In questo articolo vediamo come lo sport ha contaminato la moda (e viceversa), che cos’e’ davvero il fenomeno athleisure e, soprattutto, cosa dice la psicologia su cio’ che indossiamo: perche’ un capo sportivo puo’ cambiare l’umore, la sicurezza e perfino le prestazioni.
Quando lo sport ha incontrato la moda
L’influenza reciproca tra moda e sport e’ ormai un dato di fatto. Praticare sport, prima ancora di essere una scelta di salute, e’ diventato anche un modo per valorizzare il corpo e curare la propria immagine. E curare l’immagine attraverso il movimento fa stare meglio con se stessi: aumenta la fiducia, facilita le relazioni, funziona quasi come un biglietto da visita sociale. E’ proprio a questo livello che lo sport, come fenomeno sociale, si intreccia con la moda fino a diventarne un’espressione.
Pensiamo al jogging: nato come pratica di nicchia, in pochi decenni ha generato discipline derivate come running, walking e step, trasformandosi in un fenomeno di costume che ha acceso un enorme interesse sia tra la popolazione sia tra gli operatori del settore moda e fitness. Da allora, ogni grande marchio affianca alle proprie collezioni una linea fitness, una linea sport, una linea tempo libero: proposte che permettono di indossare abiti comodi senza rinunciare allo stile.
Il risultato? Oggi tutti indossano capi sportivi anche senza fare sport. Basta pensare ai jeans o alla tuta: due indumenti da sempre presenti nei nostri guardaroba perche’ comodi, pratici e capaci di essere informali con stile, valorizzabili con i giusti accessori.
Che cos’e’ l’athleisure (e perche’ ci piace cosi’ tanto)
Questo incontro ha un nome preciso: athleisure. Il termine nasce dalla fusione di due parole inglesi, athletic (atletico) e leisure (tempo libero), e indica lo stile che combina l’abbigliamento sportivo con il comfort e il gusto della vita quotidiana. Leggings, felpe, sneakers e tute tecniche escono dalla palestra ed entrano in ufficio, all’aperitivo, a una passeggiata in centro.
Perche’ e’ esploso proprio negli ultimi anni? Le ragioni sono diverse e si rafforzano a vicenda:
- Una nuova attenzione al benessere. La crescente consapevolezza dell’importanza della salute fisica e mentale ha reso desiderabile un abbigliamento comodo e funzionale, adatto a molti contesti.
- Il lavoro da remoto. Con lo smart working il confine tra abito da lavoro e abito da palestra si e’ assottigliato: vogliamo capi che assecondino i movimenti del corpo ma abbiano comunque un aspetto curato.
- L’effetto celebrity e influencer. Star e creator hanno reso l’athleisure sempre piu’ visibile, portandolo nel mainstream della moda.
In altre parole, le routine moderne chiedono abiti capaci di adattarsi a contesti in continuo cambiamento. L’athleisure risponde proprio a questo bisogno: comodo, versatile, ma anche elegante.
Il lato psicologico: come cio’ che indossi cambia cio’ che senti
Qui entra in gioco la parte piu’ affascinante. Gli abiti non parlano solo agli altri: parlano anche a noi stessi. La psicologia ha dato un nome a questo fenomeno: enclothed cognition, la “cognizione indossata”.
La teoria, proposta dai ricercatori Hajo Adam e Adam Galinsky, sostiene che l’abbigliamento influenza i nostri processi mentali attraverso due elementi: il significato simbolico che attribuiamo a un capo e l’esperienza fisica di indossarlo. Nei loro esperimenti, le persone che indossavano un camice descritto come da medico ottenevano prestazioni di attenzione nettamente migliori rispetto a chi indossava lo stesso camice descritto come da pittore. Lo stesso abito, significati diversi, risultati diversi.
Cosa c’entra con la tuta e le sneakers? Moltissimo. Indossare abbigliamento sportivo tende a renderci piu’ propensi a muoverci davvero: la nostra mise da allenamento funziona come un promemoria silenzioso a fare scelte piu’ salutari. Mettere i leggings e le scarpe da corsa e’ gia’ un piccolo gesto che inclina la mente verso l’azione. Piu’ in generale, gli abiti che indossiamo influenzano comportamento, atteggiamento, umore e fiducia in noi stessi: ecco perche’ un capo comodo e “giusto” puo’ farci sentire piu’ sicuri anche in una giornata difficile.
