A quali atteggiamenti del partner una donna deve prestare attenzione
In alcuni casi si verifica un evento scatenante, di natura stressogena o traumatica, che coinvolge l’equilibrio della coppia e si mostra in grado di slatentizzare un’aggressività fino a quel momento celata. Nella maggioranza dei casi, tuttavia, un comportamento violento non insorge dal nulla, ma è anticipato da atteggiamenti più o meno manifesti che è possibile imparare a leggere.
Gli studi di Carver (2003) hanno individuato alcuni segnali d’allarme potenzialmente predittivi di un comportamento violento, che possono comparire dopo alcuni mesi o anni dall’inizio della relazione amorosa e ai quali le partner dovrebbero prestare attenzione, soprattutto in caso di compresenza degli stessi:
- Attaccamento rapido
- Temperamento aggressivo
- Eliminazione del sostegno sociale della partner
- Tendenza a colpevolizzare
- Controllo e gelosia
- Il test della cameriera
Attaccamento rapido
È necessario fare attenzione a un eccessivo investimento mostrato dal partner verso il legame affettivo, nella previsione che una pulsione idealizzata possa sottendere la presenza di richieste affettive sproporzionate e di rapporti simbiotici, in cui i confini esistenziali dei partner appaiono confusivi e non tracciabili. Si noti inoltre che, dal punto di vista psicologico, un’eccessiva idealizzazione può celare un’aggressività, un’ambivalenza di amore e odio nei riguardi del partner, oltre a essere indicativa di una personalità narcisistica, frustrata da ansie abbandoniche e portatrice di bisogni anaclitici sostenuti con pretese collusive.
Temperamento aggressivo
Se il partner mostra condotte improvvisamente aggressive, scoppi di rabbia estemporanei e reazioni sproporzionate allo stimolo elicitante, è opportuno fare attenzione. Agire le emozioni tramite acting-out, anziché verbalizzarne il contenuto con finalità dialogica, dimostra che il coping, il problem solving e gli stili comunicativi del soggetto sono essenzialmente costruiti sulla violenza.
Eliminazione del sostegno sociale della partner
Si dovrebbe diffidare di un uomo che tende a isolare la compagna da ogni relazione esterna, magari chiedendole di cessare l’attività lavorativa o di non cominciarla affatto, spingendola a non intraprendere iniziative personali e limitando la sua frequentazione di amici e parenti. Sulle prime la richiesta può essere celata da astute gentilezze e giustificata con la volontà di avere la donna tutta per sé, di non farla stancare, di non sottoporla a inutili stress. In realtà si tratta di una condotta narcisistica con cui il maschio tenta di imporre la propria superiorità e di recidere ogni possibile legame della coppia con l’esterno, sulla spinta di due motivi fondamentali: il primo, perché una relazione esclusiva rafforza la sua convinzione di possesso e consolida il legame diadico simbiotico; il secondo, perché l’isolamento corrobora lo stato di dipendenza e vulnerabilità della donna, rendendola un più agevole strumento di dominio. Inoltre una donna sola e abbandonata sarà meno consapevole della violenza che sta subendo e avrà minori occasioni di liberarsi dalle maglie distruttive della stessa.
Tendenza a colpevolizzare
Il partner, anche all’inizio della relazione amorosa, tende a evitare di assumersi qualsiasi tipo di responsabilità, scaricando sugli altri la colpa di ogni possibile evento negativo. Si tratta di un aspetto tipico della personalità narcisistica, che liquida i propri vissuti aggressivi e frustranti a mezzo di meccanismi proiettivi, in questo caso rivolti contro la partner, per cercare di controllare la portata persecutoria degli stessi.
Controllo e gelosia
Il soggetto tende a controllare ogni aspetto della vita della donna, dapprima in modo leggero e compiacente, poi sempre più invasivo. All’inizio la partner può interpretare tali velleità di possesso come un lusinghiero sintomo di innamoramento, ma con il tempo le condotte controllanti si fanno sempre più numerose, intransigenti e limitanti, tanto da privarla della sua stessa soggettività. Il partner aggressivo nutre la perenne paura di essere abbandonato dalla partner nella quale ha investito simbioticamente il proprio Sé, e questa continua angoscia abbandonica si manifesta con condotte di gelosia reiterata, immotivata e spesso violenta. Il timore del tradimento viene vissuto in modalità paranoide: è sufficiente uno sguardo, un sorriso scambiato con un conoscente, per seminare nel compagno dubbi circa la fedeltà della donna. Spesso si instaura un autentico delirio di possesso, in cui la libertà e l’autonomia della partner vengono interpretate come inaccettabili attentati alla diade simbiotica.
Il test della cameriera
L’uomo violento tende a maltrattare figure femminili neutrali, dunque diverse dalla partner: colleghe di lavoro, impiegate, cameriere. Si lamenta del loro operato, protesta, critica, tende a sminuirle. Alla base si trovano convinzioni misogine e una svalutazione del genere femminile, supportate dalla condivisione di modelli culturali maschilisti e patriarcali, con una forte segregazione di genere. Anche la partner è una donna: le basterà dunque valutare il modo in cui il compagno è solito comportarsi con il genere femminile e la sua opinione complessiva sulle donne, per prevedere eventuali atteggiamenti di violenza che in futuro potrebbe mostrare nei suoi confronti.
Contestualizzare i segnali: prevenzione e informazione
È ovvio come ogni singolo caso di violenza debba essere contestualizzato e integrato con ulteriori dati, clinici e ambientali, dotati di una certa specificità. L’intento dello studio di Carver è quello, meno ambizioso ma non per questo meno utile, di fornire un ragguaglio informativo circa l’identità di un partner potenzialmente maltrattante, al fine di raggiungere obiettivi di prevenzione primaria e secondaria nei casi di violenza domestica. Un fenomeno, quest’ultimo, che si mostra in costante e pericolosa diffusione e che è importante contrastare con ogni mezzo, soprattutto quello della prevenzione e dell’informazione consapevole.
Domande frequenti
Quali sono i principali segnali d’allarme di un partner maltrattante?
Secondo gli studi di Carver, i segnali predittivi principali sono l’attaccamento rapido e idealizzante, il temperamento aggressivo, l’eliminazione del sostegno sociale della partner, la tendenza a colpevolizzare, il controllo e la gelosia, e il cosiddetto test della cameriera. La loro compresenza aumenta il valore predittivo.
Che cos’è il test della cameriera?
È l’osservazione di come l’uomo tratta le figure femminili neutrali, come colleghe, impiegate o cameriere. Un atteggiamento svalutante, misogino e denigratorio verso di loro è un indicatore di come, in futuro, potrebbe comportarsi anche con la partner.
Perché la violenza si manifesta spesso in una fase avanzata della relazione?
Perché l’aggressività resta a lungo celata e tende a emergere quando gli investimenti reciproci sono aumentati e i legami sono più difficili da recidere. A volte è un evento stressogeno o traumatico a slatentizzarla, ma nella maggior parte dei casi è preceduta da atteggiamenti riconoscibili.
A cosa serve riconoscere questi atteggiamenti?
Riconoscerli serve a scopi di prevenzione primaria e secondaria: permette di individuare precocemente una relazione potenzialmente pericolosa e di intervenire prima che la violenza si strutturi. L’informazione consapevole è uno degli strumenti più efficaci per contrastare la violenza domestica.
Bibliografia di riferimento. Carver, J. (2002), Love and Stockholm Syndrome. The mystery of loving an abuser.
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