Il valore adattivo dell’ansia
I sintomi sperimentati durante un attacco di panico rientrano in manifestazioni ansiose acute. In realta l’ansia fa parte della gamma delle emozioni dell’essere umano e, come tale, non rappresenta di per se una patologia: al contrario, fa parte delle risorse adattive che ne garantiscono la sopravvivenza. Se ci trovassimo davanti a un leone affamato e riuscissimo a scappare, lo dovremmo proprio al meccanismo di attivazione che chiamiamo ansia.
Le modificazioni corporee legate all’ansia sono infatti utili e funzionali per preparare il corpo alla fuga da un pericolo. Quando proviamo ansia il cuore aumenta la frequenza dei suoi battiti, assicurando che il sangue ben ossigenato raggiunga la periferia del corpo, gambe e braccia. Il respiro diventa piu affannoso perche i polmoni si preparano a incamerare una quantita di ossigeno adeguata all’attivita fisica richiesta. Il cervello, infine, riduce l’attivita di pensiero non utile alla fuga: del resto, se un leone ti inseguisse, non sarebbe una priorita risolvere un’equazione di secondo grado.
L’origine dell’attacco di panico
Quando si prova ansia puo accadere di prestare attenzione a questi sintomi nel corpo e di valutarli come segnali che sta accadendo qualcosa di pericoloso. Lo stato di attivazione viene trattato come una fonte attendibile di informazione, conducendo a formulare una serie di pensieri del tipo: “cosa mi accade?”, “mi sto sentendo male”, “non respiro bene”. Questa attivita di pensiero, alimentando la convinzione di essere in pericolo, contribuisce ad aumentare i sintomi corporei.
Questi saranno nuovamente oggetto di valutazione: “sto impazzendo”, “sto per avere un infarto”, “sto per morire”. In tal modo l’ansia si tramuta in attacco di panico. E un vero e proprio circolo vizioso: la paura della paura. Sono proprio i pensieri catastrofici sui sintomi, e non i sintomi in se, a far precipitare l’attivazione fino al picco di terrore tipico della crisi.
Quindi, se l’ansia non e un’anomalia ma ha un suo valore adattivo, qual e il vero problema? Un leone e uno stimolo realmente minaccioso, ma quando valutiamo come minacciose tutta una serie di situazioni neutre, l’ansia perde il suo valore adattivo e diventa disfunzionale. Il punto e questo: perche situazioni neutre vengono valutate come minacce? La risposta varia in base alla propria storia personale, e l’approccio psicologico ha l’obiettivo di ricostruire i significati individuali responsabili della sintomatologia ansiosa.
Cosa contribuisce a mantenere le crisi d’ansia?
Alcune volte l’individuo si cimenta in tentativi personalizzati per risolvere il problema. Se lo stimolo che ritengo minaccioso e ben visibile e individuabile, potrei cercare di scansarlo: evitare luoghi affollati, oppure esami, persone e luoghi. Ma evitando il contatto con determinate realta non avro mai la disconferma che si tratta di situazioni non pericolose, e cosi manterro il mio problema.
L’evitamento: una soluzione che diventa il problema
L’evitamento e il meccanismo che, piu di ogni altro, alimenta nel tempo gli attacchi di panico. Sul momento porta sollievo, perche allontana lo stimolo temuto; a lungo termine restringe progressivamente la vita della persona e rafforza la convinzione che quelle situazioni siano davvero pericolose. Ogni volta che si evita, si conferma a se stessi che si e scampato un pericolo, quando in realta non c’era. Cosi la paura non viene mai messa alla prova, e non puo che crescere.
I farmaci: silenziare il sintomo non guarisce la ferita
Allo stesso modo, anche i farmaci non rappresentano un tentativo utile di risoluzione: silenziando un sintomo si evita di ascoltarlo, ma questo non lo risolve, cosi come prendere un antidolorifico senza capire dov’e la ferita non permette di medicarla e di assicurarne la corretta guarigione. Inoltre il farmaco interviene su una risposta sana e adattiva dell’individuo, contribuendo ad allontanarlo dal contatto cosciente con il proprio corpo. I farmaci utilizzati per limitare l’attivazione ansiosa sono spesso a base di sostanze che non solo possono generare facilmente dipendenza, ma a cui il corpo si abitua, chiedendo dosi sempre piu alte per ottenere lo stesso effetto. Questo non significa demonizzare ogni terapia farmacologica, che in alcune fasi puo essere indicata da un medico: significa che il farmaco, da solo, non scioglie il nodo all’origine del problema.
Come riconoscere un attacco di panico
Un attacco di panico e un’ondata improvvisa di paura intensa che raggiunge il picco in pochi minuti. Pur essendo vissuto come una catastrofe imminente, e bene ricordare che non e pericoloso per la vita e tende a esaurirsi spontaneamente. Tra le manifestazioni piu frequenti ci sono:
- battito cardiaco accelerato o palpitazioni;
- respiro affannoso o sensazione di soffocamento;
- tremori, sudorazione, vampate di calore o brividi;
- senso di vertigine, sbandamento o instabilita;
- sensazione di irrealta o di distacco da se stessi;
- paura di morire, di impazzire o di perdere il controllo.
Riconoscere questi sintomi come espressione di un’attivazione ansiosa, e non di un reale pericolo fisico, e gia un primo passo per ridurne la presa.
Come risolvere gli attacchi di panico in modo duraturo
Dal momento che l’ansia non rappresenta di per se un aspetto patologico, e l’unico elemento che la rende disfunzionale e il suo attivarsi quando non serve, l’approccio adeguato e comprendere perche valutiamo stimoli neutri come minacce e imparare a gestire il rapporto con le nostre emozioni. In questa prospettiva ci si rivolge all’origine del problema e non ci si concentra soltanto sulla manifestazione di un sintomo.
La psicoterapia, con metodologie differenti a seconda della scuola di pensiero dalla quale proviene, si propone di guidare l’individuo nell’ampliare le risorse di gestione delle emozioni e, soprattutto, di accompagnarlo alla radice della situazione problematica, restituendo autonomia e consapevolezza di se. Non si tratta di “spegnere” l’ansia, ma di ristabilire un rapporto sano con essa, in modo che torni a essere la risorsa che, in origine, e sempre stata.
Domande frequenti
Un attacco di panico e pericoloso?
No, un attacco di panico non e pericoloso per la vita, anche se viene vissuto come una catastrofe imminente. I sintomi, per quanto intensi, sono l’espressione di una normale attivazione ansiosa e tendono a esaurirsi spontaneamente nel giro di pochi minuti.
Perche l’ansia si trasforma in attacco di panico?
Perche i sintomi corporei dell’ansia vengono interpretati come segnali di un pericolo grave (“sto per avere un infarto”, “sto per morire”). Questi pensieri catastrofici aumentano l’attivazione, che a sua volta intensifica i sintomi, innescando il circolo vizioso noto come paura della paura.
I farmaci risolvono gli attacchi di panico?
I farmaci possono ridurre temporaneamente l’attivazione ansiosa, ma non sciolgono il nodo all’origine del problema: silenziano il sintomo senza affrontare la ferita. Alcuni possono inoltre generare dipendenza e assuefazione. Vanno valutati con un medico e non sostituiscono un percorso che intervenga sulle cause.
Evitare le situazioni che mi spaventano mi aiuta?
Solo sul momento. L’evitamento porta sollievo immediato ma rinforza nel tempo la convinzione che quelle situazioni siano pericolose, restringendo progressivamente la vita e alimentando il disturbo. Affrontare gradualmente cio che si teme, con un supporto adeguato, e cio che permette di ridurre la paura.
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