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Paralisi Cerebrale Infantile

Tipologia del disturbo, caratteristiche associate e topografia

La neuropsicologia dello sviluppo si propone di diagnosticare e valutare alcuni disturbi importanti, uno di questi è la paralisi cerebrale infantile (PCI)
Tempo stimato di lettura: 2 minuti

La paralisi cerebrale infantile può essere di tipo spastica (80%) quando i muscoli sono stretti e rigidi a causa di un danno alla corteccia prefrontale, si parla di discinesia (6%) quando il danno è a livello dei gangli della base e si riscontrano movimenti involontari, oppure trattasi di atassia qualora i movimenti sono traballanti e è danneggiato il cervelletto. Per quanto riguarda la topografia del disturbo si osserva diplegia, emiplegia bilaterale con entrambi gli arti inferiori paralizzati, emiplegia con la parte corporea controlaterale all’emissione cerebrale danneggiato paralizzata, quadriplegia con tutti gli arti in paralisi. Sono associati alla PCI diverse altre patologie; disartria, dislalia, ritardo cognitivo, problemi psichiatrici ed epilessia. È importante la classificazione della funzione grosso motoria (GMFCS: global motor function classification scale), per cui ci sono cinque livelli di funzionamento; in ordine crescente di gravità troviamo al primo livello l’assenza di ausili per deambulare, al secondo ausili necessari solo in ambienti esterni, al terzo ausili sempre necessari, al quarto oltre gli ausili serve un aiuto esterno sia da eretto che da seduto, al quinto invece la mobilità è pressoché compromessa. E’ altresì fondamentale la valutazione fino motoria (LMFCS: local motor function classification scale) con al primo livello di gravità (minore gravità) i soggetti manipolano efficacemente gli oggetti senza aiuti esterni, al secondo livello la manipolazione si fa lievemente più difficoltosa ma resta discreta, al terzo livello si debbono costruire scenari contestuali ad hoc per facilitare la prensione e la manipolazione di oggetti semplici da maneggiare, al quarto livello si notano difficoltà anche con oggetti semplici e serve assistenza continua, all’ultimo livello l’abilità di manipolazione non è presente. Un’ altra scala significativa da somministrare è la scala di comunicazione, anch’essa con cinque livelli di gravità crescente: primo livello con abilità nel dialogare con partner conosciuti e sconosciuti, secondo livello ritmo più lento ma comunque rimane tale la comunicazione del primo livello, al terzo livello la comunicazione è efficace solo con partner conosciuti, al quarto livello si riscontra difficoltà anche con i conosciuti e al quinto non si riesce a comunicare efficacemente. La paralisi cerebrale infantile è per lo più sottoforma di quadriplegia ma per chi soffre di emiplegia o diplegia con adeguate cure da parte di psicomotricisti e psicologi si ha spesso un discreto recupero funzionale.

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