Parlare di sessualità ai figli

Fra domande, tabù

Parlare con bambini e ragazzi è molto importante, come lo è imparare ad ascoltare le loro domande e dare risposte chiare ed esaustive. Non rimandiamo le risposte, se non sappiamo cosa rispondere, ma cerchiamo di creare un momento di confronto che sia per loro anche uno spazio di serenità. Verifichiamo cosa sanno i nostri figli e guidiamoli nel loro percorso di conoscenza.

A che età bisogna parlarne?

Iniziamo col dire che non c’è un momento o un’età giusta in cui è più indicato affrontare l’argomento; bisognerebbe parlarne a tutte le età, dall’asilo e per tutto il percorso di crescita, facendo in modo di adattarci alle esigenze che i differenti stadi del loro sviluppo richiedono. Perché è cosi importante parlare di sessualità? Prima di tutto, ci permette di aprire con i figli un confronto sereno su tematiche che possono essere vissute in maniera distorta ad alcune età. Oggi tutti i bambini e i ragazzi hanno facilissimo accesso a contenuti sessuali, partendo dalla televisione, che propone ormai una spettacolarizzazione del sesso e del corpo della donna, finendo poi ai contenuti pornografici di qualsiasi tipo, in cui i ragazzi sfogano ogni curiosità. Parlare con loro significa dar loro la possibilità di aprire un dialogo, di non creare un clima di imbarazzo e di disagio quando si toccano i temi legati al sesso.

Non facciamolo diventare un tabù!

Non bisogna bloccare la curiosità dei bambini, ma al contrario bisogna accogliere le loro domande e dar loro dei rimandi costruttivi, normalizzando i temi che vengono portati. Ancora oggi purtroppo la sfera della sessualità rappresenta un tabù in alcune famiglie, che tendono a far diventare il sesso e tutto ciò che lo circonda una zona rossa che non può essere esplorata; o meglio, si può, ma non se ne deve parlare. Questo crea confusione nei bambini, che vedendo nei loro genitori un atteggiamento difensivo e tendente alla chiusura, arrivano alla conclusione che parlare di sesso e far domande a riguardo sia una cosa brutta e che non si fa. Inevitabilmente tenderanno a chiudersi a loro volta e ad evitare qualsiasi tipo di confronto con il padre o la madre su questo argomento, affidandosi invece ad altre “guide”, come gli amici più grandi che hanno già fatto esperienze, o internet, nella maggior parte dei casi.

Non basta l’educazione sessuale a scuola?

Molte famiglie si affidano al fatto che nelle scuole è prevista (se è prevista), l’educazione sessuale. Anche qui incontriamo dei punti critici. Chi ha avuto l’occasione di prender parte a questi incontri di educazione sessuale, alle medie o alle superiori, può facilmente rendersi conto che queste ore solitamente sono strutturate così: viene invitata una figura esterna, solitamente un’ostetrica o una ginecologa, che svolgerà il suo intervento illustrando, con tanto di diapositive, com’è fatto l’apparato genitale femminile, quello maschile, quali sono i metodi contraccettivi e quali le conseguenze in cui incappiamo se non vengono usati. Praticamente una lezione di anatomia. A cosa serve raccontare ai ragazzi com’è fatto un utero, che sta li nel ventre e non lo vedranno mai? A cosa serve dir loro per l’ennesima volta che se non usano il preservativo, potrebbero prendere l’HIV? E’ mai servito dire a un quindicenne di smettere di fumare per evitare un possibile tumore ai polmoni?

Ecco, l’educazione sessuale dovrebbe essere strutturata per i ragazzi, con i ragazzi. Dovrebbe soddisfare le loro curiosità, le loro inquietudini e le loro esigenze. Dovrebbe essere puntata non solo alla promozione di metodi contraccettivi, ma anche a sottolineare l’importanza di saper dire di no, di saper ascoltare il proprio corpo e conoscerlo a fondo, di rispettare se stessi e gli altri in ogni contesto, soprattutto in quello sessuale, dove i limiti a volte sono poco visibili.

Siate la guida dei vostri figli

Proprio per questi motivi, dovrebbero essere i genitori a dare insegnamenti ai figli, i genitori perché sono gli adulti che si prendono cura di loro, che li conoscono a fondo, che conoscono i loro timori, le loro curiosità; per questo i figli dovrebbero sempre sentirsi legittimati a fare domande, di ogni tipo e su ogni cosa, ma questo avviene se sono gli adulti a dar loro modo di fidarsi e di sentirsi accolti.

Iscriviti allaNewsletter

Iscriviti allaNewsletter

E ricevi nella tua casella di posta le nostre novità, ancora fresche di stampa!

Fantastico! Iscrizione effettuata!

Pin It on Pinterest

Share This