Tecnologia indossabile: il tessuto che fa qualcosa per te
Il connubio moda-sport non e’ solo estetico, e’ anche tecnologico. Durante le fashion week si racconta da tempo di materiali sempre piu’ traspiranti e high-tech, e di trattamenti capaci di trasformare un capo in qualcosa di attivo. Una delle frontiere e’ la cosiddetta funzionalizzazione del tessuto, basata sulle nanotecnologie: alle fibre vengono applicate microstrutture in grado di trattenere e poi rilasciare, a contatto con la pelle, sostanze utili durante l’attivita’ fisica.
L’idea, in prospettiva, e’ quella di indumenti “ricaricabili” con un semplice lavaggio e di tessuti termici capaci di aiutare a mantenere la temperatura corporea ideale, pensati per chi pratica attivita’ all’aperto. Un segnale chiaro di dove sta andando questo mondo: non piu’ solo apparire sportivi, ma indossare capi che lavorano con il corpo.
Icone che non passano mai di moda
Alcuni capi nati dallo sport sono diventati simboli che attraversano le generazioni. Le Converse ne sono l’esempio piu’ celebre: prodotte per la prima volta nel Massachusetts nel 1908, sono passate dai piedi dei gruppi rock degli anni Settanta a quelli dei trend setter di oggi, sempre attualissime. E’ la prova che un oggetto pratico, quando incontra una cultura, puo’ diventare un’icona.
Lo stesso vale per le ballerine, scarpette dal nome che richiama il balletto classico, esplose nell’uso quotidiano a meta’ anni Cinquanta grazie a star come Audrey Hepburn e Jacqueline Kennedy. Sottili, casual ed eleganti insieme, restano un’icona di femminilita’ riproposta da innumerevoli case di moda. Curiosita’: fino alla fine dell’Ottocento le scarpe non distinguevano nemmeno tra piede destro e sinistro, tanto la loro forma era lineare.
Dal campo alla passerella: gli atleti diventano stile
Spesso moda e sport diventano un tutt’uno nella vita degli sportivi stessi. Terminata la carriera agonistica, molti atleti diventano testimonial di grandi marchi, altri lanciano brand propri. Gli ingredienti del successo sono quasi sempre gli stessi: un’icona dello sport, una forte personalita’ e una grande ambizione. Da questo mix nascono fashion leader capaci di parlare ai piu’ giovani, che si identificano in capi versatili creati dai loro idoli.
La verita’ e’ semplice: l’abbigliamento sportivo non e’ piu’ solo una questione di prestazione, e nemmeno solo di moda. E’ diventato un linguaggio con cui raccontiamo chi siamo e, allo stesso tempo, uno strumento che agisce sul nostro modo di sentirci. Equipaggiarsi per il proprio sport preferito, allora, non significa solo scegliere il capo giusto: significa scegliere come vogliamo presentarci al mondo e a noi stessi.
Domande frequenti su moda e sport
Che cosa significa athleisure?
Athleisure e’ un termine che unisce le parole inglesi athletic (sportivo) e leisure (tempo libero). Indica lo stile che combina capi sportivi, come leggings, felpe, tute e sneakers, con il comfort e l’eleganza dell’abbigliamento quotidiano, permettendo di indossarli anche fuori dalla palestra.
Perche’ indossiamo abbigliamento sportivo anche senza fare sport?
Per tre motivi principali: la crescente attenzione al benessere fisico e mentale, la diffusione del lavoro da remoto che ha avvicinato l’abito da casa a quello da palestra, e l’influenza di celebrity e influencer. A questi si aggiunge la comodita’: i capi sportivi assecondano i movimenti del corpo mantenendo un aspetto curato.
I vestiti che indossiamo influenzano davvero come ci sentiamo?
Si’. La psicologia lo chiama enclothed cognition: l’abbigliamento influenza umore, atteggiamento e fiducia attraverso il significato che gli attribuiamo e l’esperienza fisica di indossarlo. Per questo indossare la tuta da allenamento puo’ renderci piu’ motivati a muoverci davvero.
L’abbigliamento sportivo aiuta a fare piu’ attivita’ fisica?
Indossare abbigliamento da palestra rende piu’ probabile allenarsi: la mise sportiva funziona come un promemoria che spinge verso scelte piu’ salutari. Mettere scarpe e leggings e’ gia’ un primo passo che predispone la mente all’azione.
Quali capi sportivi sono diventati icone di moda?
Tra i piu’ celebri ci sono le Converse, prodotte dal 1908 e ancora oggi attualissime, e le ballerine, ispirate al balletto classico e rese popolari da star come Audrey Hepburn negli anni Cinquanta. Entrambe dimostrano come un capo pratico possa diventare un simbolo che attraversa le generazioni.
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