ANZIANI. DIGNITÀ, RELAZIONI, CURE

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3° Convegno Internazionale Erickson

Trento, 2 e 3 ottobre 2020

L’emergenza sanitaria ha rimesso al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica i temi della cura e dell’assistenza agli anziani. La tenuta del sistema di welfare è stata messa a dura prova, così come a dura prova sono state, e sono tuttora, la vita delle persone anziane, dei loro familiari e il lavoro quotidiano degli operatori.

Il terzo Convegno internazionale “Anziani. Dignità, relazioni, cure”, organizzato da Erickson (in presenza nella sede di Trento e online) venerdì 2 e sabato 3 ottobre,intende allargare lo sguardo al campo delle humanities e delle buone pratiche relazionali, per offrire spunti di riflessione e strumenti operativi capaci di «porre al centro» la persona con le sue relazioni, a chi opera quotidianamente con gli anziani. Due giornate di discussione non solo su quello che è successo, ma soprattutto sul cambio di rotta necessario per andare avanti e prepararci ai cambiamenti che ci attendono.

Grazie ai contributi di esperti della più varia estrazione, provenienti da ambiti diversi, verranno affrontati e approfonditi molti altri temi come: Ageism e pregiudizi, Emergenza Covid-19, Long term care e linee di innovazione, Interventi psicosociali inclusivi nella demenza, Domiciliarità e personalizzazione dell’assistenza, Alleanze tra famiglia, operatori e persona anziana, Potenziamento cognitivo ed emotivo-relazionale, Accompagnare anziani e caregiver nel fine vita, Maltrattamenti e violenza istituzionale, Animazione e attività ludiche, Il ruolo e i compiti del Servizio sociale, Integrazione sociosanitaria e nuovi paradigmi assistenziali, Autodeterminazione ed empowerment della persona anziana.

Il programma completo e l’elenco dei relatori al sito: https://eventi.erickson.it/convegno-anziani-2020/Home

“Diventare fragili è la sorte che attende molte persone nelle fasi più avanzate della vita. Accettare questa realtà nell’assistenza significa riconoscere la verità della nostra vulnerabilità e della nostra interdipendenza”



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