L’attesa aumenta il desiderio, troppa vicinanza, osservabile in quelle coppie che si sposano e divorziano dopo pochi mesi, se non giorni, corrode il sentimento e l’attrazione reciproca.
Spesso stare troppo vicino o entrare troppo in contatto con la sfera più intima (dal punto di vista emotivo) dell’altro, porta a procurarsi profonde ferite, reticenti alla cicatrizzazione.
È la classica metafora degli aculei del riccio, fuoriescono quando qualcuno si avvicina troppo.
Ebbene in epoca covid, costretti per lunghi periodi, chi più chi meno, in casa, complice anche il cambiamento di routine imposto dalle misure restrittive, le coppie sperimentano questo contatto iper-ravvicinato dove subentra, oltre all’invasione della sfera emotiva più profonda del partner, foriera di liti burrascose, la mancanza di desiderio, sia sessuale che comunicativo.
Il Covid e il desiderio sessuale
Riguardo al desiderio sessuale, il ripetersi troppo di frequente il rapporto intimo porta a un infiacchimento della soddisfazione e dopo il sesso subentrano sentimenti di rabbia e frustrazione; per quanto concerne la progressiva riduzione della volontà di comunicare, si registra che, anche qui, la monotonia delle discussioni e la mancanza di argomenti nuovi (si è sempre in casa difatti) porta a un distacco sul piano del calore e supporto emotivo.
Il Covid e la voglia di comunicare in casa
Questi due fattori corrodono alla base le solidità che si credevano forti prima dell’avvento della pandemia.
Il risvolto positivo è rappresentato dal fatto che questa situazione funge da termometro della validità ed autenticità del rapporto, fornendo la possibilità di capire meglio chi siamo e con chi vogliamo condividere la nostra vita.





























