BIPOLARITÀ: FRA OSSESIONE E COMPULSIONE

Nei miei precedenti articoli, ho già descritto diffusamente alcuni elementi che contraddistinguono il disturbo bipolare: partendo dalle forti oscillazioni umorali sino ai sentimenti accentuati, per finire con le ben poco gloriose statistiche sui suicidi.

OSSESIONE E COMPULSIONE: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

In questo articolo, ho scelto di soffermami su di un aspetto davvero rilevante del disturbo, vale a dire: l’ossessione e la compulsione. Due elementi che fanno parte dello stesso quadro clinico e che per molti anni hanno definito il disturbo, oggi chiamato sindrome Bipolare. Infatti, sino a relativamente di recente l’appellativo di disturbo bipolare non era entrato in uso, e i medici erano soliti diagnosticare un disturbo ossessivo compulsivo.

Siccome non sono uno psichiatra né tanto meno uno psicologo, parlerò di queste manifestazioni come paziente che ha sofferto per anni di disturbi ossessivi e compulsivi e che, in parte, continua a soffrirne. Sono arrivata alla conclusione quanto mai evidente che l’ossessione e la compulsione facciano parte del medesimo fenomeno compensativo e che siano pertanto in larga parte due facce della stessa medaglia. In un soggetto non possono non coesistere.

Lo sviluppo del pensiero ossessivo nel bipolare è davvero frequente e solitamente riguarda moltissimi ambiti della vita: dal lavoro, all’amore, al cibo, al sesso. Elementi per i quali il bipolare ha difficoltà a stabilire degli equilibri di ampio respiro. È facile così che il soggetto sviluppi delle ossessioni persistenti. Stante alla mia personale esperienza, posso dirvi che il paziente tende ad essere particolarmente ossessivo nei momenti di maggiore fragilità psichica. Non solo. In certe circostanze, il bipolare tende a colpevolizzarsi moltissimo per questa assenza di controllo sul proprio pensiero che viene percepita come area di immensa vulnerabilità. In altri termini e senza voler generalizzare, ritengo che maggiore sia l’ossessione e più critica è la condizione del paziente. Tuttavia, non è necessariamente così.

Un aiuto pratico

Come uscire allora da un loop ossessivo? Sempre secondo il mio modesto parere, bisogna accettare di essere attraversati da periodi di maggiore ossessione e imparare a convivere con questa condizione cercando di evitare al massimo inutili colpevolizzazioni. Il bipolare tende a sentirsi molto a disagio per gli stati psichici che vive, tende a interiorizzare le sue fragilità al punto da pensare di essere del tutto inadeguato rispetto alla vita. Un ambiente accogliente e non giudicante aiuta il soggetto a comprendere che queste ossessioni e compulsioni sono parte integrante di tutte le personalità, nessuna esclusa. Usare un linguaggio che faccia percepire l’universalità di certe problematiche è fondamentale. Gli ossessivi e i compulsivi sono in buona compagnia, in quanto in un certo qual modo nessuno di noi è essente da tali problematiche. Infine, ho anche notato che l’OCD (Obsessive Compulsive Disorder) tende ad essere davvero violento in soggetti molto giovani che hanno già mille difficoltà nel trovare la loro collocazione nella società. Lì, un aiuto vero lo possono fornire i genitori o comunque le persone che amano questi giovani alla ricerca di se stessi.

LA COMPULSIONE: OVVERO LA COAZIONE A RIPETERE

Altro aspetto determinante è la compulsione, vale a dire quella spinta che abbiamo nell’attuare determinati comportamenti per colmare, spesso, uno stato di ansia e di vuoto percepito. Uno di questi momenti di compulsione, lo si trova nella variopinta gamma di disturbi alimentari (anoressia, bulimia, ossessione in genere per il cibo e le diete).

Un altro aspetto in cui la compulsione si manifesta spesso sono anche gli acquisti e i comportamenti di dipendenza in generale (droghe, sesso, alcool). La compulsione risponde, infatti, in larga parte all’esigenza di colmare un vuoto, di indirizzare le proprie energie nel riempire un buco affettivo di cui solo in parte siamo consapevoli.

Quello che ho notato, purtroppo, è che mentre l’ossessione tende a regredire autonomamente, la compulsione rappresenta un aspetto che va a definire la personalità e che difficilmente si riesce a scacciare del tutto. La compulsione rimane un fenomeno molto radico che può essere arginato andando a lavorare sulla correzione dei comportamenti compulsivi attraverso, ad esempio, un lavoro di psicanalisi comportamentale.

Lavorare con un team di psicologi e psichiatri diventa davvero fondamentale per riuscire a convivere in maniera più sana con i propri stati di animo. La regola rimane di accogliere questi stati, di entrare in pieno possesso con ciò che ci ossessiona per riuscire a governarli al meglio. O quanto meno provarci. Tenere un diario rimane una grande soluzione per monitorare per iscritto i pensieri e la loro evoluzione.

Per andare a conoscere più a fondo certi aspetti del disturbo bipolare, vi invito a leggere il mio libro: Tutti Pazzi per il mio lato Bipolare, Edito Dissensi.

Grazie per l’attenzione e buona fortuna!

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