Cosa significa mettere al centro la persona anziana
Prendersi cura di una persona anziana non si riduce alla gestione della malattia o della non autosufficienza. Un’assistenza orientata alla dignità considera la persona nella sua interezza: la sua biografia, le sue relazioni affettive, i suoi desideri e la sua capacità di scegliere. Diventare fragili è la condizione che attende molti nelle fasi più avanzate della vita, e accettarlo nell’assistenza significa riconoscere la verità della nostra vulnerabilità e della nostra interdipendenza. Da qui deriva l’importanza di contrastare l’ageism, cioè il pregiudizio verso l’età anziana, che tende a ridurre la persona alla sua fragilità.
Relazioni e cure nella pratica
Sul piano operativo, questo approccio si traduce in buone pratiche relazionali e in modelli di assistenza personalizzati. La domiciliarità, la personalizzazione delle cure, l’alleanza tra famiglia, operatori e persona anziana e il potenziamento cognitivo ed emotivo-relazionale sono strumenti che mirano a sostenere l’autonomia residua e la qualità della vita. Anche l’accompagnamento nel fine vita, per la persona anziana e per chi le sta accanto, rientra in una cura che non abbandona mai la dimensione umana. L’obiettivo non è solo curare, ma preservare identità, legami e senso di sé lungo tutto il percorso.
Termini correlati
Concetti collegati sono ageism, long term care, domiciliarità, empowerment e autodeterminazione della persona anziana, integrazione sociosanitaria e caregiver.
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