Perche’ trattare i figli “in ugual misura” non basta
La maggioranza dei genitori cerca di fare tutto in parti uguali, distribuendo attenzioni, regali e punizioni con la massima simmetria possibile. Eppure difficilmente si ottiene il risultato sperato: il figlio piu’ grande continua a manifestare reazioni di gelosia verso il nuovo arrivato. Per comprendere il perche’ occorre spostare lo sguardo dalle intenzioni dei genitori alla mente del bambino.
La percezione del mondo nel bambino
Nell’infanzia, come emerge dal lavoro di molti studiosi, esiste un’immaturita’ del pensiero astratto: le attivita’ mentali del bambino sono concentrate su cose concrete e riferite al proprio se’, a partire dai propri bisogni. Si puo’ leggere questa condizione come una fase funzionale, che permette al piccolo di dedicarsi al difficile compito di costruire la propria identita’. Di conseguenza, nei primi anni di vita il bambino ha una visione egocentrica del mondo: interpreta tutto cio’ che accade in relazione ai suoi bisogni e si sente unico e speciale per i propri genitori.
Dover dividere questa condizione a meta’ non sara’ mai un’esperienza piacevole. Ecco perche’ la strategia di “trattare in uguale misura” non allevia la gelosia del primogenito. Del resto, potremmo farci una domanda semplice: a noi piacerebbe essere trattati in modo “speciale” oppure “come gli altri”? Se gia’ un adulto desidera sentirsi speciale e unico, a maggior ragione lo desidera un bambino con il suo naturale egocentrismo.
Ridurre le differenze o esaltarle?
Molte donne sperimentano gia’ nella seconda gravidanza differenze rispetto alla prima esperienza. Questo significa che, ancor prima di venire al mondo, ogni individuo si comporta come essere unico e irripetibile: differenze di temperamento, oltre che fisiche, caratterizzano ogni bambino e lo rendono speciale. I figli di uno stesso nucleo familiare non saranno mai “uguali”, e da qui deriva l’impossibilita’ di applicare misure identiche.
Il genitore che si sente costretto a rispettare con rigidita’ il criterio dell’uguaglianza corre diversi rischi: aumentare il proprio livello di stress, ridurre la propria spontaneita’ e minare la propria sicurezza nel vivere il ruolo genitoriale. Sarebbe piu’ utile trattare ogni figlio in modo spontaneo e peculiare, facendo delle differenze un elemento distintivo. Il passaggio e’ quello che porta da “siete uguali” a “siete diversamente speciali”.
Nella seconda esperienza di crescita di un bambino, se il bimbo e’ diverso il genitore non cambia: e’ naturalmente portato a rispettare una certa coerenza con i propri metodi educativi, e cosi’ una sorta di “giustizia” viene conservata spontaneamente. Il motivo per cui il primogenito non la percepisce e’ semplicemente il suo egocentrismo, che lo rende poco disposto a dividere a meta’ un beneficio. Se in risposta cerchiamo di aggiustare il nostro comportamento, gli forniamo indirettamente la conferma che la sua reazione e’ motivata.
Come affrontare la gelosia in famiglia
Spesso si cresce con il tabu’ della gelosia verso un familiare. Un concetto diffuso e alquanto ipocrita con cui tutti siamo stati costretti a confrontarci e’ che la gelosia sia un’emozione sbagliata e condannabile. Dato che non esiste essere umano che non l’abbia provata, sarebbe piu’ utile comprenderne la funzione, invece di giudicarla e sentirsi in colpa quando la proviamo. Gia’ il fatto che la sperimentiamo da piccolissimi dovrebbe ricordarci l’innocenza di questa emozione, che risponde al naturale bisogno di sentirsi amati e alla paura di perdere la sensazione di essere speciali per qualcuno.
Dobbiamo insegnare ai nostri figli a riconoscere l’emozione della gelosia, senza condannarla ma educando alla sua tolleranza. Se noi genitori per primi ci comportiamo come se fossimo spaventati dal generare gelosia, come possono i nostri figli imparare ad accettarla e a modularla? La gelosia non e’ un’emozione sbagliata: come tutte le emozioni umane va elaborata e modulata in modo efficace, gia’ dalla prima infanzia.
Domande frequenti
Perche’ mio figlio e’ geloso anche se lo tratto come il fratellino?
Perche’ nei primi anni di vita il bambino ha una visione egocentrica del mondo e interpreta tutto in relazione ai propri bisogni. Dividere a meta’ le attenzioni dei genitori, per lui, resta comunque una perdita, indipendentemente dalla simmetria con cui si distribuiscono regali e regole.
E’ sbagliato trattare i figli in modo diverso?
No. Poiche’ ogni bambino ha un temperamento unico, applicare misure rigidamente identiche e’ impossibile e persino controproducente. E’ piu’ utile trattare ciascun figlio in modo spontaneo e peculiare, valorizzando le differenze: il messaggio da trasmettere e’ “siete diversamente speciali”, non “siete uguali”.
La gelosia e’ un’emozione da correggere?
La gelosia non e’ un’emozione sbagliata. Risponde al bisogno di sentirsi amati e alla paura di perdere un legame. Va riconosciuta e modulata, non condannata: se il genitore la teme, il bambino fara’ piu’ fatica ad accettarla e a gestirla.
Cosa succede se cambio continuamente comportamento per placare la gelosia?
Aggiustare di continuo il proprio comportamento in risposta alle proteste del primogenito rischia di confermargli che la sua reazione e’ giustificata. Meglio mantenere coerenza educativa e aiutarlo a riconoscere e tollerare l’emozione.
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