Che volto ha la musica?
Ascoltare musica rientra nel patrimonio dei semi-automatismi che mettiamo in atto quotidianamente, quasi senza accorgercene. Eppure, oltrepassando i gusti personali, la scienza ci rivela che ogni genere musicale e’ in grado di produrre effetti profondi sulla nostra mente, proprio come farebbe un amico dalla forte tempra, seppur invisibile.
La musica rimane infatti qualcosa di impalpabile, difficile da racchiudere in una definizione univoca ed enciclopedica. Ogni definizione e’ in un certo senso relativa e arbitraria, dal momento che il “musicale” coincide con il “sonoro” costruito e riconosciuto da una determinata cultura. Come sostiene il musicologo Jeremy Montagu, l’ingrediente che accomuna tutto cio’ che oggi consideriamo musica e’ “il suono che trasmette emozioni”, proprio come la cantilena di una mamma che vuole rasserenare il suo bambino.
La coppia vincente: musica ed emozione al cinema
Musica ed emozione rappresentano un binomio solido, da anni oggetto di numerosi studi nel campo delle neuroscienze. Diversi ricercatori hanno dimostrato che la musica e’ capace di innescare emozioni nell’essere umano, e questo meccanismo si rivela utile in molti contesti, anche nel cinema.
Quante volte ci e’ capitato di ricordare con enfasi alcune scene di un film amato? Da cosa e’ stato marcato il ricordo di quel bacio, di quell’abbraccio o di quel gesto spietato? La risposta risiede spesso proprio nella colonna sonora che ha fatto da sfondo a quei momenti.
La musica occupa nel cinema un posto di rilievo grazie ad alcune qualita’ strutturali, semantiche e pragmatiche che le sono proprie. Nei processi ricettivi coinvolge, oltre al sistema uditivo, anche il sistema somato-sensitivo: possiede un potere trasformativo perche’ produce effetti fisiologici ed emozionali, che le garantiscono un notevole potere impressivo. Essendo inoltre un linguaggio di natura simbolica, agisce sull’uomo in modo piu’ immediato e pre-consapevole.
Come la colonna sonora guida l’attenzione
Oltre al suo impatto emotivo, Lipscomb e Tolchinsky (2005) hanno proposto un elenco di modalita’ attraverso cui la colonna sonora di un film puo’ favorire la predisposizione e l’orientamento cognitivo dello spettatore. La musica puo’ elicitare un determinato stato d’animo generale, suggerire una riflessione sui pensieri e sui sentimenti di un personaggio, marcare la struttura narrativa della storia. In altre parole, guida silenziosamente l’attenzione di chi guarda.
Come la musica guida la morale
Recentemente Jochen Steffens (2020) ha realizzato uno studio con lo scopo di indagare una possibile influenza della musica sui giudizi morali nel contesto cinematografico, cioe’ nella fase di ricezione di un film. L’idea di partenza e’ semplice quanto affascinante: cosa accade quando una stessa scena, moralmente ambigua, viene accompagnata da musiche diverse?
Nell’esperimento sono state selezionate brevi clip di film sulla base della natura controversa delle azioni dei protagonisti, come se quelle scene fossero velate da una sorta di ambiguita’. Una pellicola racconta di una coppia di anziani il cui amore viene messo alla prova da un ictus che colpisce la donna. Paralizzata, ella e’ condannata a una sofferenza progressiva e a una condizione di non autosufficienza, tanto da desiderare la morte per trovare pace. Il regista si addentra cosi’ nel campo delicatissimo dell’eutanasia e della sua valutazione morale.
L’estratto mostra la scena in cui il marito lascia andare per sempre la moglie, “redimendola” dalla sofferenza. La stessa scena e’ stata proposta a due gruppi di spettatori con due musiche differenti: una capace di evocare rabbia, inducendo a interpretare la scena come aggressiva e a condannare moralmente l’uomo; l’altra capace di suscitare emozioni positive, spostando il focus sui sentimenti di amore, tenerezza e compassione del marito, associati a un atto di redenzione.
Le conclusioni della ricerca suggeriscono che la musica induce un’emozione che a sua volta condiziona il modo di percepire un’azione, valutandola come moralmente corretta oppure no. La musica, quindi, condiziona in parte il giudizio morale.
Domande frequenti
La musica puo’ davvero cambiare un giudizio morale?
Secondo lo studio di Steffens (2020), si’, almeno in parte. La musica induce un’emozione che influenza il modo in cui percepiamo un’azione ambigua. La stessa scena puo’ apparire aggressiva o compassionevole a seconda della colonna sonora che la accompagna, spostando cosi’ il giudizio morale dello spettatore.
Perche’ la musica ha un impatto cosi’ forte sulle emozioni?
Perche’ nei processi ricettivi coinvolge non solo il sistema uditivo ma anche quello somato-sensitivo, producendo effetti fisiologici ed emozionali. Essendo inoltre un linguaggio simbolico, agisce in modo immediato e pre-consapevole, spesso prima che ne siamo pienamente consapevoli.
Che ruolo ha la colonna sonora in un film?
La colonna sonora orienta emotivamente e cognitivamente lo spettatore. Come indicano Lipscomb e Tolchinsky (2005), puo’ elicitare uno stato d’animo, suggerire i pensieri di un personaggio e marcare la struttura narrativa, guidando l’attenzione e rafforzando il ricordo delle scene.
Esiste una definizione univoca di musica?
No. Ogni definizione e’ relativa e arbitraria, perche’ il “musicale” coincide con il “sonoro” riconosciuto da una determinata cultura. L’elemento comune, secondo il musicologo Jeremy Montagu, e’ che la musica e’ “il suono che trasmette emozioni”.
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