“Fratellino/sorellina: SOS gelosia”

È davvero possibile evitare che il nuovo arrivato/a non scateni la reazione del primo figlio?

Molto spesso i genitori fanno del loro meglio al fine di rendere più “indolore” possibile l’arrivo di un fratellino o una sorellina. Nonostante gli sforzi sembra proprio impossibile evitare che il figlioletto più grande non abbia reazioni di gelosia nei confronti del nuovo arrivato. La maggioranza di noi cerca di fare tutto “in ugual misura”, impegnandosi a riservare le stesse attenzioni/regali/punizioni; tuttavia, nonostante gli sforzi, difficilmente si ottiene il risultato sperato…Come mai?

La percezione del mondo nel bambino

In infanzia, come si apprende dal lavoro di molti studiosi, c’è un’immaturità del pensiero astratto: le attività mentali del bambino sono concentrate su cose concrete e riferite al proprio sé, come appunto i propri bisogni. Si può pensare a tale condizione come una fase funzionale che permette al piccolo di concentrarsi sul difficile compito di costruzione della propria identità. Di conseguenza il bambino, nei primi anni di vita, ha una visione egocentrica del mondo: interpreta tutto ciò che accade in relazione ai suoi bisogni e si sente unico e speciale per i propri genitori.   Il dover dividere tutto questo a metà, non sarà mai un’esperienza piacevole.
Ecco come mai la strategia di “trattare in uguale misura” non allevia la gelosia del primogenito. Del resto ci potremmo fare una semplice domanda: a noi piacerebbe essere trattati in modo “SPECIALE” o “COME GLI ALTRI”? Ovviamente, se già un adulto vorrebbe sentirsi speciale e unico, figuriamoci un bambino con il suo naturale egocentrismo.

Metodo “riduzione delle differenze” vs “esaltazione delle differenze”

Molte donne sperimentano già nella seconda gravidanza delle differenze rispetto alla loro prima esperienza. Questo significa che ancor prima di venire al mondo, ogni singolo individuo si comporta come “essere unico e irripetibile”; differenze di temperamento, oltre che fisiche caratterizzano ogni bambino e lo rendono speciale. I bambini di uno stesso nucleo famigliare non saranno mai “UGUALI”, ne deriva un’impossibilità nell’applicare uguali misure. Il genitore che si sente costretto a comportarsi applicando con rigidità il criterio dell’uguaglianza, corre diversi rischi, quali: aumentare il proprio livello di stress, ridurre la propria spontaneità e minare la propria sicurezza nel vivere il ruolo genitoriale. Sarebbe utile quindi trattare ogni figlio in modo spontaneo e peculiare facendo delle differenze elemento distintivo: da “SIETE UGUALI” a “SIETE DIVERSAMENTE SPECIALI”.

Nella seconda esperienza di crescita di un bambino, se il bimbo è diverso il genitore invece non cambia; egli sarà naturalmente portato a rispettare una certa coerenza con i propri metodi educativi e quindi una sorta di “giustizia retributiva” è conservata in modo spontaneo. Il motivo per il quale il nostro primogenito non la percepisce è semplicemente il suo naturale egocentrismo che lo rende poco predisposto a dividere un beneficio a metà. Se in risposta noi cerchiamo di aggiustare il nostro comportamento, gli forniamo indirettamente la conferma che effettivamente la sua reazione è motivata.

Come affrontare quindi la gelosia in famiglia?

Spesso si cresce con il tabù della gelosia verso un proprio famigliare: un concetto diffuso e alquanto ipocrita con il quale tutti noi siamo stati costretti a confrontarci è che la gelosia è un’emozione sbagliata e condannabile. Dato che non esiste essere umano che non l’abbia provata, sarebbe più utile comprendere la funzione di questa importante emozione, piuttosto che giudicare e sentirsi in colpa quando la proviamo. Già il fatto che la sperimentiamo da piccolissimi, ci dovrebbe ricordare l’innocenza di questa emozione, la quale risponde al naturale bisogno di sentirsi amati e alla paura di perdere quella sensazione di essere speciali per qualcuno.

Dobbiamo insegnare ai nostri figli a riconoscere l’emozione di gelosia, senza condannarla ma educando alla tolleranza della stessa.
Se noi genitori in primis ci comportiamo come se fossimo spaventati da generare gelosia, come possono i nostri figli imparare ad accettarla e a modularla? La gelosia non è un’emozione SBAGLIATA, come tutte le emozioni dell’essere umano va elaborata e modulata in modo efficace già dalla prima infanzia.

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