Psicologia dello Spazio nei Percorsi di Dimagrimento

Nella gestione degli oggetti, dello spazio e degli arredi (come armadi e dispense) si riportano quegli stessi schemi mentali ed emozionali che spesso bloccano la motivazione della persona e l’azione necessaria per andare oltre la zona di sicurezza e raggiungere un peso forma ottimale. Resistenze al lasciar andare gli oggetti perché “non si sa mai”, “può sempre servire”, “è un ricordo”, “è costato dei soldi” . . richiamano ad aspetti psico-emotivi-sensoriali che proiettano nel futuro o nel passato, creando gli stessi malesseri che per analogia si compensano sul cibo e sugli oggetti.
Per questo lavorare solo sul corpo o sulla mente significa fare un lavoro a metà, in quanto la persona in sovrappeso ritornerà a vivere in una casa che le manifesterà la sua precedente identità, remando contro a tutto l’impegno profuso durante il percorso personale.

Se da un lato aumentano i professionisti che facilitano il recupero del benessere della persona, dall’altro la spinta alla produzione e al consumo, fa leva sulla paura della mancanza o su altre insicurezze, per indurre le persone a comprare oggetti o cibo per agganciare a fattori esterni il proprio valore e per tamponare disagi emozionali. Si instaura così un rapporto sbagliato e insano con il cibo e gli oggetti  (oltre che un danno ambientale e sociale).

Spazio e oggetti che contengono i tuoi schemi mentali e emozionali

La comunità medica scientifica da sempre pone l’attenzione sulle gravi ripercussioni che la mala nutrizione ha sulla salute fisica, umorale, emozionale e psichica, dimenticando che l’essere umano vive in un spazio di casa e di lavoro, nei quali ripropone, con un’inefficace gestione e disorganizzazione degli oggetti, gli stessi schemi mentali ed emozionali che propone al corpo con il cibo, perché le cause di accumulo nel corpo sono analoghe a quelle per cui si accumula in casa acquistando o racimolando oggetti.

Il dimagrimento è un percorso di cambiamento personale, come un nuovo lavoro, un lutto, una separazione ecc..  per questo è indispensabile intervenire, oltre che sulla persona, anche sullo spazio in cui essa vive, affinché questo segua lo sviluppo in atto, diversamente lavorando solo sulla persona, la stessa tornerà a vivere in una casa che le ripropone i vecchi schemi di pensiero ed emozioni, vanificando in parte l’impegno profuso e rallentando il raggiungimento degli obiettivi.

Accumulo di oggetti e sovrappeso: cause analoghe 

Sono molteplici le cause che spingono ad acquistare oggetti ben oltre i bisogni funzionali e, in linea generale, esse sono molto affini e analoghe a quelle per le quali si mangia ben oltre le necessità biologiche.

Anche attraverso il rapporto con gli oggetti, cosi come con il cibo, si compensano carenze di valore personale, disistima, paura di farsi trovare impreparati o di sbagliare, sensi di colpa o di vergogna, mancanze affettive, paure per il cambiamento, ansia e disagi impulsivi e altre resistenze o forme di auto-sabotaggio che non permettono di superare la zona di sicurezza creata e di andare avanti nel miglioramento personale.

Il cambiamento fa paura, perché oltre il confine delle proprie convinzioni e abitudini non si sa cosa potrà accadere, viene meno la sicurezza data dal controllo delle situazioni, cose e persone, creando una percezione di vuoto che paralizza. E’ una reazione istintiva necessaria per mantenere la sopravvivenza e il proseguimento della specie, per questo è così difficile lasciare andare abitudini seppur nocive, oggetti o chili superflui e schemi di pensiero depotenzianti.

Decluttering e dimagrimento: le 3 abilità richieste

Rimuovere gli oggetti superflui che non aumentano il benessere, anzi lo riducono, oggetti stipati negli armadi, dispense, librerie, archivi, uffici, garage ecc.. appare un’attività banale, in realtà richiede la capacità di :

  • – compiere delle scelte (prendere decisioni) consapevoli
  • – assegnare valore a cose, persone, situazioni
  • – passare all’azione con fiducia

Queste sono attitudini richieste da qualsiasi percorso di sviluppo personale e dimagrimento soprattutto, per favorire un cambiamento nel “saper essere” e “saper fare”. Per questo motivo serve un professionista preparato a fornire i giusti metodi e approcci. Se rimuovere il superfluo fosse cosi semplice, tutti mangeremmo solo quando c’è lo stimolo della fame biologica e tutti compreremmo oggetti solo quando occorre soddisfare il nostro sostentamento di base e invece non è così. Spesso, si mangia e si compra spinti da dinamiche di cuore e mente, piuttosto che dal bisogno funzionale effettivo.

