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INDAGINE SULL’INVIDIA E IL BULLISMO

Giornaledipsicologia.it

L'invidia e il bullismo nella scuola secondaria

L’invidia può essere la causa del bullismo lo dichiarano i ragazzi di una scuola secondaria superiore del Piemonte
Tempo stimato di lettura: 5 minuti

Ho somministrato ad un campione di 63 studenti un questionario anonimo con 20 domande nelle classi I, II, IV e V. Prima di cominciare a compilare il questionario i ragazzi hanno ascoltato una breve presentazione sulle due problematiche oggetto di ricerca: il bullismo e l’invidia. Ho spiegato agli studenti, che facevano parte del campione analizzato, come nasce l’invidia, un emozione negativa che appare all’improvviso in seguito ad un confronto con l’altro. Tale stato d’animo è molto diffuso in questi ultimi tempi. L’invidia è un emozione nascosta e forte che invade la vita dell’essere umano senza che lui stesso se ne accorga, un male insidioso che incattivisce l’uomo portandolo a compiere azioni sbagliate contro il soggetto invidiato. Si può provare invidia per un oggetto, un tratto della personalità, per la famiglia, per gli amici e per il fidanzato dell’altro. Il bullismo è anche un fenomeno molto diffuso nella nostra società, ed è ormai conosciuto da tutti i ragazzi e i bambini, ma ancora in atto nelle scuole e fuori. Il bullo prende di mira il soggetto più debole e diverso, colui che in qualche modo riesce ad attirare la sua attenzione a causa di qualche fragilità, ma non solo. Il soggetto vittima di bullismo può essere anche invidiato dal bullo e odiato perché ha qualcosa di diverso (per es. può essere il più bravo della classe). I dati del questionario mi hanno permesso di comprendere meglio il problema dell’invidia tra gli adolescenti, la sua manifestazione e la percentuale di bullismo nella scuola. Il 71% degli studenti delle scuole del Piemonte pensano che gli altri siano più fortunati di loro, mentre il 27% no e l’1,6% non ha risposto. Il 63,5 % dichiara che esistono delle persone più fortunate di altri, ma che non lo meritano.
Il 24% degli studenti dichiara di aver commentato un’azione o un lavoro di un’altra persona in modo negativo per affermare se stesso. Il 13% sostiene di aver denigrato gli altri ma di essersi accorto di aver sbagliato, mentre solo il 6% del totale dichiara di aver denigrato gli altri perché pensava che non meritassero ciò che avevano o per alcuni loro aspetti specifici. Sappiamo che la denigrazione e la squalifica dell’altro sono comportamenti molto diffusi tra le persone invidiose ma anche nelle dinamiche bullo-vittima. L’umiliazione serve al soggetto turbato dall’invidia per affermare se stesso ed è un indicatore importante di questa emozione, ma in queste classi sembra che gli studenti riescano a inibire tali stati d’animo. Spesso, le loro reazioni si manifestano con il furto e con il vandalismo , in alcuni casi integrati in atti di bullismo. Il 24% degli studenti dichiara di aver rubato e rovinato un oggetto che non gli apparteneva, il 14% sostiene di avere spesso il desiderio di rubare, l’8% afferma di averlo molto spesso, per fortuna il 78% dichiara di non avere mai questo desiderio.
Alla domanda hai mai desiderato degli oggetti altrui? L’84% afferma di si. Da questo risultato emerge che gli studenti da una parte si lasciano contagiare dalle mode e dai desideri trasmessi dalla società dei consumi, dall’altra molto spesso trasferiscono sull’oggetto molte delle qualità della persona che lo possiede.
Tale dato è confermato dal fatto che il 70% dei ragazzi dichiara di avere degli amici invidiosi per il 44% dei casi di alcuni aspetti della personalità, per il 19% di un oggetto, per il 19% della bellezza,per 14% dell’abbigliamento, per il 10% della famiglia, per il 31% delle amicizie e per il 11% del fidanzato.
Io penso che il furto dell’oggetto o l’appropriazione momentanea siano proprio da collegare al desiderio di impossessarsi di alcune qualità dell’altro che i ragazzi non riescono ad avere. Infatti, la maggior parte di loro dichiara di invidiare alcune caratteristiche della personalità degli altri come l’estroversione, la socievolezza e l’ottimismo. In ogni modo, il desiderio dell’oggetto dell’altro può essere legato anche alle condizioni economiche, a volte cosi gravi da favorire un atteggiamento deviante.
