La lettera: “Vorrei resettarmi. Come faccio?”
“Raccontarmi in poche parole e difficile. Vorrei centrare un aspetto denso della mia persona che non riesco a comprendere, e proprio per questo sara difficile provare a spiegarmi. Ultimamente sto affrontando un processo di individuazione particolare, mai avvenuto prima d’ora. Mi e difficile scegliere quale strada percorrere per affrontare una situazione: o mi sbilancio troppo da una parte o troppo dall’altra. Non trovo un equilibrio, non ho vie di mezzo.
Sono molto sulla difensiva, penso che tutti mi puntino il dito contro. A casa, un po’ e cosi. Si lamentano che io sia indifferente, egoista, pazza. Ma non mi vedo cosi. Pensano che sia una persona cattiva, a cui poco importa di far stare bene gli altri. Credono che non mi prenda le mie responsabilita, che sfugga dall’ammettere i miei errori, che non chieda mai scusa. Non siamo in una chiesa, non devo confessare le mie colpe. E’ vero, cerco spesso di rigirare la frittata e non sempre comprendo la logica altrui, ma non capisco perche alla gente serva una finta gentilezza pur di stabilire un buon rapporto.
Non ho voglia di chiedere scusa non perche sia orgogliosa o indifferente, ma perche non reputo importante quella parola: per me mostrare un cambiamento e una vera azione di consapevolezza, molto piu di una scusa. Non mi comprendono, non capiscono che il mio carattere anticonformista non e sinonimo di cattiveria ma di personalita fuori dal comune. Il problema cruciale e che sento di non essere compresa. Ma ho paura che sia una mia ideazione, vittimismo. Ho paura di non comprendere davvero gli altri, quando penso sempre di farlo. Non sono neanche piu sicura delle mie idee. Ero compatta, prima. Ora mi sento a brandelli, con tanti pezzi scomposti da riordinare, ma senza sapere da dove iniziare. Ho pensato di andare da uno psicologo, ma temo di affidarmi a qualcuno per un cambiamento che potrei gestire da sola. So di essermi persa in una strada a piu uscite, e non so quale scegliere. Vorrei resettarmi. Come faccio?”
La risposta di Loris Pinzani
Rifacendomi all’inizio della tua lettera, anche rispondere con poche parole non e semplice. Ma non certo impossibile. Intanto un’affermazione: volendo essere riassuntivi, e a volte e necessario, potremmo dire che serve chiarezza.
Nella gran parte delle occasioni in cui esiste un’incomprensione tra un individuo e il resto della sua rete sociale, quello stesso individuo tende a permanere nella propria condotta senza mettere in discussione nulla di se. Non si tratta di una colpa, ma piuttosto di una condizione. Nulla di strano o di discutibile, perche profondamente umano, almeno entro una certa misura.
Quando si perde la percezione della realta
L’aspetto che ne consegue e tanto interessante quanto fonte di sofferenza: la perdita della reale percezione della propria condizione di vita. Accade cosi di non essere compresi e, insieme, di non comprendere gli aspetti dell’insieme sociale in cui si e coinvolti. Da qui deriva una forma di incomprensione della realta che va riequilibrata.
Probabilmente non si tratta di un’operazione che si possa compiere in piena e consapevole autonomia, ma piuttosto mediante un intento progressivo guidato professionalmente, nel quale maturi un riassetto emotivo capace di restituire la sicurezza che manca, fondata su una maggiore chiarezza nella visione della realta.
Un cammino graduale
Si tratta di un cammino ne semplice ne velocissimo, ma probabilmente necessario: i risultati si sommano gli uni agli altri, senza la possibilita di determinare il futuro se prima non viene reso stabile il presente. Facci sapere i tuoi progressi. Un caro saluto e sinceri auguri.
Dr Loris Pinzani, Psicologo Psicoterapeuta.
Domande frequenti
Sentirsi “a brandelli” in un momento di cambiamento e normale?
Attraversare fasi in cui ci si sente frammentati, incerti sulle proprie idee e incapaci di scegliere puo far parte di un processo di crescita e ridefinizione di se. E’ un’esperienza umana e diffusa; diventa utile chiedere aiuto quando il disorientamento e la sofferenza si prolungano e ostacolano la vita quotidiana.
Perche mi sento incompreso dagli altri?
Come osserva lo psicologo, spesso quando c’e incomprensione con chi ci sta intorno tendiamo a non mettere in discussione noi stessi. Non e una colpa, ma una condizione che puo farci perdere la reale percezione della nostra situazione, cosi da non sentirci capiti e, allo stesso tempo, da non comprendere pienamente gli altri.
Posso gestire da solo un cambiamento cosi profondo?
Alcuni passaggi difficilmente si affrontano in piena autonomia. Un percorso guidato da un professionista aiuta a riequilibrare la percezione della realta e a costruire un riassetto emotivo che restituisca sicurezza, senza per questo togliere alla persona la regia del proprio cambiamento.
Chiedere aiuto significa essere deboli?
No. Riflettere sulla propria condizione e rivolgersi a uno specialista e un atto di consapevolezza, non un segno di fragilita. Come ricorda la risposta, il cambiamento reale nasce da un ragionamento sulla propria situazione, non dalla semplice formalita di scusarsi o di apparire in ordine.
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