Libera la tua vita liberando lo spazio che vivi

Le difficoltà interiori ad affrontare il cambiamento si manifestano, spesso inconsapevolmente, anche nella gestione dello spazio di casa o di lavoro e degli oggetti. Le seguenti resistenze a lasciare andare gli oggetti creano un distacco dal momento presente, proiettando i pensieri nel futuro o  bloccandoli nel passato:

  • “Non si sa mai”, “Può sempre servire”, “ Quando calo me lo rimetto”, sono le giustificazioni più gettonate e tamponano la paura della mancanza, la paura di sbagliare, l’ansia per un ipotetico bisogno futuro di fronte al quale si vuole essere preparati. Riempire arredi e stanze è un modo per mettersi un salvagente, la pienezza appare una sicurezza confortevole, finché a lungo andare diventa un peso (come i chili superflui) di cui disfarsi è una gran fatica.

Se davanti a due oggetti non sai quale tenere e quale no, perché “non si sa mai”, “può sempre servire”, come fai a decidere nella tua mente piena di pensieri, quale pensiero tenere e quale no in un momento in cui hai bisogno di migliorare? Accumulare oggetti rende difficile scegliere cosa serve e cosa no, proprio come quando si ha la mente affollata da troppi pensieri.

  • “E ‘un ricordo”, è una resistenza legata alla tua vita e identità vissuta nel passato, in un periodo in cui la percezione del tuo valore era migliore, ma da allora non hai adeguato il tuo valore alla persona che sei oggi. Per questo lasciare andare un oggetto-ricordo (anche se dimenticato o non utilizzato) è doloroso e per molti è come perdere una parte di sé. Significa che non è stata ancora liberata l’emozione ad esso collegata.

Se hai delle difficoltà ad assegnare un valore agli oggetti, come fai a capire qual è il valore da assegnare a te stesso/a  per affrontare certe situazioni? Gli oggetti a cui sono collegati blocchi emotivi non elaborati, rallentano il tuo percorso evolutivo di oggi.

  • E’ costato fatica o denaro”, “E’ sempre stato li”,  “Io nel mio disordine trovo tutto” o ancora “Sono disordinata perché sono creativa”, si collegano a schemi di pensiero troppo rigidi. Cambiare certe tue convinzioni radicate da tempo ti sembra impossibile, ti appare una debolezza perché intaccano i valori della “coerenza” o “credibilità”. Nel cambiamento che la vita richiede, è proprio una mente flessibile quella che sopravvive e rimane coerente al passare del tempo.

Come fai ad agire con fiducia e flessibilità nell’ignoto futuro, se già provi fastidio nel vedere posizionato in modo diverso un oggetto o un arredo perché li ha sempre visti in un certo modo? Come fai ad affrontare cambiamenti più importanti che spesso la vita ti richiede? L’illusione del controllo della realtà,  sperando che vada sempre come tu hai programmato, è uno spreco di energie e si manifesta anche dello spazio, irrigidendo la mente.

Organizzazione degli oggetti e nuove sinapsi mentali

La fase che segue il Decluttering è quella del Riordino Organizzato degli oggetti rimasti e richiede la l’utilizzo di un Metodo Organizzativo e di Strumenti concreti e pratici per preparare liste, elenchi, raggruppamenti, classificazioni, assegnazioni, supporti, scatole, divisori, separatori, etichette ecc… Questo intervento viene eseguito partendo dai due arredi ritenuti i più sensibili per chi è a dieta: l’armadio e la dispensa. Riorganizzare questi spazi allena la mente a creare mappe mentali e concettuali e permette nuove connessioni tra i pensieri. Aggregare gli oggetti, dividerli per categorie omogenee, assegnare loro uno spazio e utilizzare supporti e scatole ecc.. lascia gluire idee e intuizioni, aiuta ad assegnare il giusto peso e valore a cose, persone e situazioni, attivando qualità di Problem Solver. Il Riordino Organizzato degli arredi  durante la dieta migliora la propria auto-efficacia e auto-stima.

Conclusioni

Comprendi bene ora come la cura dello spazio diventa cura di te stesso: l’ambiente suscita una risposta biochimica nel corpo e contiene i tuoi schemi mentali ed emozionali. Migliorare la qualità ambientale di casa e di lavoro favorisce il benessere e il cambiamento della persona che sta affrontando una dieta o un cambiamento nella sua vita.

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