Definizione di ipnosi
L’ipnosi e una pratica antica tanto quanto lo sono i tentativi dell’essere umano di curare i propri simili. Se ne trova testimonianza nei veda induisti e nei testi magici dell’antico Egitto e, tra gli altri, presso gli antichi Cinesi, Ebrei, Tibetani e Persiani, ed anche in Australia e presso i popoli nativi americani. Ci sono diverse definizioni di ipnosi, derivanti dalle numerose scuole di pensiero che, dalle teorie piu arcaiche fino ai giorni nostri, ricorrono nel dibattito sull’ipnosi.
Il fenomeno chiave su cui ruota tutto cio che viene catalogato come ipnosi e la trance. La trance indica qualsiasi stato di concentrazione in se stessi, dalla piu leggera e inavvertita distrazione fino al completo assorbimento in qualche forma di allucinazione. Penso di conseguenza, in questa sede, a uno stato di estrema concentrazione nella creazione di un’opera, prima magari pensata ed in seguito realizzata.
Secondo il paradigma teorico che seguiamo nella nostra Scuola, Istituto “Franco Granone” Centro Italiano di Ipnosi Clinico Sperimentale, l’ipnosi e uno stato di coscienza modificato, fisiologico e dinamico, esattamente come lo stato di veglia, di sonno e di sogno, dove e tipica la prevalenza della rappresentazione mentale sulla percezione sensoriale.
Accade cioe che, nello stato di trance, la persona traduca il pensiero in atto. In ipnosi siamo quello che pensiamo, perche quello che pensiamo tende a tradursi in azione o tende a divenire realta.
Andando nella direzione della teoria di Wallace Graham, che vede il processo creativo suddiviso in fasi, preparazione, incubazione, insight, verifiche (Graham, 1926). Quando l’idea e una, una sola e circoscritta, si parla volentieri di monoideismo plastico (Perussia, 2013). Il monoideismo plastico e una sola idea del presente che riverbera, per cosi dire, sul piano psicosomatico.
Mi chiedo quindi: nel percorso che porta alla realizzazione di un’opera, come arriva l’ispirazione, se possiamo definirla cosi, attraverso uno stato tormentato, inteso come umore, oppure uno stato piu quieto e tranquillo?
Nello studio di un’artista
Che cosa guida l’artista nel creare? Possiamo ipotizzare che, a un certo punto, un germoglio prenda sempre piu consistenza nella mente e, man mano diventando un’immagine, un’immagine talmente potente da sembrare reale e pertanto plastica, sia capace di produrre effetti fisici e psichici. Nel campo della clinica questo fenomeno verra impiegato per raggiungere delle modificazioni psichiche o fisiche, a scopo terapeutico, mentre nel campo dell’arte evidentemente si dovra passare dall’intenzione alla realizzazione.
Ci sono artisti che, partendo da una metodologia espressiva, nel corso della loro carriera passano ad altri strumenti, a volte anche completamente diversi. Ora, se in campo prettamente clinico e di cura il rapport, ovvero il rapporto che si viene a creare tra colui che ipnotizza e colui che viene ipnotizzato, e imprescindibile per il raggiungimento degli obiettivi che ci si prefigge, possiamo affermare che in campo artistico si venga a creare fra soggetto (artista) e l’altro (imparare a maneggiare un altro mezzo di espressione) un’interazione che dovra per forza favorire un processo per condurlo, come sopra, a un obiettivo prefissato, ovvero ad esempio sono capace di disegnare?
Siamo di fronte a due realta solo apparentemente distanti
Il parallelo, in questo passaggio, con l’induzione ipnotica e piuttosto ricco di significati. Un appunto: l’induzione ipnotica e la procedura con la quale un ipnologo conduce una persona in ipnosi. E’ importante, pensando ai meccanismi d’azione principali dell’ipnosi, imparare a maneggiare i singoli strumenti che stanno alla base dei meccanismi, scomponendoli in sequenze induttive efficaci.
Quindi se da una parte per un artista e fondamentale conoscere a fondo, passaggio dopo passaggio, la tecnica espressiva che sta utilizzando o sperimentando, dall’altra e importante conoscere una procedura induttiva ben codificata, composta di passaggi sequenziali molto chiari. Il lavoro puo percorrere questa strada, puo andare in questa direzione? Ossia regge un parallelo fra l’azione di un artista e l’agire di un ipnologo? Questa domanda risulta effettivamente un po’ troppo approssimativa, pertanto cerco di inquadrare meglio il campo.
