La crisi di mezza età

Tempo stimato di lettura: 5 minuti

I miei primi cinquantacinque anni!

La mezza età arriva all’improvviso quando vediamo il nostro corpo cambiare. Questo iniziale decadimento fisico pone di fronte al problema del limite e della morte. La consapevolezza che la maggior parte del tempo della propria vita sia trascorso fa sì che si rimettano in discussione molte certezze. L’ambivalenza e lo stravolgimento interiore è simile a quello del periodo dell’adolescenza tanto da parlare di Sindrome di Gauguin. In ogni caso, prepotente è l’urgenza di definire o ridefinire la propria identità. Ma la crisi può assumere aspetti positivi e di crescita maturativa in entrambi i casi.

Parlare di mezza età e soprattutto ritrovarcisi sembra non essere un aspetto gradito sia a uomini che a donne della società occidentale contemporanea. Se pensiamo però che nel ‘600 in Europa una persona di 45 anni era considerata vecchia allora la prospettiva cambia.
Oggi a 45 anni ci si sente ancora “giovani” e la mezza età è spostata di almeno dieci anni in media verso i 55/60 anni.

Vi è anche una relazione esistenziale con il tipo di lavoro svolto che fa sentire il soggetto più o meno dentro la mezza età. Se ad esempio parliamo di un operaio di 60 anni che ha iniziato a lavorare a venti anni non è la stessa cosa del parlare di un professionista che nella mezza età probabilmente entra in una fase di maturazione, sviluppo professionale e pieno riconoscimento.

Il famoso orologio biologico

orologio biologico

È pur vero che esiste un orologio biologico. Gli acciacchi aumentano, la vista cala, l’udito fa alzare sempre più il volume della tv… esiste un declino biologico più o meno evidente al quale non si può rimanere indifferenti. Lo specchio mostra che l’aspetto dei venti e trenta anni è scomparso, la pancia aumenta, le rughe pure, le ginocchia non sorreggono come vorremmo, ecc., ecc. Molte persone non riescono ad accettare questo evolversi fisico naturale ed infatti vediamo tanti uomini, ma anche donne che si accompagnano a partner molto più giovani nell’illusione dell’eterna giovinezza.

Appuntamento con la mezza età

Di fatto invecchiare fa paura. E la mezza età è un periodo cruciale in cui questo appuntamento con la vecchiaia si presenta violento e reale. È il periodo in cui si iniziano a fare dei bilanci sulla propria vita. A volte non si è soddisfatti. A volte, invece, si può essere soddisfatti dei risultati raggiunti. Ma le apparenze spesso ingannano. Non ultimo il suicidio di una brava e bella giornalista di grande successo in TV che era proprio nella fase della mezza età. Non è detto che raggiunto un successo professionale non ci si senta “falliti da un punto di vista personale e relazionale.

Corpo protagonista delle crisi di identità nella mezza età e nell’adolescenza

Ma cosa succede nella mezza età? Si può verificare una crisi di tipo esistenziale. Come nel periodo adolescenziale, si rimette in discussione la propria identità e il corpo è protagonista di questi mutamenti, anzi diremmo che produce questi cambiamenti psicologici. Nell’adolescente la fatica di uscire dai panni del bambino per entrare in quella di giovane adulto autonomo con una identità precisa è una dura lotta che si traduce spesso in conflitti con la famiglia. Il corpo cambia, dalle fattezze di bambini si assumono i caratteri sessuali, gli ormoni in subbuglio creano vissuti conflittuali. Si verificano le prime incerte esperienze amorose.
L’adolescente è come un bruco che lotta per diventare farfalla e spesso non è agevolato nel contesto in cui vive perché aspettative genitoriali lo vorrebbero in un certo modo anziché in un altro. Non è facile per l’adolescente riuscire a capire in profondità chi è e soprattutto non è facile per lui o lei “sbocciare” nella propria individualità fisica e psichica con i tanti condizionamenti di tipo sociale e familiare in cui si trova immerso. Il gap generazionale si evidenzia sempre più soprattutto in questo periodo di grandi innovazioni tecnologiche. Il mondo sta cambiando velocemente. La tecnica la fa da padrone e la comunicazione genitori-figli si complica.

La sindrome di Gauguin

Il mutamento fisico che avviene nella mezza età, al pari ma diverso da quello adolescenziale, crea una crisi profonda e comporta un “vedersi” diversi, cambiati, questo porta a vere e proprie “rivoluzioni” interiori, dove le certezze di una vita si possono frantumare fino a stravolgere percorsi di vita già ben definiti. L’ identità viene messa in discussione con un subbuglio esistenziale pari a quello del periodo adolescenziale.
Non è raro nel periodo della mezza età avvengano capovolgimenti reali nella vita. Uomini irreprensibili sposati da trenta e più anni con figli, mollano tutto per una nuova compagna. Chi lascia il lavoro e si mette a fare altro. Chi emigra in altri paesi. Si abbandona tutta la vita passata e se ne inizia una nuova. A tal proposito in psicologia si parla della “Sindrome di Gauguin”. Sindrome che ricava il nome dal celebre pittore che ad un certo punto della sua vita, lasciò lavoro, famiglia e la sua nazione, la Francia, per andare a dipingere al mare in paesi tropicali.

Viaggio alla ricerca di sé stessi dall’adolescenza alla mezza età

ricerca del se

Perché accade questa frattura nella vita di una persona nella mezza età e questo scompiglio interiore come fosse un adolescente? Alla trasformazione fisica corrisponde l’epoca dei bilanci, si vede lo spettro della morte farsi più vicina, emerge la vera natura della persona. Si capisce che non si può più rimandare ad essere pienamente sé stessi. Quel lungo viaggio alla ricerca della propria verità, iniziato in epoca adolescenziale, sembra paradossale ma può concludersi nel periodo della “mezza età”, soprattutto lì dove le pressioni sociali e familiari sono state più forti. Dunque, se la vita si è allungata nella durata media, la crisi di mezza età può essere un’occasione per ritrovarsi o per trovarsi per la prima volta. Non sempre lasciare tutto e creare una frattura forte con il mondo intorno, come fece Gauguin, può essere la soluzione. Cercare ognuno a suo modo di raggiungere una propria consapevolezza interiore e un maggiore equilibrio può essere al contrario un’occasione da non perdere.
Spesso consideriamo negativamente la crisi perché la consideriamo un peggioramento di una data situazione; se, invece, intendiamo la crisi nel suo significato etimologico di separare, valutare, scegliere o decidere; ne possiamo cogliere un significato positivo che può portare a migliorare la situazione di partenza.
Divertente a tal proposito è il film Sogno di una notte di mezza età dove spinte sessuali irrompono improvvise come in un adolescente nella vita di un tranquillo borghese sessantenne creando un vissuto “esplosivo” dove lo spettatore fa fatica a distinguere la fantasia dalla realtà. In questo film viene ben espressa l’ambivalenza insita nella crisi di mezza età. Prestare attenzione alle nuove esigenze o far finta di niente e andare avanti come al solito?

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