…e ancora sull’amicizia

Torniamo a parlare di amicizia e questa volta lo facciamo passando attraverso la musica che, forse meglio di qualsiasi altro mezzo, ci aiuta a capire i sentimenti e il loro peso. Lo facciamo ancora una volta con Massimo Priviero, 30 anni di musica d’autore in cui il tema dell’amicizia è sempre stato dominante.

Massimo, ci dai la tua definizione di amicizia?

massimo privieroChissà! Forse qualcosa che non necessita di troppe parole. Ma ci sono così tante varianti. Non credo neanche si possa trovare una vera definizione, forse è qualcosa che si sente dentro e che ti fa sentire vicino in modo speciale, che nasce soprattutto dalla condivisione di particolari passaggi di vita.

Nelle tue canzoni ne parli spesso, al punto che l’amicizia risulta essere il sentimento più ricorrente nei tuoi testi. L’amicizia che resiste a tutto, come in “Nessuna resa mail”, forse il tuo pezzo più amato…

Quando la scrissi, all’inizio dei ’90, mi ero trasferito a Milano ormai da un paio d’anni e, come accade nei periodi in cui la vita cambia molto in fretta, alcuni affetti che erano stati assai importanti per me rischiavano di perdersi per distanze fisiche, per nuovi orizzonti di esistenza, per tante cose che potete immaginare. E, nel mio cuore, quel che desideravo era fare in modo che i cambiamenti non sconfiggessero e non piegassero dei sentimenti forti che duravano da tanti anni. Perché dovevo perdere un amico meraviglioso solo perché vivevo ora a 300 chilometri da lui e la mia vita era diventata girare l’Italia da Nord a Sud suonando la mia musica? Perché doveva essere ineluttabile che ci perdessimo quando entrambi desideravamo che questo non accadesse mai? Entrambi attraversavamo cambiamenti grossi nella nostra vita, entrambi alternavamo alcuni bei risultati a dei grossi guai, entrambi facevamo i conti con il fatto che i nostri vent’anni se ne stavano andando. Entrambi, tuttavia, pensavamo che non fosse il caso di buttare via una delle cose più belle che avevamo trovato per strada e che era la nostra amicizia, il nostro essere simili, la nostra complicità, il nostro struggimento di vita, la nostra rabbia, i nostri sorrisi e le nostre lacrime. Questo avvenne. E per questo scrissi Nessuna Resa Mai.

Seguito poi da “Dolce resistenza”, altro pezzo in cui l’amicizia viene descritta come un valore assoluto che nemmeno il tempo può scalfire

Mi ritrovai a distanza di una quindicina d’anni a voler scrivere in qualche modo un seguito di Nessuna Resa Mai. Così scrissi DOLCE RESISTENZA con quella intenzione. E’ una storia di amicizia che resiste al tempo che scorre, questo penso arrivi molto chiaro. Tuttavia nella mia testa andava specificato il concetto, andava rafforzato. Così mi chiedevo quanto fosse cambiato proprio questo concetto e arrivavo a rispondermi che nella sua essenza, fatti salvi i cambiamenti che insieme a vittorie e sconfitte la vita porta con sé, proprio l’essenza di tutto non era cambiata per niente. Il salto di tono, l’enfasi ritmica che aumenta vuole proprio accentuare questa solidità e questo valore di vicinanza tra due persone che si può creare e che il tempo non può distruggere.

Quando scrissi “Siamo vivi, siamo in piedi” aggiungendo “siamo tutto quel che sai” fu proprio perché mi accorgevo che l’essere simile e in qualche modo complice di un certo modo di vivere non aveva bisogno di ulteriori parole che lo specificassero. Le frasi che raccontavano la storia erano già tutte nella strofa, l’inciso se volete non aveva bisogno di ulteriori parole. Non servivano, bastava guardarsi negli occhi. E’ anche chiaro che dire “non fermarti mai” ha il valore di chi butta un pezzo del suo cuore e del suo spirito un metro più avanti del posto in cui si trova, con il desiderio e la consapevolezza che un metro più avanti non ti ritroverai da solo ma giusto insieme a chi ti è stato realmente vicino. Insieme ad una sorta di complice di vita.

E vi assicuro che sentire quanto spesso l’inciso di questa canzone venga cantato ai concerti ancora oggi mi dà i brividi. Proprio perché so che saremo ancora insieme, ancora e proprio un metro e forse anche un chilometro più avanti. Di una strada comune.”

A questo punto una domanda se vuoi difficile, se vuoi anche un po’ provocatoria: hai un pubblico che ti ama, che dimostra di considerarti davvero un amico pur non facendo parte della tua vita nel senso tradizionale del termine. Una sorta di “amicizia astratta” che tu dici di ricambiare con un sentimento che non saprei definire, ce lo spieghi?

E’ chiaro che in questo caso puoi parlare di amicizia in senso lato. Ma non credo sia così astratta. In fondo, come mi capita di dire tante volte, io sono parecchio quello che scrivo, suono e canto. Non c’è fiction. Dunque se ti fa piacere ti prendi una parte forte di me che entra in un frammento della tua vita. E questa sorta di viaggio comune che andiamo a fare puoi pure chiamarla amicizia anche se il mio modo di essere insieme a te parte da quel che tu ti sei preso diciamo della mia creatività. Dunque è all’inizio in una sola direzione. Tuttavia, scoprire modi di stare al mondo simili, per esempio, può far nascere un’empatia grandissima che puoi anche chiamare amicizia. Più o meno astratta, se riprendo la definizione che hai dato tu.

Ma non sempre fila tutto liscio, in un pezzo più recente ci dici anche “Lo sa Giuda quanti hanno tradito, conta niente sia quello che sia”, (da “Il mare”): amici che tradiscono, come si reagisce?

Il riferimento lo prendi da una canzone d’amore che ha dentro lo struggimento di chi si guarda indietro e vede tanta acqua passata sotto un ponte. In quell’acqua c’è anche chi può averti tradito e chi magari hai tu stesso tradito pure senza capire che lo hai fatto. Sai, io credo che la vera amicizia può superare qualunque passaggio, anche traumatico e anche con quel che puoi chiamare tradimento. Di uno o l’altro. Pure inconsapevole. Si tratta di capire quanto questo sentimento è vero, solido e basato magari su valori comuni. Soprattutto quanto non è basato su convenienze di una parte o l’altra. Il tempo e la vita possono chiarirti tanti passaggi. Il punto è quanto importante e quanto grande è per te questa amicizia. Dunque se lo credi farai tutto il possibile per salvarla, viceversa vuol dire che non è stata grande amicizia ma solo un pezzo di strada condiviso magari con reciproci vantaggi. Almeno, così la vedo io. Certo, spesso tra teoria e pratica c’è un bel mestiere da fare.

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