Come la nostra mente e organizzata per permettere lo stato ipnotico
E’ opportuno fare un passo indietro per poter proseguire. La nostra mente e organizzata secondo 3 aree di attivita: area critica, area logica, area immaginativa. Se un’area necessita di molta energia per uno scopo, inevitabilmente la sottrarra alle altre, facendole diminuire di potenza. Pensando al fenomeno ipnotico, al processo dell’ipnosi, l’area critica filtra la realta, la verifica e da il benestare all’ingresso delle suggestioni, proteggendo l’individuo con la sua diffidenza e proprio per questo rappresenta il principale ostacolo all’induzione ipnotica e quindi alla realizzazione della monoidea. L’area logica gestisce le attivita ordinarie, comprende, ragiona, progetta, ricorda e gestisce il normale stato di coscienza. Infine l’area immaginativa crea immagini, fantastica, gestisce le emozioni e i bisogni.
Se siamo d’accordo che, per generare un monoideismo plastico nella genesi di un’opera, dobbiamo inevitabilmente sottrarre energia mentale dalle altre aree per indirizzarla esclusivamente su quella immaginativa, e pensabile che nell’attivita di un artista questi si possa trovare, a un certo punto, ad avere una ridotta capacita razionale e fisica, il tutto al servizio del lavoro creativo?
Un altro concetto piuttosto importante legato al monoideismo e il tema del controllo. Ovvero, come puo la parte immaginativa avere il sopravvento sulla parte logica per dare potenza alle immagini? L’immagine potrebbe diventare cosi potente da sembrare reale quando il bisogno, il desiderio e l’aspettativa sono fortissimi.
Anche situazioni in cui siamo fuori controllo possono generare immagini potenti e realistiche. Faccio un esempio: la crisi di panico. In questa circostanza un’idea nasce spontanea nella parte immaginativa della mente e non viene filtrata dalla parte critica; quindi un’immagine, pur non supportata da dati di realta, diventa cosi potente da sembrare reale e generare in questo modo incredibili effetti a livello psichico e fisico, fino a produrre un’evidente sintomatologia (Regaldo, 2015).
Conclusioni
Concludendo questa esposizione di obiettivi, giusto per dare forma al lavoro, il monoideismo plastico sta alla base di quasi tutte le applicazioni che dell’ipnosi si hanno, quindi, come principio di questa trattazione, anche in campo artistico. I fenomeni generati dal monoideismo plastico possono modificare o potenziare le abilita di una persona. Per il momento pensiamo che l’ideoplasia possa essere espressa con potenza variabile a seconda della circostanza nella quale ci si trova, ma soprattutto a seconda del soggetto che sta sperimentando il fenomeno.
E’ possibile pensare a un lavoro dove, attraverso un percorso di induzione che porta alla trance ipnotica, si possa, attraverso delle suggestioni, attingere a una fonte interiore di ispirazione? Durante questo stato si puo immaginare un lavoro di tipo creativo, dove attraverso le suggestioni suggerite le intense emozioni che si creano portino a un atto creativo. Cio che nasce potrebbe essere il prodotto dell’emozione, rielaborata attraverso l’induzione ipnotica.
Domande frequenti
Che cos’e la trance in ipnosi?
La trance e il fenomeno chiave dell’ipnosi e indica qualsiasi stato di concentrazione in se stessi, dalla piu leggera distrazione fino al completo assorbimento in una forma di allucinazione. Secondo il paradigma dell’Istituto “Franco Granone”, corrisponde a uno stato di coscienza modificato, fisiologico e dinamico, in cui prevale la rappresentazione mentale sulla percezione sensoriale.
Che cos’e il monoideismo plastico?
E’ una sola idea del presente, unica e circoscritta, che riverbera sul piano psicosomatico. Concentrando l’energia mentale su un’unica immagine, questa puo diventare talmente potente da sembrare reale e produrre effetti fisici e psichici. Il monoideismo plastico sta alla base di quasi tutte le applicazioni dell’ipnosi.
In che modo l’ipnosi si collega alla creazione artistica?
Nel testo si propone un parallelo tra l’induzione ipnotica e il processo creativo: come l’ipnologo scompone l’induzione in sequenze codificate, l’artista padroneggia passaggio dopo passaggio la propria tecnica espressiva. In entrambi i casi l’immagine mentale, resa potente, guida dall’intenzione alla realizzazione.
Come sono organizzate le tre aree della mente nel modello descritto?
Il modello distingue area critica, area logica e area immaginativa. L’area critica filtra la realta e frena l’ingresso delle suggestioni; l’area logica gestisce ragionamento, progettazione e memoria; l’area immaginativa crea immagini ed emozioni. Poiche l’energia si sposta da un’area all’altra, potenziare l’immaginazione riduce temporaneamente le altre funzioni.
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