Decluttering del Lutto

Liberarsi di ciò che non serve più

Un articolo delicato che tocca il tema della rimozione degli oggetti di chi non c’è più, del peso del dolore del lutto e del peso di dover gestire tutti gli oggetti lasciati dal defunto. Un’operazione che sottrae tempo prezioso a chi rimane, per gestire le cose di chi non c’è più. Un momento di riflessione per accrescere la consapevolezza di cominciare a rimuovere il superfluo a partire da quando ancora siamo in vita.

Qualche mese mi sono imbattuta nel libro “Gentle Art of Swedish Death Cleaning”, la gentile arte svedese della pulizia della morte. La tematica ha subito toccato le mie corde: la rimozione del superfluo affrontata nel contesto del lutto, alla scomparsa di un nostro caro.

La morte è un argomento delicato, spesso tabù e di sicuro non è un tema che si apre durante una conversazione da salotto o in compagnia, anche se alla fine riguarda tutti. Ognuno di noi ha pensieri, riflessioni ed esperienze riguardo la morte, che si tengono dentro, trovando di rado un contesto adeguato di confronto, eppure è proprio attraverso la morte che si capisce di più il senso della vita e del tempo.

E’ in quei momenti di dolore, in cui la dimensione spazio-tempo si allunga, che emergono alla coscienza concetti profondi, lontani dalla routine quotidiana, necessari da elaborare per andare avanti.

Si guarda il tempo in modo diverso e le priorità improvvisamente diventano altre :

  • ascoltare di più i propri bisogni
  • sentirsi felici senza ragione
  • dire ciò che si pensa
  • amare in modo autentico
  • trascorrere tempo di qualità… la vera ricchezza di oggi!
  • realizzare veramente i propri desideri
  • alleggerirsi di tutto ciò che non è funzionale alla vita, alle relazioni, alla casa ecc…
  • semplificarsi la vita, godere delle cose semplici e arrivare al cuore delle cose

La leggerezza è il sentimento che più si anela. Dopo aver accompagnato un proprio caro verso la fine della sua esistenza, si avverte forte l’esigenza di ariosità, di spensieratezza e di spazio nell’anima, nel tempo e nelle case.

Per questo è fondamentale educare tutti a praticare, in casa, sessioni periodiche di Decluttering (rimozione del superfluo), finchè si è in vita, per evitare di dover mettere un’ipoteca sul tempo futuro degli eredi (penso ai figli), con la gestione delle cose appartenute a chi non c’è più (i genitori di un tempo che tenevano tutto).

Mi sento in colpa, ci teneva tanto…

La morte porta via chi amiamo, ma non porta via le loro cose che rimangono lì dove sono sempre state e pesano come macigni, alla vista e al cuore. Oggetti, materiali, ninnoli, foto, vestiti, utensili di varia natura e genere ad un certo punto devono essere passati in rassegna per liberare lo spazio. Come si procede?

C’è chi preferisce levarsi subito questo peso, c’è chi preferisce lasciar passare un pò di tempo per poi cominciare da qualche parte ed infine c’è chi fa fatica e non riesce a metter mano agli spazi e oggetti del defunto perché riemergono emozioni e stati d’animo del passato con cui fare i conti e certe stanze rimangono intatte.

Se non è stata fatta pace con il defunto e qualcosa è rimasto in sospeso, i nodi poi vengono al pettine, sono “conti” che si fanno con la propria coscienza, attraverso il maneggio degli oggetti della persona che non c’è più!

Sensi di colpa, retaggi di sistemi educativi conservatori, consuetudini sociali e condizionamenti collettivi limitano le azioni spontanee e liberatorie, perché per “educazione” non va bene dare via tutto, il defunto ci teneva tanto a quella cosa e venderla o regalarla è un gesto quasi irrispettoso e scortese.

Rimuovere gli oggetti di chi non c’è più è dura, durissima, si rivive un’intera esistenza, un’identità, un vissuto che spesso ha determinato e condizionato anche la nostra e non si può nemmeno ipotizzare di tenere tutto, pensando che solo tenendo gli oggetti si tenga in vita la memoria della persona!!

I ricordi stanno nel cuore e a mio avviso bastano davvero pochi oggetti materiali a cui dare valore nello spazio e nella nostra vita per sentire vicino al cuore chi non c’è più.

Andare avanti con Fiducia

Il Decluttering del Lutto segue le stesse modalità di un intervento di decluttering ordinario,  è soltanto emotivamente più impegnativo, ma le tecniche applicative sono le stesse.

