Tempo stimato di lettura: 3 minuti br>Si ritiene, generalmente, che una delle caratteristiche principali dell’autismo sia la mancanza di empatia. In realtà, dal racconto dell’esperienza diretta di autistici adulti e di genitori di bambini autistici, si rileva di frequente che i bambini e gli adulti autistici siano spesso molto più empatici di quanto si creda o ci si aspetti da loro. E allora sorge il dubbio che la mancanza di empatia negli autistici possa derivare, spesso, dall’attivazione di quel meccanismo che in psicologia è noto come profezia che si autodetermina, in base al quale il genitore autistico, cui viene detto che il figlio autistico non può essere empatico, tenderà a non impegnarsi a insegnargli a essere empatico e a interpretare ogni suo comportamento poco empatico come una dimostrazione della sua natura mancanza di empatia, rafforzando involontariamente il comportamento del figlio verso una mancanza di empatia, anche contro la sua personale percezione di se stesso. In realtà, l’empatia, diversamente da come spesso si ritiene non è una capacità innata, ma un comportamento appreso e in quanto tale può essere appreso e può essere migliorato. Da tutti. Autistici e neurotipici, che spesso nell’esperienza quotidiana sono molto meno empatici degli autistici, ma credono di esserlo, perchè si emozionano e si commuovono e manifestano queste emozioni e questa commozione. Ma l’empatia è un’altra cosa.