I SETTE PECCATI CAPITALI DELLA COMUNICAZIONE

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La comunicazione umana è uno degli argomenti più analizzati e studiati nel mondo accademico e nella società in generale.                                              E’ una delle tematiche più affrontate dalla Formazione e dalla Stampa, sia Scientifica che di Mass, i cui divulgatori sono ritenuti oggi essere le massime autorità nei loro rispettivi campi, da Paul Watzlawick ad Albert Meherabian e Paul Ekman.
Tuttavia viene affrontato molto meno il caso della squalifica psicologica all’interno di una situazione comunicativa.

I sette PECCATI della COMUNICAZIONE

Annamaria Testa, una delle più grandi esperte di Comunicazione in Italia, oltre che esser docente alla IULM e pubblicista per “l’Internazionale”, indica nel suo saggio divulgativo “Farsi Capire” (2009) i sette peccati capitali della comunicazione interpersonali.
Rifacendosi ai modelli indicati dall’accademico Massimo Piattelli Palmarini (1995), l’esperta delinea le azioni nocive nello scambio interpersonale:

La Sicumera (Overconfidence);

Pensiero Magico (illusory correltions);

Senno di poi (predictability in hindsight);

Ancoraggio (anchoring);

Facile rappresentabilità (ease of representation);

Daltonismo per le probabilità (probability blindness);

Manipolabilità delle credenze attraverso “copioni” (reconsideration under suitable scripts).

 

PERCHE’ EVITARE I 7 PECCATI DELLA COMUNICAZIONE

La troppa sicumera fornisce una impressione arrogante e non disposta allo scambio della nostra persona; il pensiero magico rende le persone cieche alle altre prove e agli altri fatti circa un evento, tenendo in conto solo le proprie considerazioni; il senno di poi rende l’attore certo di una conseguenza logica senza spazio alla critica analitica esterna; l’ancoraggio arpiona di fatto la persona alle proprie credenze; la facile rappresentabilità ci fa percepire una situazione più probabile di quanto non lo sia; alla fine il daltonismo delle probabilità fa percepire tutto senza mezze misure e i copioni ci fanno credere troppo in quello che vediamo e li usiamo come mezzi per calcolare le conseguenze delle azioni.

LA RADICE DEL PROBLEMA DA SRADICARE

Non sapendo se gli altri attori conoscono i nostri argomenti o se siano più conoscenti dei fatti e dell’oggetto della comunicazione, il fatto crea Ansia e Dubbio, inducendo quindi il nostro Sistema Psicologico ad attuare meccanismi di difesa e bias che ci permettono di rilasciare la frustrazione, ma allo stesso tempo inficiano la nostra prima impressione o facilità di comunicare.
Dunque, senza semplicismi di vario tipo, una soluzione più efficace è quella di accettare l’Ansia e il Dubbio stesso, tenendo conto dei nostri meccanismi di difesa e di contestualizzare al meglio l’ambiente e l’oggetto della comunicazione, cercando di stare al meglio con gli altri.

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