Si parte da una stanza (meglio quella più piccola), si svuota uno ad uno ogni arredo, ogni cassetto, anta, ripiano ecc.., si butta via tutto ciò che è rotto, rovinato, scaduto o danneggiato e il resto si seleziona per essere donato, regalato, venduto, riciclato o tenuto e valorizzato.

Se emergono resistenze come “non si sa mai”, “può sempre servire”, “è costato dei soldi”, “è un bel ricordo” (e tutto sembrerà un ricordo prezioso), occorre fermarsi ed ascoltarsi, chiedersi con sincerità se quell’oggetto quando, dove e come avrà un utilizzo nella vita di tutti i giorni e in quale parte di casa verrà adeguatamente valorizzato.

E’ fondamentale in questo processo tenere vicino carta e penna per scrivere ogni emozione, pensiero o riflessione che possa scaturire prendendo in mano un oggetto, appena si sente salire un nodo in gola . . è il momento di portar fuori per iscritto le proprie emozioni. Un gesto liberatorio che renderà più facile il distacco degli oggetti.

Voglio condividere con te che leggi un piccolo aneddoto personale. Un giorno mio figlio, all’età di 4 anni, mentre lo mettevo a letto, improvvisamente mi chiese “Mamma, ma quando tu sarai morta, cosa ne dovrò fare di tutte quelle riviste di arredamento?” (che utilizzo per lavoro).  Gli risposi senza esitare. “A. sta tranquillo, le butterò via prima io, perché tu non dovrai perdere tempo prezioso della tua vita a gestire le mie cose”

Spesso chiedo ai miei genitori di liberare e sgombrare la soffitta, la cantina e i garage, ma la paura di rimanere senza un oggetto (seppur dimenticato in uno scatolone) è più forte di loro e la risposta arriva puntuale “Ma va. . ci penserai tu quando non ci saremo più noi”.

Nei tempi di oggi in cui i livelli di produzione sono diventati insostenibili e si induce la gente a credere che comprare e consumare un sacco di oggetti a basso costo sia il modo per essere felici e appagati, con tutto l’indotto delle problematiche ambientali e sociali, preferisco ribellarmi e lasciare a mio figlio un mondo migliore, vivendo in modo semplice guidando i miei pensieri e i miei gesti con sentimenti d’amore, gratitudine, gentilezza e generosità.

Credo con profonda convinzione che la fiducia nella vita mi renderà tutto ciò che io le dono e anche di più.

Una persona felice consuma poco, mangia sano e misurato e ha tempo per godersi la vita.

Conclusioni

Vi invito a lasciare in eredità ai vostri figli il tempo e tutto ciò che per loro potrà essere un aiuto economico, liberandoli dall’onere di sgombrare stanze, soffitte e cantine da oggetti spesso inutili.

Per questo, fin da oggi, cominciate a tenere in casa veramente ciò che vi serve nel vostro quotidiano, ciò che utilizzate periodicamente, che vi piace e che quindi valorizzate nello spazio. Vendete tutto quello che non usate da tempo e che possa avere un ritorno economico.

Acquistate in modo consapevole, senza azioni impulsive o guidate dalla paura della mancanza e fate esperienze, trascorrete tanto tempo all’aria aperta e partecipate a cause di volontariato.

Per terminare vi lascio con la Ricetta della Buona Salute per vivere la vita che desiderate prima che sia troppo tardi:

  • “Fate le cose che vi danno gioia e l’impressione di usare bene la vostra vita.
  • Prestate ascolto a voi stessi e ai vostri bisogni.
  • Lasciate andare tutte le emozioni negative che scoprite in voi.
  • Coltivate nella mente immagini positive.
  • Datevi delle mete entusiasmanti.
  • Scoprite cosa volete fare davvero nella vostra vita.
  • Trovate dei mezzi per esprimere il vostro amore.
  • Amate voi stessi e amate gli altri.
  • Create relazioni giocose, divertenti e piene d’amore.
  • Guarite tutte le relazioni traumatiche del passato, soprattutto con i genitori e le persone care.
  • Prendete la decisione di dedicarvi al benessere e alla felicità.
  • Accettatevi e accettate tutto quello che avviene nella vostra vita, come un’occasione per crescere e progredire.
  • Imparate a trarre il massimo da ogni esperienza.
  • Procedete nella vita con il senso dell’umorismo!”

Christian Tal Schaller

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