Emozioni e Stati d'Animo

Il possibile identikit del maltrattante

IL POSSIBILE IDENTIKIT DEL MALTRATTANTE, 6 punti chiave per capire quali atteggiamenti del partner sono da tenere in considerazione.

Il possibile identikit del maltrattante

A QUALI ATTEGGIAMENTI DEL PARTNER UNA DONNA DEVE PRESTARE ATTENZIONE?

Ciò che rende maggiormente difficoltoso il riconoscimento di una personalità aggressiva è il momento della sua manifestazione esplicita, che spesso ha luogo in una fase avanzata della relazione, quando gli investimenti reciproci sono aumentati e i legami sono più difficili da recidere. In alcuni casi si verifica un evento scatenante, di natura stressogena o traumatica, che va a coinvolgere l’equilibrio della coppia e si mostra in grado di slatentizzare un’aggressività fino a quel momento celata; nella maggioranza dei casi un comportamento violento non insorge tuttavia all’improvviso, ma si lascia preannunciare da una serie di atteggiamenti più o meno manifesti, dalla valenza predittiva non trascurabile.

Gli studi di Carver (2003) hanno individuato alcuni segnali d’allarme potenzialmente predittivi di un comportamento violento, dopo alcuni mesi o anni dall’inizio della relazione amorosa, e ai quali le partner dovrebbero prestare attenzione, soprattutto in caso di compresenza degli stessi:  

  • Attaccamento rapido
  • Temperamento aggressivo
  • Eliminazione del sostegno sociale della partner
  • Tendenza a colpevolizzare
  • Controllo e gelosia
  • Il test della cameriera

Attaccamento rapido

Attaccamento Rapido è necessario fare attenzione ad un eccessivo investimento mostrato dal partner verso il legame affettivo, nella previsione che una pulsione idealizzata possa sottendere la presenza di richieste affettive sproporzionate e di rapporti simbiotici in cui i confini esistenziali dei partner appaiono confusivi e non tracciabili. Si noti inoltre che dal punto di vista psicologico un’eccessiva idealizzazione può celare un’aggressività, un’ambivalenza di amore e odio nei riguardi del partner, oltre ad essere indicativa di una personalità narcisistica, frustrata da ansie abbandoniche e portatrice di bisogni anaclitici sostenuti con pretese collusive;

Temperamento aggressivo

se il partner mostra condotte improvvisamente aggressive, scoppi di rabbia estemporanei, reazioni sproporzionate allo stimolo elicitante, è opportuno fare attenzione; agire le emozioni tramite acting-out anziché verbalizzarne il contenuto in una finalità dialogica- dimostra che il coping, il problem solving e gli stili comunicativi del soggetto sono essenzialmente costruiti sulla violenza;

Eliminazione del sostegno sociale della partner

si dovrebbe diffidare di un uomo che tende ad isolare la compagna da ogni relazione esterna, magari chiedendole di cessare l’attività lavorativa o di non cominciarla affatto, spingendola a non intraprendere iniziative personali, limitando la sua frequentazione di amici e parenti. Sulle prime la richiesta può essere celata da astute gentilezze, e giustificata con la volontà di avere la donna tutta per sé, di non farla stancare, di non sottoporla ad inutili stress. In realtà si tratta di una condotta narcisistica con cui il maschio tenta di imporre la propria superiorità e di recidere ogni possibile legame della coppia con l’esterno, sulla spinta di due motivi fondamentali: il primo perché una relazione esclusiva rafforza la sua convinzione di possesso e consolida il legame diadico simbiotico; il secondo perché l’isolamento va a corroborare lo stato di dipendenza e vulnerabilità della donna, rendendola un più agevole strumento di dominio; inoltre una donna sola e abbandonata sarà meno consapevole della violenza che sta subendo e avrà minore occasioni di liberarsi dalle maglie distruttive delle stessa;

Tendenza a colpevolizzare

il partner, anche all’inizio della relazione amorosa, tende ad evitare di assumersi qualsiasi tipo di responsabilità, scaricando sugli altri la colpa di ogni possibile evento negativo. Si tratta di un aspetto tipico della personalità narcisistica, che liquida i propri vissuti aggressivi e frustranti a mezzo di meccanismi proiettivi, in questo caso rivolti contro la partner, per cercare di controllare la portata persecutoria degli stessi;

Controllo e gelosia

il soggetto tende a controllare ogni aspetto della vita della donna, dapprima in modo leggero e compiacente, e poi sempre più invasivo.
All’inizio la partner può interpretare tali velleità di possesso come un lusinghiero sintomo di innamoramento, ma con il tempo le condotte controllanti si fanno sempre più numerose, intransigenti e limitanti, tanto da privarla della sua stessa soggettività. Il partner aggressivo nutre la perenne paura di essere abbandonato dalla partner nella quale ha investito simbioticamente il proprio Sé, e questa continua angoscia abbandonica si manifesterà con condotte di gelosia reiterata, immotivata e spesso violenta. Il timore del tradimento viene vissuto in modalità paranoide. È sufficiente uno sguardo, un sorriso scambiato con un conoscente, per seminare nel compagno dubbi circa la fedeltà della donna; spesso si instaura un autentico delirio di possesso, in cui la libertà e l’autonomia della partner vengono interpretati come inaccettabili attentati alla diade simbiotica;

Il test della cameriera

L’uomo violento tende a maltrattare figure femminili neutrali, e dunque diverse dalla partner: colleghe di lavoro, impiegate, cameriere. Si lamenta del loro operato, protesta, critica, tende a sminuirle. Alla base si trovano convinzioni misogine e una svalutazione del genere femminile, supportato dalla condivisione di modelli culturali maschilisti e patriarcali, con una forte segregazione di genere. Anche la partner è una donna: le basterà dunque valutare il modo in cui il compagno è solito comportarsi col genere femminile e la sua globale opinione circa le donne, per prevedere eventuali atteggiamenti di violenza che in futuro potrebbe mostrare nei suoi confronti.

È ovviocome ogni singolo caso di violenza debba essere contestualizzato ed integrato con ulteriori dati, clinici e ambientali, dotati di una certa specificità. L’intento dello studio di Carver è quello, meno ambizioso ma non per questo meno utile, di fornire un ragguaglio informativo circa l’identità di un partner potenzialmente maltrattante, al fine di raggiungere obiettivi di prevenzione primaria e secondaria nei casi di violenza domestica. Un fenomeno, quest’ultimo, che si mostra in costante e pericolosa diffusione, e che è importante contrastare con ogni mezzo, soprattutto quello della prevenzione e dell’informazione consapevole.

Bibliografia di riferimento                  

Carver, J. (2002), Love and Stockholm Syndrome, The mistery of loving and abuser, scaricabile su http://www.drjoecarver

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