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Riconoscersi nel ruolo genitoriale

Riconoscersi nel ruolo genitoriale può inizialmente risultare complicato, ma con una comunicazione costruttiva potrà risultare meno affannoso.

Molte persone faticano a comprendere che genitori non si nasce ma si diventa. Non esiste un genitore ”buono” o un genitore ”cattivo”. Ognuno di noi una volta assunto il ruolo genitoriale crescerà assieme al suo bambino, creando un rapporto di fiducia ed amore.
Tempo stimato di lettura: 2 minuti

Riconoscersi nel ruolo genitoriale

Genitori non si nasce ma si diventa, spesso riconoscersi nel nuovo ruolo può provocare ansia, eccessivo senso di responsabilità ed infine, ma non meno importante, un cambiamento anche nel vivere la coppia.


L’ansia che inizia a crescere

Quando è in arrivo un figlio, iniziamo a chiederci in maniera assidua come cambierà la nostra vita. Saremo capaci di comprendere le sue esigenze?
Sarà sano? Ci apprezzerà?
Tutte domande lecite, ma che spesso prendono il sopravvento nella nostra mente, portandoci a vivere in modo negativo uno dei momenti più belli della nostra vita.

Il senso di responsabilità

Prima di assumere il ruolo genitoriale, solitamente un individuo sa come gestire i suoi bisogni, il suo tempo e come accrescere il benessere nella coppia. Cosa accade quando scopriamo di aspettare un bambino?

Muta il senso di responsabilità. Tendiamo a sentirci sovraccaricati: vorremmo riuscire a dare il meglio di noi senza mai sbagliare, ma quando ci rendiamo conto che ciò è improbabile, iniziamo a devastarci dentro.
Diventeremo responsabili, oltre che di noi stessi, anche di un altro essere vivente.

Il cambiamento nella vita di coppia

Che si stia per diventare mamma o papà, fa ben poca differenza. I cambiamenti li sentiranno entrambi; l’equilibrio consolidato in precedenza subirà inevitabilmente dei mutamenti.
Modifiche radicali di ritmi, di routine ed alterazioni del ritmo sonno-veglia, potranno destabilizzare sia l’individuo che la coppia. Ci domandiamo che piega prenderà il rapporto in futuro e se l’arrivo di un bambino lascerà spazio a momenti intimi.
Certamente, un bambino che nei primi mesi di vita dorme poco ed ha le coliche notturne, è un alimentatore di stress che può avere ricadute sulla qualità del tempo che la coppia passa assieme. Spesso diviene complicato anche solo uscire per compiere un’ incombenza quotidiana, previa anticipata programmazione, oppure possono nascere discussioni sul miglior da farsi per il benessere del bambino, mostrando differenze caratteriali prima sconosciute ai rispettivi partners.
Queste sono solo alcune delle possibili situazioni che possono venire a crearsi.
Ma dobbiamo davvero avere così paura?


Conclusioni

Non esistono ricette preconfezionate che insegnano ad assumere il ruolo genitoriale.
Non esistono genitori giusti o sbagliati.
Per diventarlo non dobbiamo passare un esame che rilascia un attestato; genitori si diventa, con i nostri pregi ed i nostri difetti.

Adottare una comunicazione costruttiva, che riesce a mettere entrambi sullo stesso piano, può avviare verso un confronto sano e con risvolti duraturi. Nessuno dei due deve mettersi su un piedistallo ed irrigidirsi nelle proprie posizioni. Lo scopo adesso è comprendere che le discussioni sono inevitabili e non per forza distruttive. La crescita armonica del bambino deve essere un’ ulteriore meta da raggiungere.
”I genitori non sono i costruttori del bambino, ma i suoi custodi”– così sosteneva Maria Montessori.

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