Aiuto! Che faccio? Vado dallo psicologo…

La vera storia di una paziente guarita (o quasi)

Solo i folli vanno dallo psicoterapeuta? Beh, sì, è vero. Per decidere di cambiare le cose che non girano proprio nel verso giusto, bisogna trovare il coraggio, ed essere fondamentalmente folli, credendo fortemente di riuscirci.

Stay hungry, stay foolish.

Steve Jobs

Stanford University, 12 giugno 2005

Ho bisogno di una psicoterapia?

Quante volte mi sono sentita dire: – “Ma dai, su! Non hai niente, tirati su!”

…insomma, non è un osso rotto, o una colica, ma ti assicuro che si sta proprio male! E se per un dolore fisico si corre immediatamente dal dottoredi turno per stare bene, perché non curare anche ciò che è racchiuso nella custodia fisica, materiale, del nostro corpo, e che procura molta sofferenza?

Quando iniziare una psicoterapia?

Adesso sarò abbastanza autobiografica. Sono una paziente, e me lo posso permettere, perché tutto quello che leggerete in questo articolo è scritto da una persona comune che si è rivolta, ed è tuttora in cura, da uno psicoterapeuta.

Ho iniziato un percorso di psicoterapia quando non sono stata costretta a farlo. Ho scelto io con chi farla (agendo da stalker, e studiando dettagliatamente tutti i professionisti di zona e tutte le loro pubblicazioni, partecipazioni, recensioni). Ma soprattutto, ma forse è la parte più importante, ho scelto di andarci quando stavo proprio male, quando mi sentivo talmente male da credere di essere veramente sul punto di impazzire. O di morire.

Ho aspettato molto tempo, troppo tempo. E spesso penso che se avessi saputo realmente cosa succedeva fra le quattro mura del setting teraputico, avrei ricominciato a vivere, e non a sopravvivere, molto tempo prima.

Se a te, che ti sei soffermato a leggere questo articolo, venisse in mente di chiedermi: “Quando devo iniziare una psicoterapia?” Senza timore di smentita la mia risposta sarebbe: “Quando senti dentro di te che qualcosa non ti fa stare bene. Quando sei per troppo tempo arrabbiato. Quando sei più triste che felice. Quando essere troppo felice troppo triste insieme, in brevissimo tempo, ti destabilizza. Quando vuoi capire come funzioni e come funzionano i tuoi pensieri. Quando non capisci le tue relazioni. Quando raggiungi un grado di follia tale che il mondo che vedi non lo reputi tuo e vuoi cambiare il tuo modo di agire, pensare, vedere, relazionarti e vivere il tuo mondo.” Insomma, quando senti il bisogno di stare finalmente bene!

Da chi andare?

Certo, se si vuol ricorrere al tutto e subito, la soluzione è racchiusa in una boccettina, o in un blister di accattivanti pilloline rotondeggianti, soluzione sicuramente immediata al sintomo. Ma se invece vuoi un rimedio a lungo termineche non ti vincoli a uscire di casa solo se hai con te la pillolina, o a contare ossessivamente le goccioline rimaste, allora a questo punto la soluzione era è una sola: la psicoterapia.

Sì, ma da chi andare?

Ricerche, suggerimenti, recensioni, motori di ricerca o professionisti assegnati da chi ti compila un foglio bianco e rosso. Ma soprattutto sensazioni, date anche da una semplice telefonata. E ascoltare cosa le tue sensazioni riescono a dirti con solo tre parole messe in fila, due delle quali sono prontoarrivederci.

Essere talmente folli da… riuscirci!

Ed eccomi qua, una ragioniera 41enne con figli e famiglia, la cui vita per 16 anni è stata tale solo perché scandita da un respiro. Un respiro sempre più rumoroso, pesante, soffocante, nel silenzio della sua tristezza. E un battito di cuore sempre più veloce, sempre più forte, non un colore, non un profumo.

Ai miei malesseri era finalmente stato dato un nome: DAP, depressione, ansia.

E adesso eccomi qua, a scrivere un articolo su un giornale, a salire in emergenza su un 118, a ballare, a cantare, sorridere, parlare, da persona che ne è uscita, a chi forse che sta rovistando per cercare quel briciolo di coraggio che gli manca per essere talmente folle da crederci e provarci …e riuscire a rivivere e oltre.

E come disse un folle che il suo mondo, e non solo il suo, è riuscito a cambiarlo: sii affamato della curiosità di vedere oltre quello che ti sei imposto come limite, e sii così folle da crederci!

…perché il setting non è poi così terribile.

 

 

 

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