Emozioni e Stati d'Animo

Il blu tra arte e psiche

Il blu attraversa la nostra vita psichica prima ancora di diventare un colore da guardare: e’ lo spazio del mare e del cielo, il liquido amniotico che avvolge il feto, il legame affettivo che ci lega alla figura materna. Da simbolo archetipico a materia dell’arte moderna, il blu racconta insieme la tenerezza delle origini e […]

Giornale di psicologia — Il blu tra arte e psiche
Il blu attraversa la nostra vita psichica prima ancora di diventare un colore da guardare: e’ lo spazio del mare e del cielo, il liquido amniotico che avvolge il feto, il legame affettivo che ci lega alla figura materna. Da simbolo archetipico a materia dell’arte moderna, il blu racconta insieme la tenerezza delle origini e l’ombra della malinconia. Questo approfondimento ne segue le tracce tra psicologia del colore e storia dell’arte.

Il blu come colore del legame affettivo

Lo spazio e il tempo regolano non solo il ritmo degli eventi naturali, ma anche le dinamiche umane. Parliamo di “giusta distanza”, una misura difficile da modulare nelle relazioni lavorative, familiari o intime: e’ proprio dalla qualita’ di questa distanza che nascono rapporti piu’ o meno sani. In questo scenario relazionale il blu occupa un posto speciale. Secondo Max Luscher, studioso della psicologia del colore, il blu e’ il colore del legame affettivo, in particolare di quello materno.

Questa simbologia ha una valenza archetipica. Il feto galleggia nella linfa vitale all’interno dell’utero, immerso nel liquido amniotico: un liquido trasparente che, essendo composto principalmente da acqua e sali minerali, richiama il carattere azzurro che tutti attribuiamo all’acqua. Il primo ambiente della nostra esistenza e’ dunque, nell’immaginario, un ambiente blu.

I riferimenti mariani e le fiabe

A enfatizzare il legame tra il blu e l’universo femminile intervengono i numerosi riferimenti mariani. “L’archetipo della Madre Buona si riflette nella Madonna cristiana”, scrive Claudio Widmann, analista junghiano, che prosegue richiamando anche la simbologia femminile nelle favole. Basti ricordare che la buona fata di Pinocchio e’ la fata dai capelli turchini. E non e’ un caso se il principe perfetto viene chiamato “azzurro”: un identificativo che porta con se’ il significato del legame affettivo ideale.

Le sensazioni evocate dal blu

Oltre ai vissuti affettivi di tenerezza, il blu evoca sensazioni tattili di delicatezza e morbidezza, ma anche sensazioni uditive: la musicalita’ stessa della parola “blu” e’ gradevole, dolce e liquida. Vasilij Kandinskij aveva associato all’azzurro il suono del flauto, al blu scuro il violoncello, al blu piu’ cupo il contrabbasso e, nella sua forma piu’ profonda, i toni piu’ gravi dell’organo. Il colore diventa cosi’ un ponte tra percezione visiva e percezione sonora.

Il blu in ambito artistico

In ambito artistico il blu ha segnato momenti importanti dell’arte moderna e passaggi significativi nell’evoluzione stilistica di alcuni artisti. L’esempio piu’ celebre e’ il periodo blu di Pablo Picasso. Il passaggio verso la monocromia, per l’artista, non e’ una scelta puramente estetica ma la traduzione di un’idea del mondo: “il mondo non e’ blu, il mondo e’ povero, oppresso, affamato, miserabile”. Picasso affida a questo intimo simbolismo la propria produzione artistica.

Il blu, infatti, possiede aspetti d’ombra importanti, capaci di descrivere un sentimento incline alla depressione. Attraverso tonalita’ languide, Picasso affida al colore il compito di accentuare quel senso di pieta’ e di strazio che lo pervade in quegli anni e che riversa nei dipinti. La prima cosa che notiamo nelle opere del cosiddetto “periodo blu” e’ la tendenza a sottolineare atteggiamenti affranti, addolorati, umiliati e dolenti, sia attraverso la forma sia attraverso il colore. La visione monocroma diventa un modo per esorcizzare un’esperienza angosciante, legata anche alla grave perdita di un amico, che si rifugia nei meandri piu’ intimi dell’artista.

L’artista e la monocromia blu

Un altro artista che, attraverso la monocromia del blu, ha indagato e sollecitato la reazione emotiva dell’osservatore e’ Yves Klein. Klein brevetto’ la sua espressione perfetta di blu con il nome di “International Klein Blue”: la sigla IKB divenne il marchio con cui firmava tutte le opere di questo periodo. Il colore, in lui, non e’ piu’ descrizione ma esperienza pura, quasi immersiva.

Nel 1959 Klein si dedica esclusivamente alle Anthropometries e inizia a utilizzare i corpi nudi delle modelle come veri e propri “pennelli”. Il corpo diventa materia prima, in un’esperienza creativa in cui artista e opera arrivano a coincidere: un’arte il cui corpo e’ soggetto e oggetto insieme. Le modelle, coperte dal pigmento blu, appoggiano il proprio corpo su supporti verticali, lasciando sulla tela le impronte essenziali della figura femminile, quali cosce, tronco e seni.

Sono forme antropometriche che ricordano le antiche statue della maternita’ e raccolgono attorno a se’ le caratteristiche della vita umana, della procreazione e del legame affettivo tra madre e figlio. Questa relazione affettiva, che secondo Luscher si identifica proprio nel blu, traccia il nostro imprinting originario: un’unione armonica verso la quale, in fondo, aspiriamo a tornare.

Domande frequenti

Perche’ il blu e’ associato al legame materno?

Secondo Max Luscher il blu e’ il colore del legame affettivo, in particolare quello materno. La spiegazione ha radici archetipiche: il primo ambiente della nostra vita, il liquido amniotico dell’utero, viene immaginato come un ambiente acquatico e quindi azzurro. A questo si aggiungono i riferimenti mariani e il ricorrere del blu nelle figure femminili delle fiabe.

Cosa rappresenta il periodo blu di Picasso?

Il periodo blu di Pablo Picasso e’ una fase in cui l’artista adotta una tavolozza quasi monocroma per esprimere poverta’, dolore e malinconia. Il blu diventa il colore dello sconforto e della pieta’, e le figure ritratte appaiono affrante, umiliate e dolenti. La monocromia gli serve a dare forma a un’esperienza interiore angosciante.

Cos’e’ l’International Klein Blue?

L’International Klein Blue, abbreviato in IKB, e’ la particolare tonalita’ di blu brevettata da Yves Klein. Divenne il marchio con cui l’artista firmava le sue opere e il centro della sua ricerca, culminata nelle Anthropometries, in cui i corpi delle modelle, ricoperti di pigmento, lasciavano le proprie impronte sulla tela.

Il blu esprime solo malinconia?

No. Il blu ha una doppia natura. Da un lato evoca tenerezza, delicatezza, morbidezza e il legame affettivo originario; dall’altro possiede aspetti d’ombra che lo rendono adatto a esprimere depressione e sconforto, come nel periodo blu di Picasso. E’ proprio questa ambivalenza a renderlo cosi’ ricco sul piano psicologico e artistico.

Il blu tiene insieme due poli opposti: la tenerezza delle origini, legata all’acqua e alla figura materna, e l’ombra della malinconia, che l’arte moderna ha saputo tradurre in immagine. Da Luscher a Picasso fino a Yves Klein, seguire il colore blu significa attraversare il confine tra vissuto affettivo ed espressione artistica.
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