualcosa che “non va”, ma rientra nella naturale variabilita individuale.

Perche mettere in discussione l’idea di avere figli genera senso di colpa?

Perche cresciamo esposti a “super concetti” ripetuti da famiglia, scuola e opinione pubblica, come l’idea che avere un figlio sia una gioia incontenibile o un passaggio obbligato a una certa eta. Quando questi concetti mai messi in discussione vengono messi in dubbio, e frequente percepire un giudizio, spesso a partire dalla famiglia di origine, che si traduce in senso di colpa.

Da dove nasce il desiderio di maternita o paternita?

Nel testo vengono descritte piu componenti: la fedelta a un concetto di “normalita”, la componente biologica del lasciare una traccia oltre la propria esistenza e la componente relazionale, cioe realizzare un frutto dell’amore di coppia. Non tutte sono necessarie e possono combinarsi in modi diversi secondo la variabilita personale.

Fare un figlio puo salvare una relazione di coppia?

No. Lavorare a un progetto comune puo unire, ma un figlio non crea da solo un legame che non esiste gia. Quando la coppia funziona, il figlio diventa un simbolo di quel legame; non e pero in grado di generarlo ex novo, e farlo con questa speranza rischia di essere una scelta azzardata.

Il desiderio di avere figli e personale e variabile come ogni altro desiderio, e non provarlo non e un difetto. Il senso di colpa nasce dai “super concetti” che diamo per scontati fin dall’infanzia. Riconoscere le componenti in gioco, dalla “normalita” alla dimensione biologica e relazionale, e riflettere con liberta e gia il primo atto di responsabilita verso se stessi e verso una possibile futura creatura.
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