Uno dei dati più allarmanti dell’intera indagine è il seguente: Il 46% degli studenti pensano che ci siano delle ragioni che giustificano il furto! Uno di loro ha scritto che il furto a volte si può giustificare, dipende dalle situazioni. La maggior parte dei ragazzi però non considera il furto come una punizione nei confronti del ragazzo più ricco, ma semplicemente un momento in cui lo studente a causa del suo incessante desiderio dell’oggetto dettato dall’invidia o da altri motivazioni decide di prenderlo senza pensare alle conseguenze. Infatti, solo l’1,6% dichiara di voler punire le persone più ricche. Inoltre, alla domanda: Di fronte ad un uomo di successo , cosa provi? Il 9,5% risponde di provare un sentimento avverso ma di non averlo espresso, il 76% di pensare di essere fortunato di averlo conosciuto e il 5% di essersi arrabbiati perché non era come loro. L’invidia viene manifestata e sentita solo da una parte del campione, mentre l’altra parte anche se prova il desiderio di possedere ciò che ha l’altro non soffre per questo. In altre occasioni gli studenti hanno dichiarato di tenere nascosta la propria invidia di fronte a persone di successo, infatti il 63% di loro dichiara di non provare nulla, il 17,46% afferma di sentire la mancanza dell’oggetto, il 14,2% dichiara, invece, di sentirsi mortificato, il 63% degli studenti dichiara di non provare nulla.
Alla domanda: Hai mai ascoltato all’interno della tua famiglia commenti che nascondevano invidia per un aspetto della personalità dell’altro o per una proprietà? Il 33% degli studenti ha dichiarato di si, questo vuol dire che le famiglie non sono ancora in grado di contenere i propri giudizi e la voglia di commentare negativamente le azioni degli altri di fronte ai figli.
I commenti invidiosi all’interno della famiglia possono generare abitudini sbagliate, essa svolge un ruolo fondamentale durante lo sviluppo del bambino e per questo è importante educarlo sin da piccolo a stimare e ad amare gli altri. Esistono genitori invidiosi che passano la maggior parte del tempo a parlare con i parenti delle fortune altrui, senza valutare la fatica che essi hanno fatto per raggiungere questi obiettivi. Se i bambini ascoltano questi ragionamenti si abituano a parlare male degli altri e agiscono con superficialità e leggerezza.
Il 32% degli studenti dichiara di essere invidioso delle ragazze, mentre il 16% dichiara di essere invidioso dei ragazzi, il 16% di entrambi e il 35% di nessuno.
Il fenomeno del bullismo è abbastanza esteso, il 65% degli studenti dichiara di essere stato vittima di bullismo e solo il 9,5% sostiene di essere stato l’artefice di atti di bullismo. Su 41 soggetti che hanno dichiarato di essere stati vittime di bullismo il 73% sostiene di essere stato preso in giro, il 34% che sono state messe in giro storie, il 15% ha subito offese per la provenienza geografica, il 12% ha subito minacce, il 10% furti , il 7% ha subito violenza fisica e il 5% danni alle cose. Per il 41,46% degli studenti il bullo era della classe, per il 41,46 % della scuola e per l’17% esterno alla scuola. Il 75% dei ragazzi che hanno subito furti dichiara che potrebbero essere stati causati dall’invidia e anche il 34% dei 41 ragazzi che sono stati vittime di bullismo dichiarano che tali atti potrebbero essere stati causati dall’invidia.

Al termine del questionario, ho realizzato un momento di formazione complementare a quello iniziale sull’invidia, in cui ho spiegato agli studenti che cosa devono fare se si sentono assaliti dal morso dell’invidia. Per prima cosa, devono cercare di convertire questa emozione in emulazione e stima, mettendola fuori e dichiarando apertamente la propria ammirazione per il compagno o per quello che possiede. In secondo luogo, la conoscenza dell’altro e l’amore devono superare sempre il desiderio di prevaricare l’altro. Alla prossima!!

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