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L’equilibrio nei bipolari

Vivere una vita intera fra dei alti e bassi? Soffrire costantemente di fragilità psichiche e non sapere come assicurarsi un equilibrio di lungo corso? Queste sono alcune delle domande con le quali una persona affetta da disturbo bipolare deve fare i conti. Il numero dei soggetti ai quali è stata fatta una diagnosi di disturbo bipolare è in continuo aumento, ed è stato stimato che il disturbo arrivi a toccare il 10% della popolazione mondiale. Per questo motivo, ho scelto di dedicare un articolo intero al tema dell’equilibrio nei bipolari. Per avere un quadro completo del disturbo bipolare, vi invito a leggere i miei precedenti articoli, sempre su Il giornale di psicologia.it.

Prima domanda, è come si fa a vivere con dei alti e bassi per una esistenza intera?

Di sicuro, non si tratta di un compito facile e vivere una vita fatta di estremi umorali può diventare davvero faticoso. Per questo motivo, il primo consiglio che mi sento di dare per trovare un equilibrio di lungo corso, da bipolare, è quello di lavorare sull’amor proprio. Partire, anche attraverso un lavoro psicanalitico, sul rafforzamento del proprio Io è fondamentale in quanto, spesso, le crisi del bipolare vanno a minare in maniera preponderante la stabilità di chi li vive e la percezione individuale di se stessi. Per cui, talvolta, si deve proprio partire di un lavoro approfondito sull’autostima e sulla percezione che il soggetto ha di se stesso.

In secondo luogo, avendo il soggetto bipolare già delle forte sollecitazioni interne, è davvero fondamentale acquisire uno stile di vita sano e molto regolare (mangiare bene, non bere alcolici, fare sport regolarmente e via discorrendo). Ricordiamoci, che un corpo sano si accompagna quasi sempre a una mente sana.

E’ anche di rilievo vivere in un contesto sano, intendo anche con delle frequentazioni che non vadano a minare il soggetto bipolare (vedi relazioni tossiche). Intessere delle relazioni positive diventa anche quello un ingrediente essenziale per la ricetta di una vita equilibrata e felice. In sintesi, per il bipolare, diventa critico una volta raggiunto un equilibrio evitare di entrare in zone che possano far precipitare il soggetto verso la depressione o verso, al contrario, una fase maniacale. Pertanto, una volta che avrete trovato un equilibrio “eutimico” vi consiglio vivamente di tenervelo ben saldo, allontanando fonti di stress psichico e fisico. Infine, sono convinta che il lavoro, una occupazione mentale significativa, sia un passo determinante per il bipolare che, spesso, è un soggetto mentale iperattivo. Lavorare contribuisce in maniera preponderante al benessere del soggetto, almeno stante alla mia personale esperienza.

 

Seconda domanda: come si fa ad uscire dagli estremi della depressione e della fase maniacale? Come si fa a stabilizzare la condizione del bipolare?

Per la stabilizzazione del soggetto un supporto farmacologico diventa essenziale, specialmente se siete dei bipolari di tipo 1 (quello più severo). Pertanto, oltre al lavoro di terapia psicologica che può anche diventare una chiave di volta della vostra esistenza, un punto fermo verso il quale tornare quando vi sentite in crisi, vi consiglio vivamente di entrare in contatto con un medico psichiatrico. I farmaci non sono una soluzione miracolosa, ma hanno il grosso beneficio di consentire di vivere una vita più stabile.

Ho già parlato diffusamente delle fasi depressive e maniacali che caratterizzano il disturbo nei miei precedenti articoli. Per cui, oggi, vi darò alcuni suggerimenti per uscire da questi estremi. La fase depressiva è molto subdola perché agisce in sordina e depotenzia la persona nell’animo, quella maniacale è molto pericolosa perché si rischia la vita. Diventa allora di primaria importanza evitare le due fasi contrapposte rimanendo ancorati alla fase della stabilità il più a lungo possibile.

In altri termini, diventa necessario evitare come la peste le sollecitazioni che possono spingervi verso i due estremi. Il soggetto bipolare deve amarsi per garantire che la sua stabilità venga posta sempre al primo posto. Per uscire dalla depressione, consiglio la terapia psicologica e tantissima attività fisica (entrano in corpo le endorfine), per uscire dalla crisi maniacale, consiglio un ricovero o un riposo forzato a casa (sotto tutela di una persona cara). La depressione può durare anche mesi, anni, e può essere molto insidiosa (ricordiamo lo spaventoso tasso di suicidi nei bipolari), mentre la crisi maniacale di solito è intensa come uno tsunami, ma di breve durata. Tanto più la vostra fase maniacale sarà intensa, tanto più la depressione potrebbe essere severa. Da cui, la rilevanza strategica della zona di eutimia, vale a dire la zona della stabilizzazione del tono dell’umore. Concludo, augurandovi di trovare la vostra zona di equilibrio il più presto possibile.

Vi invito a leggere il mio libro, Tutti pazzi per il mio lato bipolare, edito Dissensi. Buona fortuna, Solange Distefano Pozzuoli

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