Psicotraumatologia e medicina nello studio dell’obesità

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Un’indagine sperimentale nella Valle di Susa

Il Dottor Felitti afferma la correlazione tra il PTSD ed il BMI come conseguenza dei traumi infantili.

Bottaccioli afferma invece che l’infiammazione può comportare l’obesità e l’insorgenza del disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Lo studio vuole verificare: la correlazione tra PTSD e BMI, la correlazione tra PTSD e infiammazione, la correlazione tra livello di obesità e QoL, la correlazione tra istruzione e BMI ed il PTSD attraverso l’uso di psicofarmaci. In collaborazione con la dott.ssa Schimenti è stato selezionato con campionamento casuale un gruppo di 45 pazienti obesi (≥ 18 anni, Valle di Susa).

Questi soggetti sono stati testati attraverso 2 questionari self-report. Il questionario per il PTSD era MSS-C e per la valutazione della QoL l’EQ-5D. Le analisi dei dati sono state elaborate dal software SPSS. Il campione è composto da 11 uomini e 34 donne con un’età media di 53,40 anni e un BMI medio di 39,33. I pazienti assumono farmaci anti-infiammatori nel 44,4% e psicofarmaci nel 37,8% dei casi.
Il 6,7% delle persone selezionate ha un livello di istruzione elementare, il 64,4% intermedio, il 24,4% superiore e solo il 4,4% ha una laurea.

Durante lo studio è stata confermata la correlazione statistica tra PTSD e BMI. È stata confermata la correlazione tra PTSD e consumo di psicofarmaci e anche la correlazione inversa con il livello di istruzione. Inoltre, è stata confermata anche la correlazione tra PTSD e infiammazione in rapporto a QoL e BMI.

Cristina Peluso

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