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DISTURBO BIPOLARE E DISCRIMINAZIONE

DISTURBO BIPOLARE E DISCRIMINAZIONE

Appare inverosimile che al giorno d’oggi possano esistere e sussistere delle discriminazioni nei confronti di chi, purtroppo, manifesta delle fragilità a livello psicologico
Tempo stimato di lettura: 2 minuti

Di Solange Distefano Pozzuoli

Appare inverosimile che al giorno d’oggi possano esistere e sussistere delle discriminazioni nei confronti di chi, purtroppo, manifesta delle fragilità a livello psicologico. In un’epoca in cui si parla di integrazione, di pari opportunità, di tutela verso la diversità, e di più di tutto di diritti, il cammino per una vera attuazione di misure protettive nei confronti dei bipolari e in senso lato di tutti coloro che manifestano delle vulnerabilità psicologiche, rimane ancora lungo. Non volendo entrare nel campo giuridico che non è al centro delle mie competenze, mi concentrerò in questo articolo sull’aspetto umano e personale di chi intende fronteggiare la discriminazione di cui sicuramente (di nuovo purtroppo) sarà oggetto.

La discriminazione non dipende da voi

Partendo dal presupposto che non potrete realmente combattere la discriminazione nei vostri confronti, se non in senso legale e ci auspichiamo che presto vengano varate delle tutele per le persone soggette a bipolarità, vi invito ad accettare con saggezza e remissività (in senso positivo) la vostra condizione. Fare una guerra al mondo perché siete nati con una problematica personale, non solo non vi aiuterà e non risolverà neanche il problema all’origine. Spesso, infatti, mi sono imbattuta in persone che hanno dei bipolari una pessima opinione (sono dei casinisti, creano problemi, non sono volenterosi etc.…). Per ribaltare questa posizione, fonte di profondo pregiudizio, solo il vostro esempio potrà essere preso in considerazione. La discriminazione degli altri nei vostri confronti non dipende da voi, ma dalla risposta all’atto discriminatorio. Vi invito come sempre ad essere indulgenti nei vostri confronti, e ad allontanare chi vi discrimina. Questo non sempre è possibile da cui l’importanza di lavorare su voi stessi. Il tempo e le vostre azioni dimostreranno dove sta la ragione.

L’importanza di proteggersi…

Visto che in fondo non possiamo fare moltissimo per evitare la discriminazione dei nostri confronti, vi consiglio vivamente di imparare a proteggervi. Non parlate dei vostri disagi personali se non a persone di vostra assoluta fiducia o professionisti del settore. Sebbene io abbia intrapreso una battaglia personale nel divulgare la mia esperienza di paziente con disturbo bipolare attraverso libri e numerosi articoli, nonché video sul tema, continuo a pensare che il miglior antidoto alla discriminazione sia: il silenzio. Non date armi a chi le userà contro di voi. E non impegnatevi a raddrizzare un’opinione negativa nei vostri confronti, perché chi vuole ricredersi lo farà da solo. Infine, ritengo fondamentale dimostrare con i fatti le vostre capacità e la vostra affidabilità, nonché le vostre doti uniche. Personalmente, ho subito più volte delle discriminazioni e il mio modo di reagire è sempre stato: agire.

Vivere bene si può a condizione di…

Vivere bene con il disturbo bipolare si può a condizione di accettare la vostra fragilità che è poi una forza. Dovete imparare a conoscere il disturbo a fondo, per poter combattere una battaglia verso terzi, ma silente e mirata. Infine, ricordatevi che il giudizio degli altri, spesso spietato, è una mera rappresentazione dell’ignoranza profonda in cui versa la società odierna dove la divulgazione di certi temi non è stata assimilata ad una reale comprensione della dimensione del soggetto e dell’individuo portatore di bipolarità/diversità. Vi invito a leggere il mio libro, Tutti pazzi per il mio lato bipolare, edito Dissensi e vi auguro una felicità duratura.

Solange Distefano Pozzuoli

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