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I principali luoghi comuni sulla psicoterapia

Soprattutto dopo l’emergenza sanitaria, l’interesse verso la psicoterapia e il benessere mentale è cresciuto tantissimo. Eppure, attorno alla figura dello psicoterapeuta resistono ancora molti luoghi comuni, che è importante sfatare per comprendere davvero il ruolo di questo professionista. In questo articolo affrontiamo i fraintendimenti più diffusi: la differenza tra psicologo e psicoterapeuta, la durata di […]

Giornale di psicologia — I principali luoghi comuni sulla psicoterapia

Soprattutto dopo l’emergenza sanitaria, l’interesse verso la psicoterapia e il benessere mentale è cresciuto tantissimo. Eppure, attorno alla figura dello psicoterapeuta resistono ancora molti luoghi comuni, che è importante sfatare per comprendere davvero il ruolo di questo professionista.

In questo articolo affrontiamo i fraintendimenti più diffusi: la differenza tra psicologo e psicoterapeuta, la durata di un percorso, il tema della “manipolazione”, l’importanza dell’esperienza diretta e la questione dei costi.

Psicologo e psicoterapeuta sono la stessa figura

Falso. Si tratta di due figure che condividono parte del percorso formativo, ma restano distinte. Lo psicoterapeuta è uno psicologo (o un medico) che, dopo la laurea magistrale e l’esame di Stato, frequenta ulteriori quattro anni di specializzazione, scegliendo tra vari orientamenti teorici.

Rispetto allo psicologo, lo psicoterapeuta dispone di strumenti in più, tra cui il lavoro sistematico sulla relazione terapeutica, e può occuparsi anche di condizioni cliniche come la depressione. La prescrizione di farmaci resta invece appannaggio del medico: uno psicoterapeuta può prescriverli solo se ha una laurea in medicina oltre alla specializzazione.

Si può sapere da subito quante sedute serviranno

L’approccio semplicistico con cui negli ultimi anni si parla di psicoterapia, con grande enfasi sulla “terapia breve”, ha portato molte persone a credere che sia possibile stabilire fin dall’inizio quante sedute serviranno per risolvere un problema.

Non è così. È vero che, rispetto al passato e grazie in particolare alle ricerche sulla psicoterapia cognitivo-comportamentale, la durata media dei percorsi si è ridotta; ma non sarebbe corretto fissare un numero preciso di incontri fin dall’inizio. Servono in genere almeno tre colloqui per comprendere la situazione, stilare un piano d’azione e definire il cosiddetto contratto terapeutico. Inoltre, essendo la terapia uno spazio di libertà, non si sa a priori cosa il paziente vorrà portare in studio: se concentrarsi su un problema del momento o su questioni con radici più lontane nel tempo.

Lo psicoterapeuta manipola la mente dei pazienti

Tra i capisaldi dell’etica professionale c’è il rispetto dell’autonomia di pensiero del paziente, un principio richiamato dal Codice Deontologico dell’Ordine degli Psicologi. Il terapeuta non “plasma” la mente di chi ha di fronte: accompagna la persona a comprendere meglio sé stessa e a compiere le proprie scelte.

Alla base deve esserci la consapevolezza di rivolgersi a un professionista regolarmente iscritto all’albo. Sui siti degli ordini regionali è possibile inserire il nome del professionista e verificare la presenza della sua scheda, un controllo semplice che tutela chi sta per iniziare un percorso.

Lo psicoterapeuta non può capirmi se non ha vissuto il mio problema

Ogni giorno uno psicoterapeuta incontra persone che vivono o hanno vissuto difficoltà che lui non ha sperimentato in prima persona. Questo non significa che non possa essere di aiuto. Contano piuttosto l’esperienza clinica maturata con i pazienti e la formazione continua, che a seconda del percorso professionale può essere più o meno focalizzata su determinate problematiche.

Da non trascurare è infine l’empatia, una dote che spesso avvicina alla professione e che va comunque allenata nel tempo: l’obiettivo è saperla gestire con equilibrio, mantenendo la giusta distanza senza lasciarsi travolgere dall’emotività del paziente.

Le sedute di psicoterapia costano troppo

Per rileggere questo luogo comune è utile cambiare prospettiva e parlare di investimento sul proprio benessere. Aiuta anche riflettere sui costi, concreti e non solo economici, di portare avanti a lungo una situazione che provoca disagio: tempo, energie, ripercussioni sulle relazioni e sulla salute. In quest’ottica, la spesa per un percorso terapeutico assume un significato diverso rispetto a una semplice voce di bilancio.

Come orientarsi e quando chiedere aiuto

Se stai valutando un percorso, alcuni punti fermi aiutano a scegliere con consapevolezza: verificare l’iscrizione all’albo, chiarire fin dai primi colloqui il metodo di lavoro e gli obiettivi, e ricordare che i primi incontri servono proprio a capire se la relazione funziona. In Italia è possibile rivolgersi al proprio medico di base, ai servizi di psicologia del territorio o cercare un professionista iscritto all’Ordine degli Psicologi della propria regione. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza: è una scelta di cura verso sé stessi.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra psicologo e psicoterapeuta?

Lo psicoterapeuta è uno psicologo (o un medico) che ha completato una specializzazione di quattro anni in psicoterapia. Rispetto allo psicologo lavora in modo sistematico sulla relazione terapeutica e può occuparsi di condizioni cliniche; i farmaci restano di competenza del medico.

Si può sapere quante sedute serviranno fin dall’inizio?

No. Anche con approcci più brevi come quello cognitivo-comportamentale, servono di solito almeno tre incontri per capire la situazione e definire un piano. La durata dipende dagli obiettivi e da ciò che il paziente sceglie di portare in terapia.

Lo psicoterapeuta può manipolare il paziente?

No. Il rispetto dell’autonomia di pensiero del paziente è un principio del Codice Deontologico. Il terapeuta accompagna la persona a comprendersi e a decidere in autonomia. È sempre bene verificare l’iscrizione all’albo del professionista.

Un terapeuta può aiutarmi anche se non ha vissuto il mio stesso problema?

Sì. L’efficacia si basa sull’esperienza clinica, sulla formazione continua e sull’empatia, non sull’aver vissuto le stesse difficoltà. Il professionista è formato proprio per aiutare persone con vissuti molto diversi dal proprio.

Molti luoghi comuni sulla psicoterapia nascono da informazioni imprecise. Psicologo e psicoterapeuta non sono la stessa figura; il numero di sedute non è prevedibile in anticipo; il terapeuta non manipola, ma tutela l’autonomia del paziente; l’aiuto non dipende dall’aver vissuto lo stesso problema, bensì da esperienza, formazione ed empatia; e il costo va letto come un investimento sul proprio benessere. Verificare l’iscrizione all’albo e chiarire metodo e obiettivi nei primi colloqui aiuta a scegliere con consapevolezza.
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