“La gelosia: un’emozione sbagliata?”

Provare gelosia è naturale o dovrei riuscire a non provarla?

Accade spesso di pensare alla gelosia come qualcosa di sbagliato, potenzialmente capace di distruggere un rapporto sentimentale. Avviene quasi spontaneamente una collocazione di tale emozione all’interno del rapporto di coppia, tuttavia essa si può palesare in diverse relazioni sociali. Davvero è così sbagliato provare gelosia? È possibile imparare a modularla?

Cos’è la gelosia: saperla distinguere da possessione e dall’invidia

Immaginiamo una delle seguenti situazioni: il nostro partner è guardato con insistenza da qualcuno/a, nostra madre mentre elogia e bacia nostro fratello/sorella; è inevitabile provare una sensazione sgradevole. Ognuno di noi, all’interno di una relazione ha il bisogno più o meno consapevole di sentirsi “speciale”; in altre parole, quando intratteniamo un rapporto ci fa piacere pensare che l’altro abbia piacere di stare proprio con noi e che la nostra compagnia non sia la stessa cosa di qualunque altra. La misura con cui noi valutiamo questo è l’insieme degli atteggiamenti che l’altro ha nei nostri confronti e nei confronti degli altri: se il mio fidanzato avesse le stesse attenzioni amorevoli nei confronti di tutti, riceverle non mi farebbe sentire così speciale per lui. La gelosia interviene quindi quando avvertiamo la “minaccia” di esclusività all’interno di una relazione, ovvero quando temiamo di perdere un certo ruolo d’importanza all’interno di un rapporto.

La possessione e l’invidia sono emozioni più complesse da un punto di vista cognitivo e a differenza della gelosia, hanno molto più a che fare con il rapporto con sé stessi. La prima, implica l’idea che si è in potere di controllare l’azione dell’altro: l’altro diventa il simbolo di una conquista personale che nessuno deve toccare a parte me. Quanto più l’altro si piega al mio controllo, tanto più avrò conferma di avere potere e quindi autostima.

L’invidia presuppone il guardare ciò che l’altro possiede e di desiderarlo per sé, accompagnato dal desiderio che l’altro lo perda. Anche in questo caso entra in gioco lo scopo di natura personale e non relazionale: voglio possedere di più rispetto ad altri per avere più potere.

Perché non bisognerebbe giudicare la gelosia?

Chi ha avuto un cane o un gatto, avrà sicuramente osservato la reazione dell’animale quando si accarezza in sua presenza un altro animale o un bambino. La gelosia è un’emozione così primordiale e innata, che anche un sistema cognitivo semplice come quello dell’animale o di un bambino piccolo è in grado di sperimentarla. Come può essere quindi giudicata sbagliata, se è una reazione così istintiva e naturale?

La gelosia è inevitabile e soprattutto ci aiuta a costruire dei legami significativi con l’altro: riconoscere la peculiarità delle attenzioni ricevute ci permette di avere diversi gradi di investimento nei rapporti. Siamo più propensi ad investire in rapporti nei quali ci sentiamo di avere un ruolo e un’importanza, piuttosto che in quelli dove non avvertiamo di fare la differenza. Infatti, se il mio partner ha le stesse attenzioni nei confronti di chiunque, è funzionale e legittimo non sentirmi speciale per lui e quindi decidere di frequentare un’altra persona.

Inoltre, la persona oggetto della gelosia, avverte inevitabilmente un’emozione piacevole: essere consapevole che l’altro ci tiene ad essere speciale per noi, ha il potere di farci sentire importanti per quella persona. Proprio questa componente si aggiunge alla dimensione relazionale, intensificando i rapporti e non indebolendoli.

Quando la gelosia diventa un problema?

Se la gelosia è un’emozione così naturale, il vero problema esiste nell’intensità della sua manifestazione e quindi nelle strategie, efficaci o meno, che l’individuo utilizza per modularla. Rimproverare per la gelosia nei confronti di fratelli o sorelle, porta il bambino a nasconderla ma sicuramente non impedirà di provarla. Il bambino quindi si sentirà in colpa e sbagliato per qualcosa che non può controllare intenzionalmente e difficilmente potrà apprendere strategie mature per modulare questa emozione in modo efficiente.

Inoltre, l’intensità della gelosia può essere disfunzionale e distruggere le relazioni, quando c’è un problema di autostima e si tende a ricercare le conferme del proprio valore personale all’interno della relazione. In questi casi, quando non mi sentirò speciale per il mio partner, non penserò che è un problema della relazione ma lo trasformerò in un problema mio: non mi sento di avere un ruolo speciale per te, quindi non valgo abbastanza. Quando le attenzioni dell’altro servono per confermare il proprio valore personale se ne richiede una quantità superiore e continua, un atteggiamento che può logorare ed esasperare il partner fino al punto da concludere la relazione. La propria autostima deve essere sempre implementata attraverso le prestazioni in determinate attività (lavoro, sport, hobby, …) mai attraverso il riconoscimento dell’altro.

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